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Veneto e passaggio al digitale: in 100mila non vedono la Rai

Lo scorso 3 Dicembre è avvenuto lo switch off (vale a dire il processo di passaggio dalla televisione analogica al digitale terrestre) nelle regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, operazione che era già avvenuta in altre parti di Italia con date differenti previa una suddivisione del territorio nazionale in 16 aree tecniche corrispondenti per lo più con le rispettive aree regionali interessate.
Il tutto era naturalmente finalizzato al raggiungimento di vari obiettivi quali un maggior numero di programmi disponibili ed una migliore qualità immagine/audio. Tuttavia, come molti sanno e come raccontiamo di seguito, non tutto è andato così: in Veneto, e specificamente nella parte più orientale del territorio, ci sono circa 100mila persone che in seguito al passaggio alla nuova tecnologia hanno visto sparire il segnale Rai.
Qui, si legge anche dalle cronache locali, accadono cose assolutamente fuori dall’ordinario: c’è chi dal Veneto vede la Rai friulana; lo stesso fenomeno ma a parti invertite accade in Friuli, dove in molti vedono solo la Rai veneta; e c’è chi, come dicevamo, non vede proprio niente.

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Digitale terrestre: quanti problemi in Veneto

“Volete sapere il paradosso più grande di questi ultimi giorni? Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Napolitano non lo abbiamo potuto seguire o lo si è potuto vedere solo tramite le reti commerciali Mediaset e non tramite reti nazionali.”
A parlare è Gianfranco Battiston, ex antennista e Presidente di un vero e proprio Comitato contro disagi del Digitale Terrestre che sta dando battaglia alla Rai ed al Governo contro questo disservizio; lo contattiamo telefonicamente nella serata del 6 Gennaio, quando è appena tornato da un incontro in Regione Veneto su questo argomento.
“La vicenda sta assumendo proporzioni inaspettate, stiamo valutando la questione legale anche in riferimento legittimità del Canone Rai e tassa di possesso; si paga una tassa su un apparecchio atto alla ricezione che però, in pratica, al momento non riceve niente. Stiamo valutando come agire.”
Il problema come dicevamo si è presentato con lo switch off dello scorso 3 Dicembre, data a partire dalla quale sono iniziati tutti i problemi di ricezione del segnale: “Tutto questo ha avuto inizio con lo switch off del 3 Dicembre scorso, evidentemente hanno fatto una pianificazione errata delle frequenze. Io sono un tecnico, ho montato antenne per una vita e per questo ho deciso di costituire questo comitato.
Ci sono 100mila persone nel Veneto che non riescono a vedere la Rai, un disservizio simile si sta riscontrando anche in Friuli, sebbene qui il problema non è mai emerso ufficialmente e di conseguenza non abbiamo dati precisi in termini numerici. In sostanza il nostro non è un caso isolato, in diverse altre regioni abbiamo avuto notizie di casi analoghi. Ce lo hanno confermato anche dalla Regione Veneto in questo ultimo incontro che abbiamo avuto, quasi come a voler dire che il problema non riguarda solo loro ma anche altre zone di Italia.”

In Veneto non vediamo la Rai ma nessuno lo dice:

Ciò che risulta evidente in riferimento a quest’ ultimo dato è che, come ci conferma lo stesso Battiston, non si è dato molto risalto alla situazione: “Trovo vergognoso che questa cosa non sia venuta fuori; qui in Veneto se ne sta parlando un po’ di più perché ci stiamo attivando noi. Per fare un esempio, in caso di calamità naturale, e parlando del Friuli ricordiamo che è zona sismica, la Protezione Civile utilizza anche il mezzo comunicativo della Rai per arrivare nelle case ed informare la gente; in questo momento ad un’intera parte di popolazione è precluso l’uso del mezzo televisivo nazionale.”
Nel frattempo sono in molti coloro i quali restano in attesa di vedere come si evolverà la situazione, divisi tra la speranza che il problema sia solo momentaneo e la non volontà di intervenire in proprio rimettendoci soldi per ovviare al malfunzionamento; la sola soluzione sembra infatti essere al momento quella di rivolgersi ad un tecnico per intervenire direttamente sull’antenna ed è per questo che in molti stanno temporeggiando valutando anche l’ eventualità di interrompere il pagamento del Canone Rai visti i disagi provocati.

Costretti a ricorrere ad antennisti privati:

“La Regione dice che non sono direttamente responsabili – ci dice ancora il presidente del Comitato contro disagi del Digitale Terrestre, Battiston – non hanno diretta competenza sul digitale terrestre: dopo l’incontro in Regione che abbiamo avuto in queste ore ci è stato confermato che la Regione stessa non ha risorse per dare un contributo a chi è costretto a ricorrere all’antennista. La Rai a sua volta ci dice che, parlando del passaggio al digitale, sono state scelte sovranazionali a livello europeo e che loro si sono limitati ad applicarle.”
In attesa di notizie più precise su responsabilità e soluzioni, come detto, ci si interroga anche per capire come agire nel frattempo: “Come vi dicevo stiamo valutando diverse cose a livello legale, anche in riferimento alla legittimità del Canone Rai che sappiamo essere una tassa per il possesso di un apparecchio atto al ricevimento di programmi televisivi. A breve faremo un censimento esatto per capire con precisione quanti siamo ad avere questo problema; per il momento devo dire che, da quando è nato il Comitato, continuo a ricevere con una certa frequenza segnalazioni provenienti anche da altre province e regioni.”

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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