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Servizi a pagamento e abbonamenti non richiesti. I rischi della rete

Quella dei servizi a pagamento che si attivano in abbonamento, dopo aver cliccato del tutto involontariamente il link che invia verso una pagina deviata, è una trappola in cui sono caduti molti internauti nel nostro Paese con riferimento soprattutto agli smartphone. D’altra parte i dati relativi all’uso dei telefoni intelligenti è in costante crescita, di conseguenza anche i pericoli aumentano.
Si chiamano VAS, sigla utilizzata in gergo per indicare i Servizi a Valore Aggiunto e comportano una spesa talvolta ingente per una cosa mai richiesta. Solitamente sono legati a giochi, news, oroscopi, notizie meteo e suonerie e non sempre sono espliciti.
Dato che, come detto, spesso sono legati a meccanismi involontari, non direttamente richiesti dall’utente, possono rappresentare un grande problema: vediamo come funzionano i VAS e come fare per evitare di attivare servizi a pagamento o abbonamenti di varia natura sul proprio smartphone.

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Cosa sono i VAS

Con il termine di VAS, Servizi a Valore Aggiunto, si indicano i servizi in abbonamento involontari che provvedono ad attivarsi autonomamente nel caso in cui non si riesca a fermare il caricamento della pagina in tempo.
In sostanza si tratta di una vera e propria truffa in quanto si attivano senza che avvenga una richiesta esplicita in tal senso o vi sia una notifica che necessiti di conferma. Ove non ci si renda conto di quanto è avvenuto, il costo può diventare gravoso, mandando in fumo decine di euro per servizi che non solo non sono voluti o richiesti, ma spesso neanche sfruttati se non del tutto inutili.
Un click per abbonarsi o anche solo un involontario sfiorare lo schermo, dovrebbe essere altrettanto semplice disdire il servizio a pagamento attivato sul proprio smartphone: purtroppo la realtà non è stata sempre così ed i danni causati ai consumatori, in termini di soldi sprecati, sono stati molteplici.

Come si può evitarli

Di fronte ad un raggiro simile i consumatori si chiedono naturalmente cosa fare per evitarli. Il primo metodo è messo a disposizione dall’ AgCom e consiste in una procedura di sicurezza testata ormai da mesi e che in breve dovrebbe divenire obbligatoria per tutti i tipi di servizi “premium” degli operatori di servizi mobile.
In attesa che AgCom si attivi a pieno regime si può poi navigare tramite wifi, che consente di evitare la richiesta di connessione al DNS del fornitore mobile, una procedura grazie alla quale è possibile evitare il reindirizzamento verso l’indirizzo IP che cela il servizio a pagamento.
Infine si può utilizzare la modalità desktop sullo smartphone, in quanto i VAS sono servizi creati ad hoc per chi utilizza il cellulare al fine di navigare e utilizzare questo espediente in alcuni casi evita il reindirizzamento.

Attenzione ai video porno amatoriali

Parlando di un acso specifico, deve essere ricordato come questi servizi siano il fastidioso corollario della visione di video porno: chi si collega a siti di video pornografici, soprattutto se non propriamente sicuri, è sempre a rischio di incappare nell’attivazione di un servizio a pagamento o abbonamento non voluto per il proprio smartphone.
Un esempio concreto si è registrato negli ultimi periodi con un sito che propone video porno casalinghi ed amatoriali: sfruttando sapientemente quella che è una tendenza in forte crescita, vale a dire proprio la richiesta da parte degli utenti della rete di video porno a sfondo amatoriale, girati in casa, ci sono molti malintenzionati che vanno ad installare su smartphone ma anche sul pc servizi di questo genere.

Il boom dei siti di video porno casalinghi ed amatoriali

Per quanto ad alcuni ciò possa sembrare strano, oggi sono tantissimi coloro i quali, in Italia, si armano di webcam per riprendere le proprie scene di sesso facendo concorrenza ai professionisti del settore: il tutto in cambio di compensi spesso irrisori nell’ordine di poche migliaia di euro anche perchè, spesso e volentieri, la motivazione principale deriva dal gusto della trasgressione più che dal desiderio di guadagnare con il sesso.
Un filone relativamente nuovo del cinema a luci rosse che sta avendo un boom incredibile e che viene sfruttato proprio alla stregua di un cavallo di Troia per truffare gli ignari spettatori i quali si ritrovano, spesso e volentieri, installato sul proprio pc o sul proprio smartphone un servizio a pagamento che non hanno nè richiesto nè sottoscritto esplicitamente. Una delle truffe online più diffuse degli ultimi periodi che trae la propria forza dai numeri, sempre in crescita, di utenti che in Italia guardano filmati porno in rete.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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