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Crisi del mercato Immobiliare: boom degli ‘affitti parziali’

Con la crisi economica che continua ad impoverire le tasche degli italiani, ingegnarsi è sempre più d’obbligo anche se c’è di mezzo quello che è forse il bene primario per eccellenza, vale a dire la propria casa.
Che il mercato immobiliare sia in profonda crisi è ormai un fatto acclarato; è da circa cinque anni che si assiste ad un costante crollo delle compravendite di immobili e le prospettive da qui a breve non lasciano presagire niente di buono.
I dati Istat di recente diffusione non lasciano, al riguardo, spazi per troppi dubbi; il secondo trimestre del 2012 è stato infatti il peggiore a partire dal 2008 (ovvero, poco prima dell’esplodere della crisi) ed il futuro non sarà certo roseo.

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La crisi del mercato immobiliare:

Le compravendite relative al settore residenziale sono infatti diminuite anno su anno più del 23,6%, quelle relative al settore commerciale hanno visto una diminuzione del 24,8% con picchi maggiori per isole e meridione.
Un settore immobiliare in profonda crisi, come forse mai lo era stato: i proprietari di immobili vedono le loro case notevolmente svalutate; chi vuole vendere di conseguenza deve accontentarsi, ed anche di molto, chiedendo cifre nettamente inferiori rispetto al valore degli immobili prima della crisi (si parla di una svalutazione che arriverebbe anche al 20%).
D’altra parte, essendoci in giro pochi soldi (ed essendo i rubinetti delle banche sempre più stretti e restii nel concedere prestiti e mutui), i compratori scarseggiano ed i prezzi crollano.

Le troppe tasse sulla casa:

A ciò va anche aggiunta la questione relativa ad alcuni provvedimenti attuati di recente dal Governo, come ad esempio l’introduzione dell’Imu, che contribuiscono a prosciugare le tasche dei proprietari di immobili.
Molti dei quali sono costretti a mettere in vendita il proprio bene (non potendo più provvedere a mantenerlo) con il risultato di una notevole inflazione di immobili in vendita. In sostanza, il classico gatto che si morde la coda per una crisi che si avvita su se stessa e che non passerà fino a quando questa catena non verrà spezzata in uno dei suoi anelli.
Tornando a quanto detto sopra, gli italiani da sempre maestri nell’arte di arrangiarsi stanno cercando di prendere, per quanto possibili, le contromisure per restare a galla: un esempio su tutti, l’ultima tendenza relativa ad un uso particolare del proprio immobile.

Affitti parziali: affittare una parte della casa

Secondo quanto emerge da un’indagine di Immobiliare.it, è in crescita il fenomeno di locazione di parte della casa. Cosa si intende? Niente di particolarmente complicato: per cercare di monetizzare qualcosa e magari assorbire le spese (soprattutto tasse) sui proprio immobili, gli italiani sono sempre più orientati ad affittare una parte della casa in cui vivono.
Secondo lo studio di Immobiliare.it, questo fenomeno sarebbe aumentato del 14% in un anno e addirittura del 26,5% se si prendono a riferimento gli ultimi 24 mesi; come dire, una piccola rinuncia sulla privacy ma un aiuto importante in termini economici.
Rispetto al passato quindi, quando a prevalere era l’affitto dell’intero appartamento, adesso si compiono scelte diverse dando in locazione soltanto una parte dell’immobile; una sorta di affittacamere piuttosto conveniente da un punto di vista economico perché, con questa formula, per una stanza affittata si possono ricavare da 170 fino a 500 euro al mese.

Chi sono i proprietari che affittano una parte della casa?

Dall’indagine è inoltre possibile cercare di tracciare un identikit degli affittuari ‘parziali’: i proprietari di immobili preferiscono infatti mettersi in casa lavoratori, magari con la settimana corta, piuttosto che non studenti, ritenuti  più ingombranti.
E i lavoratori che ricorrono a questa formula particolare di affitto (che un tempo era attuata solo dagli studenti fuori sede) sono dati in forte crescita: nel 2012 i lavoratori sono stati 58% del campione che effettua questo tipo di ricerca, contro il 42% degli studenti.
Tra chi mette il proprio immobile in ‘affitto parziale’ invece, prevalgono coppie adulte i cui figli magari sono andati via di casa lasciando una camera libera.

Affitti condivisi anche per gli uffici:

Si evidenzia inoltre come in questa nuova forma di affitti spesso manchi la presenza della componente contrattuale; detto più semplicemente, a prevalere (1 caso su 2) sono gli affitti in nero. Fattore che oltre a garantire indubitabili guadagni da un punto di vista economico rende più semplice il ‘ricambio‘ di affittuari e permette ad entrambe le parti di cambiare idea in corso d’opera.
A spopolare non sono solo gli appartamenti condivisi: sempre secondo Immobiliare.it infatti, il fenomeno degli ‘affitti parziali’ riguarderebbe anche gli uffici: negli ultimi 12 mesi infatti, l’offerta di stanze o parti di uffici in affitto è aumentata del 234%. Più che raddoppiata.
Per quest’ultima tipologia di affitto parziale, nel 56% dei casi a spingere i proprietari verso la locazione di stanze ad uso ufficio è la riduzione del personale; ad essere spinti ad affittare sono invece soprattutto piccoli imprenditori o professionisti freelance alla ricerca di una soluzione adeguata per ridurre costi e sprechi. Il tutto, come ovvio, sempre in attesa di tempi migliori.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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