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Periferie di Roma/8: il Trullo. Tra poesia, viandanti e street-art

Il nostro viaggio nelle periferie di Roma si arricchisce di una nuova meta e stavolta ci porta a scoprire il Trullo: un quartiere di Roma un tempo malfamato, incastrato tra Magliana e Portuense, e oggi alle prese con un riscatto dal basso capace di spazzare via il degrado a colpi pdi vernice colorata.
Tutto è cominciato circa un anno fa, in un giorno di aprile, quando questo piccolo angolo di città si è risvegliato con i muri colorati di giallo, verde, viola e arancione. Durante la notte, un gruppo di residenti era uscito di casa con vernice e pennelli per colorare i muri grigi delle case popolari, insieme alle stradine e ai vicoli più malconci e dimenticati.
E’ così che sono nati i “Pittori Anonimi del Trullo”, considerati in zona come abitanti storici della borgata, che oltre all’infanzia e ai luoghi della memoria condividono intenti e problemi di vita: il lavoro che va e viene, i soldi che non bastano mai. All’inizio erano solo in tre, oggi più di una ventina.
Senza sosta e con lo stesso entusiasmo continuano a colorare scale, aiuole, muretti e a dare nuova vita a quelle facciate grigie troppo piene di malinconia. «Un tocco di colore –scrivono i pittori sulla seguitissima pagina facebookUn colpo di ramazza. Non cambiamo quartiere. Cambiamo il quartiere per chi ci vive e per chi ci passa. Per me, per te, per loro, per tutti».

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Colorare il quartiere per uscire dal degrado:

Nel giro di pochi mesi, un fiume di vernice e di colori arcobaleno ha inondato gli spazi che circondano la scuola comunale, i giardini davanti la chiesa San Raffaele, le vie accanto al mercato comunale e la piazzetta dell’ex cinema Faro, storico punto di ritrovo per chi vive qui e qui resta. trullo2
Nel tempo, l’impresa di strappare la borgata al degrado nel quale da sempre era stata confinata è continuata a crescere fino a che, accanto ai pittori, sono arrivati i poeti. Er Bestia, Er Pinto, Er Farco, Inumi Laconico, Er Quercia, ‘A Gatta Morta, Marta del terzo lotto: sette ragazzi accomunati dalla voglia di esprimersi in versi, di scrivere poesie per non soffocare le emozioni che esplodono dentro.

I poeti del Trullo:

Un coro che concepisce il quartiere come un luogo della mente, la periferia come un fiume colorato di versi da far fluire e con cui sporcare i passanti. I “Poeti der Trullo” raccontano una mentalità metroromantica (come loro stessi amano definirla) che vuole cantare l’amore e la rabbia, l’esperienza e la meraviglia, la provenienza e il viaggio.
E’ così che le vertigini del sentimento diventano a volte un tributo all’amicizia, altre il ricordo di un amore passato, altre ancora uno sguardo sulle strade di Roma, protagonista e musa di tante poesie create in questo piccolo pezzo di mondo. I giovani poeti diffondono le rime attraverso la rete, dove vengono accolte da centinaia di followers e condivise attraverso i principali social network.
Un successo talmente contagioso da aver portato alla pubblicazione di un vero e proprio libro, simbolo del quartiere che in tutto e per tutto è complice di questo risveglio culturale.

L’arte urbana al Trullo:

La sfida finale il Trullo l’ha vinta lo scorso mese, ospitando il terzo festival internazionale di arte urbana. Un evento esclusivo che ha unito pittura, musica e poesia, organizzato col sostegno del Municipio XI.
Il tema scelto è stato “viandanti“: il viaggio inteso come migrazione, per riflettere su un tema di scottante attualità, ma anche come ispirazione, ricerca di nuove occasioni, come condizione di chi sogna mete alternative alla paura e alla sfiducia. Acclamati artisti di strada e gruppi musicali di spicco nella scena romana e non solo, hanno trasformato la periferia in un laboratorio creativo a cielo aperto, con concerti, poesie e murales. T
utti hanno lavorato in modo indipendente per sostenere il festival, i pittori utilizzando i propri materiali e i cantanti rinunciando al cachet, allestendo concerti al CSO Ricomincio dal Faro a prezzi stracciati. Quando dici “Trullo” la gente non storce più il naso. L’ispirazione, qui, è di casa.

Pubblicato in Reportage

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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