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Protezioni solari: come scegliere e quali sono i rischi?

La stagione estiva ormai è alle porte e, con essa, la necessità di utilizzare protezioni solari per preservare la pelle dai danni del sole. Dal melanoma a vere e proprie ustioni, fino al precoce invecchiamento cutaneo che causa rughe, macchie e minore produzione di collagene: i danni causati da un’esposizione ai raggi ultravioletti (UVA e UVB) priva di accorgimenti possono essere permanenti e molto seri.
Ecco perché l’uso di una protezione che faccia da schermo è fondamentale per tutti, come ricordano puntualmente i dermatologi, con attenzione maggiore alla pelle delicatissima dei bambini e dei fototipi chiari (categorie che rischiano scottature e ustioni solari più facilmente). La scelta del solare, tuttavia, non è così semplice e scontata come sembra.

Creme solari e sostanze chimiche

Fototipo crema solareLe composizioni, ovvero gli ingredienti presenti all’interno delle creme solari, non sono tutte uguali. La Food and Drug Administration ( l’ente governativo statunitense che regolamenta i prodotti farmaceutici e alimentari) ha scoperto che le sostanze chimiche presenti nelle protezioni solari possono rimanere in circolo nel sangue per lungo tempo, anche per 24 ore.
Ci sono diversi studi sull’argomento, che evidenziano come il corpo assorba livelli insolitamente alti di alcuni ingredienti attivi presenti nelle creme solari. Le sostanze finite sotto la lente sono, nello specifico: avobenzone, ossibenzone, ottocrylene, omosalato, ottisalato e ottinoxato.
Gli esperti affermano che gli ingredienti attivi non dovrebbero essere assorbiti attraverso la pelle e nel flusso sanguigno a livelli superiori a 0,5 nanogrammi per millilitro. Nello studio, i ricercatori hanno scoperto che l’ossibenzone, quando applicato ogni due ore secondo le indicazioni che si trovano in etichetta, veniva assorbito a un livello di 258,1 ng / mL. Ovvero oltre 500 volte il limite fissato dalla FDA.

Come scegliere la crema solare da acquistare?

Naturalmente, è bene ricordarlo, utilizzare la protezione solare rimane una priorità assoluta per proteggersi dagli effetti dannosi del sole (scegliendo l’SPF, fattore di protezione, in base alla propria carnagione come suggerisce lo schema, evitando di esporsi nelle ore più calde).
Come regolarsi, dunque, nell’acquisto di un solare che abbia una formulazione sicura e priva di sostanze chimiche potenzialmente dannose o allergizzanti? Il consiglio, senza inciampare in sponsorizzazioni di un marchio piuttosto che un altro, è quello di consultare la lista dei solari migliori in commercio stilata dalle associazioni a tutela dei consumatori in base proprio alla qualità. Molti cosmetici convenzionali, infatti, utilizzano filtri che per assorbire i raggi ultravioletti penetrano nella nostra pelle e sono in grado di alterare perfino il nostro equilibrio ormonale.

Le creme solari ecobio

In commercio esistono ormai anche creme solari ecobio, semnpre facendo attenzione alle certificazioni (per approfondire: Certificazione biologica cosmetici, la grande truffa), con ingredienti di origine esclusivamente naturale, biodegradabili e ugualmente valide nello schermare dai raggi ultravioletti. Si tratta di prodotti che hanno anche il vantaggio di essere ecosostenibili, a differenza di petrolati, siliconi e parabeni.
Si perché i solari chimici determinano un impatto pesante sull’ ecosistema: le stesse sostanze chimiche che ci spalmiamo sulla pelle finiscono poi nei fiumi, nei laghi, nel mare creando danni di una certa entità. Più precisamente, in base ai dati raccolti da uno studio pubblicato nel 2015 sulla rivista “Archives of Enviromental Contamination and Toxicology” sul fondo degli oceani arrivano a depositarsi fino a 14.000 tonnellate di solari che impediscono o rallentano la crescita dei coralli. Uno squilibrio che possiamo evitare di compiere, dato che abbiamo la possibilità di scegliere.

Per approfondimenti:

  • https://www.melanomaimi.it/area-genitori/la-pelle-e-i-fototipi.html
Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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