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Tra di voi c’è chi è salito sui tetti, come Emanuela, a prendere aria e alleggerire i pensieri, a guardare un tramonto dai colori magici e in grado di regalare ancora i sogni del domani. C’è chi ha brindato alla finestra da solo nel giorno di Pasqua, con un bicchiere di vino bianco, nel silenzio di una di quelle giornate di sole piene e avvolgenti che regala Roma.
E non è una storia triste perché affacciato da quel davanzale c’è Enrico, 35 anni, dj di professione e abituato al frastuono e alle voci della notte romana: la quarantena, per lui, è stato riscoprire una dimensione più piccola, raccolta, fatta di musica diversa e (perfino!) di pagnotte fatte in casa.
Francesca, invece, avrebbe dovuto sposarsi a Maggio, e si è ritrovata a vivere il lockdown nella casa dei genitori, nel rione Borgo Pio dove è cresciuta. Ha ricominciato a correre e ha potuto vedere alcuni degli scorci più belli di Roma immersi nel silenzio, lontanissimi da quei rumori quotidiani così familiari, che danno vita e carattere a una città abituata a non fermarsi mai.
Dal centro alla periferia: immagini di Roma in quarantena
Pier, invece, scrittore di professione, ci ha inviato gli scatti dal quartiere Aurelio, catturando sui balconi dei palazzi di fronte diversi giochi colorati, a ricordare che in questo stravolgimento improvviso ci sono saltati dentro anche i bambini. Sono proprio i bambini i piccoli grandi eroi di questa storia, che di colpo hanno rinunciato a tutto e hanno dovuto fare uno sforzo enorme, spesso chiusi in case piccole, magari con situazioni difficili con cui convivere.
I bambini hanno continuato a regalarci i loro sorrisi nonostante tutto, pur non comprendendo appieno cosa stesse succedendo. Chiudiamo gli occhi per un attimo e proviamo a tornare alla nostra infanzia, per immaginare quanto grande sia stato lo sforzo che hanno fatto: niente più amici, scuola, sport, parchi, giochi all’aperto, niente più nonni a dare abbracci. Non lo dimenticheranno mai. Un motivo in più per ricordarci di proteggere di più il loro futuro quando tutto questo sarà passato.
Tetti di Roma e tramonti
Poi c’è Silvia che passa il caffè ad Antonia, al piano di sopra, grazie a un cestino calato dall’alto, come si faceva una volta quando al posto del virus c’era un senso più vivo della comunità, c’è la famiglia di Elena, al quarto piano di Via Baldo degli Ubaldi, che ha ricominciato a cenare insieme sul terrazzo, c’è Ivana in fila per entrare al supermercato preoccupata perché non sa se il suo storico bar questa volta ce la farà a riaprire e andare avanti.
E poi ci sono i tetti, fotografati tantissime volte da ogni angolo della città. Sono le vostre storie e vi ringraziamo per averle condivise con noi. E mentre cominciamo a vivere, e a raccontare, questa famigerata Fase 2, come promesso ecco di seguito alcuni dei vostri scatti più belli.