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Villa Maraini: la comunità di Roma per tossicodipendenti

Villa Maraini è una comunità per la cura e la riabilitazione delle tossicodipendenze nata a Roma nel 1976 nell’ambito della Croce Rossa Italiana: una via di mezzo tra un ospedale e una comunità terapeutica, un centro antidroga aperto h 24 per tutti i tossicomani che abbiano necessità.
Villa Maraini è una struttura privata accreditata che in 38 anni di storia ha fornito supporto reale a migliaia di tossicodipendenti e alle loro famiglie e che, adesso, rischia la chiusura. A spiegarci cosa sta accadendo è il dottor Massimo Barra, tra i primi medici italiani a prendersi a cuore la questione dei tossici e già presidente nazionale della Croce Rossa Italiana.
Il dottor Barra ha fondato Villa Maraini nel 1976 e ci guida all’interno della struttura che, malgrado la difficile situazione economica, appare in ottima forma: c’è l’ambulatorio, per dare prime risposte a chiunque abbia necessità; la stanza dove viene erogato il metadone; la zona detenzione, rivolta a soggetti con disturbo da dipendenza patologica in misura di custodia cautelare; il servizio famiglie; e ancora l’unità da strada, ovvero due camper per il pronto intervento nei pressi della Stazione Termini e a Tor Bella Monaca e l’unità di emergenza; vi è infine la zona dove i tossici detenuti si dedicano ad attività sociali lavorative.

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La vita dentro Villa Maraini

“Hanno messo in piedi una tipografia, ci lavorano gli stessi tossici”ci dice i dottor Barra indicando il cartello ‘tipografia’ mentre passeggiamo nei giardini di Villa Maraini ottimamente tenuti. “La manutenzione la fanno sempre loro, i tossicomani”. E a giudicare dall’apparenza, la fanno molto bene.
Villa Maraini appare un piccolo gioiello, soprattutto per chi conosce la sanità italiana e si aspetterebbe di trovarsi di fronte ad un ambiente brutto, sporco e cattivo. Convinzione che potrebbe essere acuita ulteriormente dal fatto che si parla di tossicodipendenti, un tema piuttosto scomodo.
La Villa sembra essere una piccola oasi, malgrado le problematiche estremamente gravi che vi vengono affrontate: “in 38 anni qui ne abbiamo viste di tutti i colori.” Ci dice il dott. Barra mentre attraversiamo il giardino dove alcuni tossici stanno seduti sulle panchine a gustarsi uno spicchio di sole. “Ormai non c’è più nulla che possa sconvolgerci.”

 

Perché Villa Maraini rischia la chiusura

Dottor Barra, cosa sta accadendo con Villa Maraini?
“Purtroppo la Regione Lazio non segue la legge nazionale antidroga, che prevede una serie di misure atte a facilitare l’accesso dei tossici a un servizio, qualunque esso sia, con libertà di scelta del servizio stesso, possibilità di accedervi su tutto il territorio nazionale, di godere dell’anonimato e addirittura di scegliersi il medico e il luogo. In sostanza la legge identifica un obiettivo politico corretto.”
La Regione Lazio non lo sta facendo?
“No. Tutto questo sembrerebbe essere sconosciuto alla Regione Lazio: che va contro gli interesse del paese in merito di drogati.”
Quali sono questi interessi? massimobarra
“Conoscere tutti i tossicomani e noi abbiamo mostrato che è possibile. Villa Maraini conosce tutti i tossicomani di Roma. Quando qualcuno va a finire sul giornale ad esempio, noi lo conosciamo.”
Qual è il problema con la Regione Lazio e in cosa quest’ ultima non rispetta la legge nazionale?
“C’è un contrasto politico di fondo tra Villa Maraini e la Regione Lazio: il discostamento maggiore è dato dall’obbligo di andare ognuno al Sert di zona (Il Sert è il servizio pubblico per le tossicodipendenze erogato dal Sistema Sanitario Nazionale, ndr). Che è una norma violenta. Noi conosciamo gente che nel proprio territorio non si può curare. Se uno ad esempio fa l’infermiere nella stessa Asl del Sert di riferimento, dovrà andare dall’altra parte di Roma per non farsi riconoscere.”
Altre mancanze della Regione Lazio nel non rispettare la normativa?
“Per risparmiare tengono chiusi i Sert, che fanno orario di ufficio: la legge nazionale prevederebbe l’apertura 24 ore su 24. Non sono stati in grado di organizzare un Sert che faccia h 24. Questo lavoro lo facciamo noi di Villa Maraini, che siamo aperti giorno e notte.”

 

Il nuovo mercato del metadone a Roma:

A cosa porta questa riduzione di orario dei Sert?
“Ad una conseguenza molto grave: ovvero, molti Sert consegnano quantità enormi di metadone in mano al tossicomane. E diventa un invito a spacciarlo. Roma è invasa di metadone di provenienza legale che viene spacciato al mercato grigio. Ovvero il mercato illegale di una droga legale.”
Come dovrebbe avvenire la consegna del metadone?
“È vero che è legittima, la legge la autorizza in pazienti stabilizzati; ma non è opportuna. La consegna non deve essere indiscriminata tanto per non tenere aperto il Sert.”
E Villa Maraini cosa c’entra con questa questione?
“Villa Maraini fornisce da anni il metadone: ora per dissenso politico assistiamo a questa rappresaglia che consiste nel non pagarci il metadone che consegniamo. E questo malgrado una delibera regionale (che il nostro giornale ha potuto consultare, ndr) che prevede che noi possiamo darlo.”
E da cosa nascerebbe questa rappresaglia?
“Secondo me nasce dalla constatazione che Villa Maraini costa molto meno di un Sert e fa il doppio dell’attività. C’è un partito della spesa pubblica che va nel panico quando si accorge che lo stesso servizio lo si può dare a minor costo.”
Per legge, chi è autorizzato a fornire il metadone?
“Porci e cani: tutti i medici italiani lo possono prescrivere. La legge nazionale antidroga prevede par condicio tra servizi pubblici e privati accreditati. Quale Villa Maraini è.”
Lo scontro con la Regione riguarda solo la giunta attuale o c’è stato anche in passato?
“È una situazione che riguarda l’attuale giunta Zingaretti. Da 12 anni diamo il metadone rimborsato: solo ora hanno deciso di non pagare. Zingaretti non risponde alle nostre lettere e noi da due anni non prendiamo rimborso. La motivazione è quella che dicevamo prima: il Sert non gradisce che diamo il metadone.”

 

Villa Maraini: storia di una comunità

Villa-Maraini-giardiniRipercorrendo brevemente la vostra storia: quando nasce Villa Maraini?
“L’ ho fondata nel 1976: ebbi l’idea di fare una via di mezzo tra ospedale e comunità terapeutica. Chiesi al presidente della Croce Rossa che questi locali abbandonati mi fossero concessi in parte per ospitare 5 tossici per 4 ore al giorno e vedere cosa succedeva. Così iniziò tutto, poi ci siamo allargati.”
Siete una comunità sui generis?
“Siamo un unicum: gli altri servizi privati fanno comunità terapeutiche e basta: noi facciamo anche ambulatorio, che è vitale per la qualità della vita dei tossici. Oggi siamo l’unico centro antidroga in Italia aperto h24; perché anche le comunità sono aperte h24, ma per chi sta dentro. Noi lo siamo anche per chi sta fuori. E siamo ostacolati nel nostro servizio.”
Siete una struttura privata accreditata, quindi per sopravvivere necessitate dei finanziamenti?
“Noi abbiamo sempre fatto tutto indipendentemente dal finanziamento; prima facevamo e poi chiedevamo, e in Italia non è sano fare così. Che poi il nostro è un servizio pubblico: abbiamo incontrato migliaia di tossici. Più servizio pubblico di noi non c’è.”
In sostanza fornite h 24 servizi di qualunque tipo per i tossicodipendenti?
“Esattamente: qui può succedere di tutto, arriva la persona di notte e ci scarica il drogato in overdose perché si fida più di noi che degli ospedali. Succede che gli ospedali stessi chiamino noi per una consulenza o che i carabinieri, se arrestano qualcuno, chiamino noi. Facciamo un lavoro a 360 gradi ad un costo ridicolo.”

Sempre meno fondi: a rischio i servizi per i tossicodipendenti

A proposito di cifre: quanto potete proseguire in queste condizioni economiche?
“Abbiamo già tagliato e accorpato servizi; già abbiamo 5 mesi di ritardo negli stipendi, abbiamo finito i fondi. Siamo nelle mani degli operatori che decidono di andare avanti dopo essersi decurtati volontariamente lo stipendio del 50%. Ma se decidessero di mollare avrebbero tutte le ragioni. Nei giorni di maggiore operatività vedevamo anche 700 tossici; oggi al massimo 400.”
Dalla Regione non vi hanno dato alcuna deadline per una trattativa o altro?
“Loro da tre mesi dicono che devono fare una riunione in Regione, ma ci sentiamo presi in giro. Il 13 novembre faremo una protesta.”
In cosa vi sentite presi in giro?
“Perché il problema non esiste, è creato ad arte; quale è il problema se noi diamo il metadone? È una questione di potere visto che noi abbiamo il supporto dei tossici. E sapete perché lo abbiamo? Perché diamo il metadone senza avere una guardia armata. Ecco perché i tossici preferiscono venire qui; è un problema culturale. E per questo dobbiamo essere distrutti.”
Nell’ipotesi peggiore, ovvero di una chiusura di Villa Maraini, cosa succederebbe?
“Che i nostri servizi verrebbero trasformati in servizi a pagamento. Con disagio per i tossici e per i loro familiari. E noi inoltre licenzieremmo almeno il 50% degli operatori, che sono 70 in tutto. Come sempre, quindi, pagherebbero i più deboli.”

Pubblicato in Reportage

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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