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Reportage

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Una passeggiata all’Expo 2015

Una parte del mondo sotto uno spicchio di cielo, quello sopra Milano. Expo 2015 è un incontro di culture, di tradizioni e, soprattutto, di persone. Di padiglione in padiglione, vi racconteremo quello che abbiamo visto all’Esposizione Universale che sta per chiudersi in questi giorni.
Per accedere ad Expo ci sono diverse entrate, tante quanti sono i mezzi di trasporto che arrivano alla Fiera di Rho: tram, metropolitana e treno. Una volta passato il varco d’accesso, ci si trova di fronte ad una lunga strada chiamata Decumano che separa i diversi padiglioni.
Lungo cinque km, il Decumano è una passeggiata tra culture che si guardano a distanza, o che stanno fianco a fianco. Il primo edificio che appare davanti ai nostri occhi è il Padiglione Zero che introduce la visita del sito espositivo. Decidiamo di andare avanti ed entrare nel vivo di Expo.
Il primo padiglione in cui entriamo, in ordine di apparizione, è quello dell’Irlanda: un primo piano dei suoi paesaggi attraverso video della campagna irlandese e lungo la costa Atlantica. Immagini straordinarie che raccontano anche la visione dell’Irlanda di come lavorare con la natura.

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I diversi padiglioni:

Tanta curiosità per il padiglione del Nepal, a scoraggiarci le lunghe ore di fila, ad aiutarci a non rimpiangerlo è stata la visita dell’Angola. Sorprendente il mix tra educazione, cibo e sostenibilità.
Centrale il ruolo della donna in un edificio su tre piani costruito con materiali sostenibili. Un tripudio di musica e colori nei video di questo straordinario Paese africano. Il Vietnam ha una forma circolare, sviluppata su due piani. Famoso in questo padiglione il cappello vietnamita: uno dei gadget più venduti in questa esposizione. Un mix di musica dal vivo ci congeda dal Vietnam.
A non discostarsi molto dall’Irlanda è il padiglione dell’Argentina formato da silos allineati, propone contenuti audio-video dei suoi paesaggi. Con le sue strutture interattive l’Argentina cerca di allargare il dibattito a questioni come il protezionismo agricolo e gli accordi di libero scambio.
Un viaggio nel sapore è quello che propone la Spagna, con istallazioni di piatti luminosi e colorati a mostrare i benefici del proprio modello alimentare frutto dell’incontro fra tradizione e innovazione.

Il padiglione Italia:

A raccontare le proprie tradizioni e scoperte con orgoglio è Israele che con una storia che si sviluppa in tre sale diverse dimostra come le innovazionipadiglione-italia israeliane fanno ormai parte del mondo. I famosi pomodori ciliegini arrivano proprio da Israele. Al termine della visita, regalano i semi di questi pomodorini che riempiono anche le tavole italiane.
Ed eccoci al nostro Paese: la visita al padiglione Italia non poteva mancare e non ha deluso le nostre aspettative. Un gioco di specchi illustra la nostra cultura con dipinti e architetture italiane. Imprese agricole ed agroalimentari, attraverso i loro rappresentanti, spiegano tramite alcuni video le loro eccellenze e particolarità.
Una passeggiata tra i boschi è il padiglione dell’Austria, profumo di spezie con i video delle loro tradizioni è l’Iran, i suoni magici con colorate girandole è il Messico, il gusto delle prelibatezze locali è il Marocco.

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita:

Fermiamo la carrellata, e andiamo più adagio per gli Emirati Arabi: una struttura che mostra le sinuosità del deserto; attraverso la favola di una bambina si mostra la difficoltà di questa terra, ma anche la capacità dell’uomo di saper far fruttare anche questi territori con energie alternative e la comunicazione sulla sostenibilità.
Infine, straordinario lo spettacolo di suoni e luci per portarci al prossimo appuntamento con l’Esposizione Universale a Dubai 2020. Magico Kuwait che, attraverso una cascata, nel passaggio di sala in sala con un cinema a 360 gradi, la simulazione della pioggia nel deserto, la planimetria delle energie rinnovabili nel proprio territorio e i giochi interattivi per i bambini, ci ha portato in una parte delle sue tradizioni.
Anche il Qatar sottolinea la necessità di energie alternative per portare avanti la sostenibilità ambientale legata a doppio filo con nutrizione, cibo e crescita.
E’ stato un viaggio parziale quello ad Expo 2015, ma al di là delle critiche (giuste e non) il tema dell’Esposizione “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è stato costellato da tante sfaccettature rese vive dai colori di tutti i Paesi che hanno partecipato.

Pubblicato in Reportage

Scritto da

Miriam Sabato

Giornalista professionista in radio e sul web. "E' un mestiere, ma non come tanti; è un atteggiamento verso la vita"

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