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Gli obelischi di Roma: storia e curiosità

Lo sentiamo ripetere da sempre come un mantra: Roma è unica al mondo. A passeggio per la città è difficile distinguerci dai turisti: noi romani, innamorati dell’eternità, ci commuoviamo ancora davanti al Colosseo, ci giriamo a guardare San Pietro dal finestrino dell’auto se ci passiamo accanto di sfuggita, e sul cellulare ogni tanto andiamo a riguardare quella foto scattata a Piazza Navona.
Roma è così, fa questo effetto anche se ci vivi da una vita. È un amore che si rinnova a ogni scorcio, vicolo e piazzetta che non ti aspetti. Poche volte, però, ci soffermiamo a pensare a come tutto questo stupefacente sogno scolpito nel marmo abbia preso forma, e si sia materialmente realizzato quasi tremila anni fa con i circoscritti mezzi che avevano a disposizione gli antichi.
Vi siete mai chiesti, ad esempio, guardando gli obelischi egiziani sparsi nella Capitale, come sono arrivati fin qui? E perché sono stati posizionati proprio in questo modo?

Gli obelischi di Roma, un miracolo di ingegneria

Obelisco San PietroDopo la conquista dell’Egitto, sancita con la battaglia di Azio del 31 a.C., alcuni obelischi egiziani vennero trasportati a Roma come bottino di guerra. I primi due furono trafugati a Eliopoli per volere di Augusto e fatti navigare sul Nilo sopra delle zattere, poi per mare fino a Ostia e infine sul Tevere fino a Roma. Posizionati uno sulla spina del Circo Massimo e l’altro in Campo Marzio.
Un trasporto difficilissimo che implicò la costruzione di navi di grandezza straordinaria per l’epoca. Questa rotta piena di insidie venne seguita anche sotto gli imperatori Caligola (obelisco Vaticano poi spostato in Piazza Navona da Domiziano) e Costanzo, che fece arrivare a Roma il più antico e grande obelisco al mondo, quello a Piazza San Giovanni in Laterano, appunto l’obelisco lateranense.

Obelischi trasportati dall’Egitto e obelischi costruiti a Roma

Obelischi RomaGli altri vennero fatti erigere sul posto, come quello al Pincio voluto dall’imperatore Adriano, con marmi egiziani. Tutti vennero gravemente danneggiati con la fine dell’Impero e le incursioni straniere. Furono i papi, durante il Rinascimento, a riscoprirne il valore e a recuperarli, mossi dal sogno di far risplendere la grandezza del passato.
Durante l’epoca rinascimentale e barocca, i papi fecero costruire grandi strade rettilinee per spostare questi giganteschi e pesantissimi monumenti per dislocarli davanti le chiese più importanti della città, mete di pellegrinaggio per tantissimi fedeli devoti.

Il tour degli obelischi egiziani a Roma

In tutto nella Capitale ci sono ben 13 obelischi egiziani, un vero primato. Nessuna città al mondo ne possiede di più, nemmeno quelle in Egitto, dove ce ne sono solo 5. Ecco i punti in cui sono dislocati:

  • Obelisco Vaticano, al centro di Piazza San Pietro;
  • Obelisco Flaminio, Piazza del Popolo;
  • Obelisco Lateranense, San Giovanni in Laterano;
  • Obelisco Montecitorio, nell’omonima piazza;
  • Obelisco del Mausoleo, Piazza del Quirinale;
  • Obelisco Esquilino, Piazza dell’Esquilino;
  • Obelisco della Fontana dei Fiumi, Piazza Navona;
  • Obelisco del Pantheon, Piazza della Rotonda;
  • Obelisco del Monumento ai Caduti di Dogali, Piazza dei Cinquecento;
  • Obelisco dell’Elefante, Piazza della Minerva;
  • Obelisco di Trinità dei Monti, Piazza di Spagna;
  • Obelisco di Villa Celimontana, via della Navicella;
  • Obelisco del Pincio, Terrazza del Pincio.

Ognuno di essi racconta un pezzo di storia di Roma, città dove lo scorrere del tempo è solo un’illusione.

Pubblicato in Reportage

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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