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Psicofarmaci nei fiumi: finiscononei pesci che mangiamo

Antibiotici, antidepressivi e sostanze chimiche delle creme solari: è ciò che si accumula nei pesci alterandone il metabolismo, cibo che potenzialmente finisce sulle nostre tavole. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università dei Paesi Baschi Upv/Ehu e pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Toxicology and Chemistry.
Nell’acqua finiscono anche sostanze inquinanti provenienti dal settore industriale e agricolo, inclusi prodotti di uso quotidiano, in grado di contaminare la fauna ittica in modo massiccio. Ci sono molti altri studi al riguardo, che hanno confermato come l’accumulo nei tessuti riguardi in particolare l’antidepressivo amitriptilina, l’antibiotico ciprofloxacina e il filtro per raggi UV ossibenzone. È interessante un approfondimento riguardo agli antibiotici.

Quali farmaci presenti nei fiumi?

La concentrazione di alcuni principi attivi, come il metrodinazolo e ciproflaxina (nel primo caso un chemioterapico utilizzato soprattutto per trattare infezioni batteriche della pelle e della bocca, seguito da un altro antibiotico a largo spettro) è talmente elevata nei fiumi da aver contaminato il 65% dei corsi d acqua di tutto il mondo. Ovvero oltre la metà dei fiumi dell’intero pianeta.
Le concentrazioni di antibiotici sono altissime, precisamente 300 volte superiori al limite fissato dalla AMR Industry Alliance, un ente privato per il monitoraggio e il contenimento della resistenza antibiotica.
In Europa è il Danubio il fiume più inquinato, con 7 antibiotici rinvenuti in media (tra cui la claritromicina, un farmaco utilizzato per trattamenti delle vie respiratorie, trovato in concentrazioni fino a 4 volte superiori i limiti di sicurezza). Circa l’8% dei corsi d’acqua testati in Europa è risultato al di sopra dei limiti di sicurezza, incluse le acque italiane, zeppe di psicofarmaci, ormoni, antistaminici e, appunto, antibiotici.

Così si spiega la resistenza ai farmaci di batteri e virus?

Riguardo la presenza di antibiotici nei nostri fiumi c’è un aspetto molto importante da considerare: le alte concentrazioni potrebbero alimentare ulteriormente la resistenza ai farmaci di batteri e virus, fattore che potrebbe causare fino a 10 milioni di decessi in tutto il mondo entro il 2050 stando alle previsioni degli esperti.
Ad Hong Kong è stato analizzato il percolato presente in tre discariche della città e il risultato si è concretizzato in numerose tracce di antibiotici utilizzati per gli esseri umani. Significa che gli antibiotici derivano non solo dagli scarichi degli impianti di produzione dei farmaci, ma anche dai farmaci scartati e gettati via dalle famiglie.

Il problema degli antibiotici scaduti

Un’ abitudine talmente radicata che, secondo Chung Shan-shan, Professore presso il Dipartimento di Biologia dell’ Università HKBU, “I residui, che possono colpire i microbi nelle fonti d’acqua e nei pesci oceanici, entreranno nella catena alimentare umana portando allo sviluppo di resistenza agli antibiotici ed avendo un impatto a lungo termine sugli esseri umani”. Gli antibiotici scaduti non vanno mai gettati, ma smaltiti presso le farmacie, in appositi contenitori. Tirati negli scarichi avvelenano l’ambiente e costituiscono una minaccia concreta per la salute umana.

Fonti e approfondimenti:

  • Scuola Italiana di Medicina Omeopatica https://www.omeopatiasimoh.org/pesci-accumulano-antidepressivi-antibiotici-altri-inquinanti-ricerca-pubblicata-environmental-toxicology-and-chemistry/
  • Rinnovabili, quotidiano di informazione sulle fonti rinnovabili: https://www.rinnovabili.it/ambiente/antibiotici-fiumi-contaminazione/amp/
  • Environmental Toxicology and Chemistry: https://setac.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/etc.4381
  • HKBU study: Antibiotics in landfills pose public health risk http://www.sci.hkbu.edu.hk/eng/news/press-releases/419n
Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Serena Vinciguerra

Laureata in Storia dell'Arte. Blogger e viaggiatrice instancabile.

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