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Roma, continua l’emergenza rifiuti: non solo le periferie

Da diversi giorni a Roma si fa un gran parlare della grande quantità di rifiuti che invade le strade cittadine; ultimamente infatti la raccolta nella Capitale ha subìto una battuta d’arresto che ha provocato diversi problemi per i cittadini costretti a destreggiarsi tra cumuli di spazzatura che sorgono nei pressi degli appositi raccoglitori, colmi fino al tracollo.
La situazione in realtà è più che nota e anche dalle pagine di questo giornale la avevamo trattata mesi fa (Roma nella morsa dei rifiuti) (Roma Capitale della spazzatura): da tempo infatti si parla di questa emergenza nella Capitale, e lo si fa spesso in maniera strumentale, brandendo il problema come un’arma da utilizzare in favore di o contro qualcuno a seconda della convenienza politica o come slogan elettorale.

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Aspettando una Malagrotta bis:

Come tutti ormai sanno la discarica di Malagrotta, da molti definita la più grande discarica d’ Europa, è stata dichiarata esaurita dalla Ue gia da un pezzo e, se da anni vi si continua a sversare rifiuti, è solo grazie alle proroghe firmate via via da politici e governatori regionali che si sono dati il cambio ultimamente sul territorio (da Marrazzo alla Polverini).
Il dibattito per la scelta di una Malagrotta–bis si protrae con insistenza e ancora non si è riusciti ad individuare un sito che metta tutti d’accordo; nel frattempo come detto, Roma continua ad esser deturpata da cumuli di rifiuti.
Negli scorsi giorni, quando l’emergenza si era fatta piuttosto ‘calda’, il sindaco di Roma Gianni Alemanno si era improvvisato centauro tra i rifiuti effettuando, a bordo di uno scooter, un giro ispettivo di tutti i quartieri (quasi tutti della periferia sud-est della Capitale) che venivano segnalati come i più colpiti dal problema e dove la gente stava iniziando a protestare piuttosto palesemente:
“La situazione è tornata alla normalità e l’emergenza è totalmente rientrata” con queste parole in sindaco aveva rassicurato i cittadini dopo il tour de force effettuato dall’ Ama pochi giorni prima per togliere dalle strade i molti cumuli di rifiuti che si erano accumulati.
La situazione in effetti era tornata normale dopo l’ intervento (richiesto a più riprese) dell’Ama; qualcuno potrebbe pensare, con un pizzico di malizia, che l’intervento straordinario per rimuovere tutti quei rifiuti che imbrattavano la periferia sud/est di Roma con immediata visita del sindaco, avvenuta dopo poche ore, potessero essere un perfetto slogan politico da dare in pasto ai cittadini, un elogio all’ efficienza da consumarsi davanti alle telecamere e che, a distanza di poco, probabilmente l’emergenza sarebbe stata destinata a presentarsi nuovamente. Ma a pensar male si fa peccato, quindi vogliamo rimanere sui fatti concreti.

Roma nord sommersa dalla spazzatura:

Nelle stesse ore nelle quali veniva rimossa l’imponente quantità di rifiuti dai quartieri periferici prossimi ormai a diventare una discarica a cielo aperto, anche altre zone di Roma languivano sotto cumuli di immondizia: e con grande stupore si trattava anche (ma non solo) di quartieri piuttosto eleganti della Capitale, ma a darne notizie non vi erano telecamere.
La zona maggiormente colpita da questo fenomeno era il centro/nord di Roma, che in lungo e largo ha dato evidenti segnali di criticità in materia di raccolta rifiuti: dall’ ingresso nord della Capitale, percorrendo le arterie principali (Flaminia, Cassia), ci siamo imbattuti per diversi giorni in scenari ai limiti del collasso. Spesso si è trattato dei medesimi cassonetti che, a distanza di molte ore, risultavano ancora colmi fino all’eccesso, segno evidente di un inceppamento nel meccanismo della raccolta.
Situazione inverosimile sulla via Camilluccia
, strada tra le più ‘in’ di Roma e che ospita le sedi di diverse ambasciate: qui la gente era costretta ad ammassare i sacchi della spazzatura a ridosso del marciapiede non essendovi più spazio negli appositi contenitori. Stesso discorso per altri cassonetti sulla via Cassia, procedendo in direzione centro, nei pressi di alcune strade residenziali: poco prima di Ponte Milvio è una stessa residente che ci ha invitati a fotografare un cassonetto (che, tra l’altro, dovrebbe essere dedicato solo a materiali cartacei) dal quale fuoriescono rifiuti di ogni tipo.
La stessa zona di Ponte Milvio poi, da diverso tempo centro della vita notturna romana, è sempre più sepolta dai rifiuti: arriviamo sul luogo di pomeriggio, quando i locali non lavorano e il caos notturno (e con esso i cumuli di rifiuti) deve ancora iniziare, tuttavia la situazione è già critica. Tra i tanti rifiuti ammassati, c’è persino chi ha buttato un albero intero in perfetto stile natalizio; un po’ fuori tempo essendo ormai a ridosso dell’estate.

Rifiuti abbandonati anche in centro:

Non solo la parte sud/est della Capitale quindi, né la situazione sembra migliorare spostandoci verso il centro; tra l ‘altro il degrado in tutte queste zone segnalate non è stato episodio estemporaneo di poche ore, ma abbiamo avuto modo di constatarlo e documentarlo per più giorni.
Altre situazioni vicine al collasso le abbiamo incontrate in pieno centro, nei pressi di via Cola di Rienzo ad esempio, strada tra le più eleganti e battute dai turisti e che porta il nome di un tribuno romano, Cola di Rienzo per l’appunto, che sul finire del Medioevo divenne la voce del popolo contro il potere (non a casa egli amava definirsi “l’ultimo dei tribuni del popolo”).
Popolo che, immaginiamo, non sarà certamente felice nel dover constatare come, anche da queste parti, il degrado sembri esser ormai di casa; e lo si evince ancor di più se si entra nelle strade interne, ovvero dove ci sono per lo più abitazioni e studi professionali e di conseguenza si è lontani dal caos dello shopping che attanaglia la strada principale.
All’interno la raccolta sembra avvenire a rilento, ci fermiamo a fotografare ed un cittadino affacciato alla finestra ci conferma il disagio che si avverte da diverso tempo: i cassonetti sono stracolmi e, come si può vedere dalla foto, vi si possono trovare rifiuti di ogni tipologia e genere. Anche qui la gente si è dovuta “ingegnare” e, non essendovi più spazio all’interno dei contenitori, ha iniziato a lasciare la spazzatura sul marciapiede.
Cassonetti esauriti quindi, così come riscontrato anche in un altro quartiere residenziale, ovvero Balduina nel cuore del XIX municipio: anche qui i cittadini sono stati spesso costretti a depositare i sacchetti sui marciapiedi fuori dai contenitori, essendo questi colmi da tempo.
In buona sostanza, un degrado tangibile  quello che sta attanagliando Roma, riscontrabile in diversi quartieri e ad intervalli di tempo: tanto che il Codacons, vale a dire l’associazione in difesa dei consumatori, ha indetto una class action (francamente non scommetteremmo 1 euro sull’ esito favorevole) contro il Campidolgio proprio per supportare tutti i cittadini romani che vorranno protestare contro l’ emergenza rifiuti. Sarà forse utopico, ma contribuisce a rendere l’idea di quanto sia concreto il problema rifiuti nella Capitale.

Ama e sindaco rassicurano:

Nel frattempo l’ Ama, insieme con il sindaco Alemanno, assicura che l’emergenza è risolta e che non c’è motivo di essere preoccupati mentre diversi cittadini tendono ad esserlo e temono di fare la fine di altre città che, loro malgrado, in materia di emergenza rifiuti vengono sempre citate quali esempi negativi (Napoli in primis).
Staremo a vedere come si evolverà la vicenda e se si potrà effettivamente parlare di emergenza terminata; il tutto attendendo con fiducia la scelta del sito dove far sorgere una nuova discarica.

Pubblicato in Reportage

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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