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Reportage

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Storie di prostituzione dalle strade di Roma

Leggenda vuole che quello della prostituta sia il mestiere più antico del mondo: testimonianze di queste figure ci derivano fin dalla Antica Roma, dove lavoravano nei cosiddetti lupanari (e la prostituzione era in un certo senso regolamentata ); ed anche nella antica Grecia, soltanto per gli aristocratici.
In Babilonia le donne si offrivano alle divinità mentre nel Medioevo chi eservitava la prostituzione cercava di attirare le grazi degli aristocratici per beneficiare delle loro ricchezze. Oggi il fenomeno è ancora presente pur se sotterraneo: come noto nel nostro paese la prostituzione non è legale malgrado gli infiniti tentativi di renderla tale.
A vietare questa pratica, la legge Merlin del 20 febbraio 1958 che ha introdotto il reato di sfruttamento della prostituzione e sancito la chiusura di quelle un tempo note come case di tolleranza. Questo sulla carta; perchè, fedelmente all’adagio ‘occhio non vede cuore non duole’, sebbene la prostituzione sia vietata andando in giro per le strade delle nostre città si può avere un’offerta varia: donne, trans, minorenni. Soprattutto a Roma, dove nelle strade c’è una grande presenza di prostitute.

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Dove sono le prostitute in strada a Roma:

La mappa del sesso in strada a Roma è piuttosto nutrita: da nord a sud, una continuo viavai di prostitute e clienti. Viale Cristoforo Colombo, via Palmiro Togliatti, via Salaria, via Tiburtina, via Ostiense, Eur, viale Marconi e chi più ne ha più ne metta.
Perfino a Termini ci sono le prostitute, nel cuore della stazione centrale di Roma, come avevamo testimoniato. Un’offerta tesa a soddisfare ogni genere di gusto: tanto chi ama le donne, sia italiane che straniere; quanto gli amanti dei transessuali, soprattutto sudamericani. E chi ha desideri ancora più perversi può perfino trovare prostituzione minorile nelle varie strade della Capitale.
Per sapere dove sono le prostitute a Roma, di notte, spesso è sufficiente anche soltanto seguire il flusso di auto in determinate zone, come quelle sopra elencate. Abbiamo voluto fare un giro tra le strade della prostituzione di Roma, quelle dove è possibile trovare sesso a pagamento a qualsiasi ora della notte.

Tour tra le prostitute di notte a Roma:

Non un vero e proprio puttan tour, concetto diventato di uso quotidiano ed entrato nel vocabolario della lingua parlata; ciò implicherebbe un aspetto goliardico che in questo caso manca. A differenza di chi fa un puttan tour per le strade di Roma, qui si cerca di approfondire un po’ la problematica e capire qualcosa di più cercando di parlare con chi batte il marciapiede.
Ci muoviamo in questo viaggio tra le strade della prostituzione della Capitale partendo da quella che è diventata la più nota da qualche anno a questa parte: la Salaria. Qui si susseguono tante ragazze, tutte appariscenti e dall’aspetto prorompente. Fisici da pin-up e vestiti molto succinti, capiamo perchè la Salaria è il vero paradiso del sesso a pagamento a Roma.
Riusciamo a scambiare qualche parola con alcune di loro: sono tutte straniere, soprattutto dell’est Europa, scappate dal proprio paese e arrivate in Italia con l’obiettivo di cambiare vita. Nessuna di loro vuole dirci il proprio nome, o almeno non quello reale.

Lavorare come prostituta in strada:

Ed allora diamo libero sfogo alla nostra curiosità ponendo domande che tutti si sono sempre rivolti in riferimento a questo ‘mestiere’, il più antico del mondo: quanto può guadagnare una prostituta in strada? A quale tipo di vita va incontro?
La prima ragazza che intervistiamo dice di venire dalla Romania e di guadagnare cifre variabili: ci sono serate nelle quali si va a casa con poche decine di euro ed altre, secondo la sua testimonianza, nelle quali si arriva a guadagnare qualche centinaia di euro.
Ci dice poi che nel suo paese di origine, la Romania, aveva una famiglia: un marito e un figlio che non vede più da molto. Era arrivata in Italia, così ci dice, con la promessa di un contratto di lavoro in un settore imprecisato che non riusciamo a carpirle.
Le chiediamo come è finita a lavorare in strada, se qualcuno l’ha spinta a farlo: ci risponde che dopo aver provato a lavorare in un ristorante, aver ottenuto la residenza italiana e aver fattto i documenti in regola, ha perso il lavoro e si è ritrovata senza entrate. Motivo per il quale ha iniziato a battere il marciapiede.

Dalla Salaria alla Togliatti:

Dopo aver parlato con questa ragazza cambiamo decisamente zona di Roma per trovare lo stesso scenario. Siamo sulla via Palmiro Togliatti, un altro quadrante della Capitale, periferia est di Roma. Anche questa è nota come la strada delle prostitute.
Qui il panorama è decisamente più eterogeneo. Ci sono ragazze dell’est Europa, come sulla Salaria. Ma anche africane e travestiti sudamericani. E il primo approccio è proprio con uno di loro. Chiediamo chi sono i clienti che vanno con i trans e ci dice che c’è un po’ di tutto, dai signori di mezza età a ragazzi (tanti) poco più che ventenni.
Gli chiediamo poi com’è la vita di un transessuale, le difficoltà: ci dice che si viene sempre discriminati, come facilmente immaginabile, in ogni momento della giornata. Dal supermercato a quando si va a passeggiare per strada. I motivi che l’hanno spinta a diventare trans sono diversi: un’esigenza ‘naturale’, un qualcosa che sentiva dentro da sempre. Il noto discorso del trovarsi a vivere in un corpo che non si sente proprio. Ma anche motivi economici.
Chiediamo se anche il fatto dei soldi può aver influito su questa decisione, si limita a risponderci con un sorriso che essere transessuale e prosituirsi è indubbiamente un buon affare. Su questo non ci sono dubbi.

Dai trans sudamericani alle prostitute africane:

Congediamo il trans e ci avviciniamo ad una prostituta africana poco distante. Parla un italiano ancora stentato, il che potrebbe stare a significare che è da poco sbarcata qui in Italia. Ci dice di arrivare dalla Nigeria,  è molto bella e sicuramente appariscente.
Anche a lei chiediamo con quanti clienti riesce ad andare mediamente ogni sera; sempre in italiano stentato e aiutandosi con i gesti ci fa capire che sono tanti. Le chiediamo se usa sempre il preservativo, dopo aver ripetuto la domanda abbozza un sorriso malizioso e ci dice un “si, sempre, certo” che sembra non corrispondere totalmente al vero.
Perchè anche questa è una piaga enorme del mondo della prostituzione in strada: tantissimi clienti che, per quanto folle possa sembrare, ancora vanno con le prostitute senza usare il preservativo. Mettendo in pericolo ovviamente tanto la propria salute quanto quella della ragazza stessa. Proprio su queste strade si muovo spesso gli operatori della Croce Rossa Italiana per fare informazione e offrire servizi di analisi del sangue gratuiti alle prostitute; nel 2016 il tutto era stato ripreso da un reportage sull’Huffington Post teso a dimostrare proprio questa pratica così rischiosa.

I rischi per le prostitute che lavorano di notte in strada:

Avviciniamo un’altra ragazza, dell’est Europa, che ci dice di avere paura: “ho paura pe la mia incolumità. Non solo io, tutte qui abbiamo paura. Ogni tanto si sentono storie, al telegiornale, di clienti che uccidono le prostitute. Il mondo della notte, questo mondo, non è come quello di giorno, dei lavori normali. Anche qui ogni tanto vedo brutti episodi, ragazze che subiscono furti o minacce. A me per fortuna non è mai successo niente.”
Le chiediamo quali accorgimenti mette in atto per stare più sicura: “cerco di valutare semre chi è la persona che si ferma. Io non vado con tutti; se uno non mi piace non vado. Anche quando si ferma in più di uno, magari un gruppo di 2 o 3 uomini, preferisco non salire in macchina. Piuttosto perdo i soldi ma meglio così che correre rischi.”

Pubblicato in Reportage

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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