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Canili di Roma: un business tra pubblico e privato

I canili a Roma: un argomento che ciclicamente torna proponendo polemiche e contrapposizioni dati anche gli interessi che vi si nascondono dietro. Alcuni mesi fa avevamo raccontato la situazione dei canili comunali di Roma e l’appello lanciato da alcune associazioni animaliste per non farli chiudere: le difficoltà economiche e gestionali erano (e sono tutt’ ora) diverse.
Colpa di tagli, come sempre, ma anche di gestione non oculata e scelte discutibili. Sullo sfondo, la solita battaglia di interessi: in questo caso la contesa è tra strutture pubbliche e private. E anche qui si apre un mondo. I canili privati, da non confondere con le associazioni che gestiscono i canili pubblici, sono proprietà privata gestiti da associazioni animaliste. A differenza del pubblico il canile privato non ha obblighi di apertura ai visitatori.
La gestione dei cani randagi è diventata nel tempo un grande business da affidare al pubblico o da appaltare ai privati: e al riguardo sembrerebbe essere in atto una corsa ad accaparrarsi l’affare.

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Canili a Roma: tra pubblico e privato

Appaltare ai privati e chiudere i pubblici: era la finalità di una delibera, la n.148 del 22 maggio 2014 che di fatto smantellava il sistema dei canili comunali di Roma, che lo scorso anno la giunta comunale di Roma aveva firmato. Tale delibera era stata poi congelata con una mozione votata all’unanimità dall’Assemblea capitolina.
Nelle scorse ore il comune di Roma, per voce dell’ assessore all’Ambiente Estella Marino, ha reso noto come si stia portando avanti un riordino delle regole per i canili: si tratta di un servizio pubblico e, sono state queste le parole del’assessore, “i nostri uffici avevano costruito una gara aperta solo alle associazioni animaliste per la gestione, poi c’è stato un ricorso e il Consiglio di Stato ci ha detto che la legge nazionale prevede anche i soggetti privati, e quindi abbiamo dovuto riscrivere il bando. Stiamo ripubblicando questa seconda gara aderendo alle indicazioni del Consiglio di Stato“.
Un riordino delle regole quindi: che ha suscitato più di qualche interrogativo e dubbio.

Interrogazione popolare al sindaco Marino:

È il caso di un’iniziativa portata avanti da EcoRadicali, associazione ecologista facente capo al Partito Radicale. EcoRadicali ha presentato un pacchetto Ignazio-Marino-canilidi interrogazioni popolari, previste dallo Statuto di Roma Capitale in base al quale è consentito presentare interrogazioni al sindaco il quale è obbligato a rispondere per iscritto in 60 giorni.
A spiegarci il contenuto delle due interrogazioni, la prima delle quali è relativa proprio alla chiusura dei canili e gattili comunali, è Fabrizio Cianci, segretario EcoRadicali.
“Quella dei canili di Roma è una storia non nuova. La delibera dello scorso maggio 2014 stabiliva che canili e gattili comunali non erano a norma e prevedeva la chiusura di 4 strutture su 6. Il Comune sta trasferendo temporaneamente cani e gatti presso altre strutture private. E ciò malgrado il fatto che la stessa delibera era stata sospesa il mese dopo, a giugno 2014. Il Comune ha continuato a fare questi trasferimenti dal pubblico al privato.”
Quello che si richiede in questa interrogazione, è chiarezza sulla situazione attuale: “Noi non stiamo accusando Marino; sono punti interrogativi sui quali vorremmo risposte per capire come stanno gestendo i soldi nostri. Vorremmo una risposta prima della chiusura estiva della giunta comunale ad agosto.”

Soldi spesi per i canili:

Domandiamo al segretario di EcoRadicali su cosa vogliono chiarezza: “A fronte di una spesa minima di 2 milioni e rotti solo per l’alimentazione che vengono corrisposti ai privati, ci chiediamo se non sarebbe più opportuno stanziare la stessa cifra per ristrutturare o adeguare le strutture comunali.”
Il perchè dovrebbe esserci questa preferenza verso il pubblico, è contenuto nella legge che, come lo stesso Fabrizio Cianci ci ricorda, “la norma affida ai comuni l’onere di costruire e mantenere le strutture comunali. Questo perchè la problematica del randagismo è di sicurezza generale, di tutti i cittadini. Ecco perchè i canili sono stati affidati ai comuni di Italia. Il Comune dovrebbe adeguare, le strutture esistenti. Investire sulle proprie strutture”.
Ospitare cani e gatti presso strutture private costa oltre 6 euro al giorno e il Comune ha già speso, si legge nella nota di EcoRadicali, “150mila euro business-canili-Romasolo per il trasferimento di 67 cani in strutture private. Dovendone trasferire altri 495/545 i costi annuali lieviterebbero a 2.200.000 all’anno: solo per i cani.”
Secondo il segretario Fabrizio Cianci si potrebbe andare a sistemare le vecchie strutture comunali risparmiando su queste cifre: “Lo stesso comune attraverso una perizia dell’ Ufficio diritto animali aveva stabilito che per ristrutturare il canile di ponte Marconi bastavano 37 mila euro. Cifra direi piuttosto affrontabile. Eco perchè quelle presentata da noi sono domande di buon senso: si spendono milioni di euro quando con 1/10 si risolveva il problema.”
Sui costi per la comunità pesano anche i 106 operatori licenziati per i quali il Comune sta prevedendo l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Che gravano ovviamente sulle finanze pubbliche.

Trasparenza sui bandi di affidamento:

L’ altra questione portata avanti è quella relativa alla trasparenza sui bandi di affidamento: che sono scaduti da poco più di un anno. “Lo scorso settembre – ci dice ancora il segretario di EcoRadicali – il comune aveva emanato un avviso di reperimento di interesse pubblico per la gestione dei canili comunali. Poi l’ha ritirata quindi questi affidamenti avvengono senza bando. In base a cosa tu trasferisci un cane da una struttura a un’altra? Con quali criteri?”
Quello che si richiede è in sostanza chiarezza su questi punti. C’ è poi un’altra questione che, prima di chiudere, il segretario Fabrizio Cianci tiene a precisare: “Il Comune dovrebbe poi organizzarsi con le Asl per le sterilizzazioni: a Roma non se ne fanno da anni. E se non si fanno, il risultato è che serviranno in futuro sempre più canili e gattili…”

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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