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Giornalista non vedente, rifiutano di assumerlo

Mandare il proprio curriculum per un posto di lavoro in una radio, essere selezionato per il colloquio in virtù delle competenze acquisite salvo poi sentirsi dire che non se ne fa più niente a causa della proprio disabilità.
Una storia paradossale e discriminatoria, ed è quanto accaduto ad un nostro connazionale di 30 anni, Maurizio Molinari, giornalista, che vive e lavora a Bruxelles e che è non vedente. Da circa un anno e mezzo Maurizio si trova nella capitale belga dove svolge diversi lavori nel campo dell’informazione, come lui stesso ci conferma al telefono:
“Si mi trova a Bruxelles da un anno e mezzo e sto molto bene qui, anche da un punto di vista lavorativo; sono occupato in 2 uffici stampa, scrivo per una testata italiana e collaboro con una radio di Bruxelles.” Una vita molto intensa ed impegnata, tanto lavoro e poco tempo libero, e questo malgrado il fatto che sia completamente non vedente “Vedo solo luci ed ombre, per il resto niente. La mia situazione tuttavia non mi ha mai dato alcun tipo di problema sul lavoro; infatti leggo centinaia di mail al giorno, è normale amministrazione per me.”

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Giornalista e non vedente:

Il fatto può destare sorpresa, ma l’utilizzo di appositi software che vocalizzano quanto scritto gli permette di essere completamente autonomo sul lavoro “utilizzo programmi specifici che mi consentono di leggere le mail; non ho nessun problema sul lavoro anzi, senza timore di smentita penso di saper usare il computer meglio della media delle persone.”
L’episodio di discriminazione di cui è stato vittima Maurizio nasce per caso, da una richiesta di collaborazione fatta tanto per non lasciare nulla di intentato: “Avevo mandato il curriculum ad una radio che trasmette in Austria; diciamo che era stata una semplice prova, perché alla fine qui a Bruxelles sono abbastanza inserito anche dal punto di vista lavorativo. Lavorare in radio è sempre stato il mio sogno e così ho voluto fare questo tentativo”.
Il curriculum di Maurizio, molto ricco da un punto di vista professionale, viene apprezzato e così gli viene fatto sapere di esser stato selezionato per un colloquio preliminare; quello che era stato un azzardo si trasforma in una concreta occasione di lavoro da valutare con attenzione. Tuttavia, nel suo curriculum Maurizio ha omesso di specificare di essere non vedente e da qui nasce l’equivoco di fondo:
“Non lo scrivo mai, preferisco evitare; ho adottato questa strategia perché ritengo che sia un mio diritto cercare comunque lavoro e di conseguenza non mi sento obbligato a dirlo se non al momento del primo colloquio.” Ma in questo caso, prima di partire per l’Austria, Maurizio ritiene di dover rendere nota la sua disabilità e la comunica per mail; “Mi è venuto lo scrupolo e gliel’ ho detto, da allora ho avuto una chiusura totale; mi hanno comunicato che non dovevo più sostenere il colloquio, che avrei dovuto avvisarli prima e che mi avrebbero rimborsato i soldi del biglietto del treno che avevo già acquistato. Tra parentesi, questi soldi ancora non sono arrivati.”

Un caso di discriminazione:

Ma quella del rimborso non è questione di primaria importanza per Maurizio che a questo punto tiene più al fatto di principio legato alla discriminazione subìta: “Il fatto è che a me hanno rifiutato il colloquio a prescindere, non hanno nemmeno voluto incontrarmi; potevano accettare di parlarmi e dopo, magari, scartarmi perché non ritenuto adeguato per quel lavoro. Beh, in quel caso non avrei avuto nulla da eccepire. Tra l’altro dopo aver letto il curriculum mi avevano chiamato, poi hanno cambiato idea.”
A questo punto Maurizio è intenzionato ad andare fino in fondo in questa vicenda che lo ha visto discriminato: “Sono intenzionato ad andare fino in fondo a questa vicenda con tutte le strade percorribili. Non è una questione di soldi o di rimborso, è una fatto di principio. Mi sono informato ed ho scoperto che in Austria gli invalidi sono molto tutelati, devi passare prima per un arbitrato; inoltre ci sono associazioni che forniscono assistenza gratuita in caso di discriminazione, penso che intraprenderò questa strada. La storia ha avuto abbastanza copertura mediatica in Italia, ha avuto il suo sèguito. Ho ricevuto diversi contatti anche da giornalisti austriaci,  se ne parlerà molto.”
Ma c’è una cosa che Maurizio tiene a precisare come chiosa finale del suo racconto: “Sono contro lo stereotipo della persona disabile che va a recriminare subito i suoi diritti, non sono assolutamente fatto così. Non voglio essere scelto per un lavoro solo per spirito di umanità, ma per i miei meriti; la disabilità non deve giocare un ruolo né positivo né negativo. Ma in questo caso sono stato profondamente discriminato; non avrei fatto tutto questo rumore se questa storia non fosse stata così palese ed assurda.”

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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