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Palazzi occupati a Roma: l’edificio di viale delle Province

Le occupazioni a Roma non sono una novità; quando emergono fatti di cronaca come quello legato allo sgombero di via Curtatone con successiva guerriglia tra occupanti immigrati e Forze dell’Ordine il tema torna d’attualità e ci si interroga su eventuali soluzioni.
Ma le occupazioni abusive sono come un fiume carsico sotterraneo, qualcosa che scompare per qualche tempo per poi riemergere prepotentemente sotto gli occhi di tutti. Perchè i palazzi occupati a Roma sono tanti e, potenzialmente, in ciascuno di questi si nasconde una bomba pronta a deflagrare.
Non solo via del Curtatone quindi, vicino alla stazione Termini, quartiere di per sè già abbastanza degradato (leggi: Stazione Termini di notte tra degrado e prostituzione minorile); ma anche altri palazzi occupati a Roma preoccupano i cittadini. Come l’edificio di viale delle Province, nel quale ci siamo recati qulche tempo fa.
Si tratta di un palazzo abbandonato da circa 15 anni e occupato nel dicembre 2012 da oltre 100 abusivi di varie nazionalità. Avevamo visitato di persona questo edificio alcuni mesi fa per descriverne il degrado e la situazione di precarietà.

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Il palazzo occupato a Viale delle Province

Viale delle Province è una strada che si trova a pochi passi dall’Università la Sapienza, zona piuttosto centrale della Capitale. Qui sorge uno dei palazzi occupati a Roma: un tempo l’edificio era sede dell’Inps che vi aveva delocalizzato alcuni uffici. Oggi è abitato abusivamente da un fardello di disperati dopo che l’ente di previdenza lo aveva abbandonato causa presenza di amianto.
Quando ci presentiamo sul luogo ad attenderci, davanti ad un grosso cancello nero, c’è un uomo intento a fare la guardia. Possono accedere nell’edificio solo i ‘residenti’, pur se abusivi. Da quello che si dice neanche la polizia può accedere a tale struttura.
Notiamo subito un viavai di persone di ogni nazionalità e di tutti i tipi; da quanto ci dicono all’interno dell’edificio sono ‘ospitate’ più di 25 famiglie.

L’interno del palazzo occupato a viale delle Province

Appena dentro l’edificio ci sono, accatastati, una serie di passegini; segno evidente che il palazzo di viale delle Province è occupato da famiglie che hanno anche figli piccoli. L’ascensore è praticamente fuori uso (ci dicono lo sia già da un bel po’) quindi l’unico modo per salire nell’edificio è utilizzare le scale, piuttosto malandate.
Una volta arrivati ai piani superiori si arriva a quelli che sono chiamati ‘appartamenti’: che ovviamente hanno poco delle abitazioni tradizionali ma che tutto sommato non sono ridotti proprio malissimo. Molti di questi sono ancora adibiti ad uffici, ma gli occupanti riescono comunque a passarci la vita.
Come detto, il palazzo è occupato essenzialmente da immigrati (proprio come nel caso dello stabile di via del Curtatone); sono soprattutto egiziani, marocchini, tunisini, eritrei, etiopici e anche sudamericani. Un vero e proprio crogiuolo multiculturale.
Le persone con le quali parliamo hanno tutte il permesso di soggiorno; tra di loro non ci sarebbero quindi clandestini sul territorio italiano.

La vita dentro un palazzo occupato abusivamente

In questo palazzo non è gradita la presenza della Polizia; che ci dicono non entrare mai, rimanere fuori dal cancello quando capitano controlli. Ci raccontano che solo l’ambulanza è riuscita ad avere accesso all’edificio una volta in cui un occupante del palazzo era stato poco bene.
Qui lo Stato non sembra essere gradito; e, come tutta risposta, lo Stato rispetta questa idiosincrasia non presentandosi sul luogo. Almeno fino a quando non deciderà che l’edificio debba essere sgomberato, come accaduto per lo stabile di via del Curtatone o come successo in passato per altri palazzi occupati a Roma.
Una sorta di zona franca che si rispecchia anche nell’insicurezza che serpeggia tra i vicini; siamo nel centro di Roma. Paradossalmente una zona anche residenziale; certamente non una periferia degradata della Capitale. Ebbene chi ha comprato casa qui credendo di stare in un quartiere elegante si ritrova ora ad avere vicino un palazzo occupato abusivamente da immigrati. Con tutti i contro del caso, come ci racconta qualche vicino facendo riferimento a schiamazzi, feste, grigliate improvvisate e altre situazioni che arrecano disturbo.

La brutta storia dello stupro

C’è poi una storia oscura che riguarda questo palazzo occupato di viale delle Province; un episodio risalente al maggio 2014 quando nell’edificio una donna vene stuprata e picchiata per ore da un occupante. Anche la donna, una marocchina, abitava a quei tempi nel palazzo occupato: a stuprarla un cittadino del Sudan suo vicino di camera arrestato poi per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni aggravate.
E parlando con alcuni occupanti di questo stabile, il ricordo di quella notte è ancora vivo: tuttavia, come ovvio, nessuno degli occupanti che incontriamo è intenzionato a rilasciare dichiarazioni sull’accaduto. Il tutto ha contribuito in questi anni a gettare altre ombre su questo edificio occupato e sui suoi abitanti; pensieri negativi corroborati anche da storie di furti che si possono raccogliere parlando con i vicini.
Quello di viale delle Provine è uno dei tanti palazzi occupati a Roma; una situazione di degrado che prosegue da anni e che, come gli stessi occupanti sanno, è appesa ad un filo. L’ordine di sgomberare l’edificio può avvenire in qualsiasi momento. E, forse, per gli abitanti del quartiere sarebbe un sospiro di sollievo.

Pubblicato in Reportage

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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