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Il Processo breve: caratteristiche e perplessità

Il processo breve ovvero uno degli argomenti più dibattuti in questo periodo: la legge, già approvata al Senato ed ora in attesa del passaggio alla Camera passibile ancora di sostanziali modifiche, ha provocato immediate reazioni e levate di scudi da più parti, magistratura compresa, destando legittime preoccupazioni sul futuro del sistema giudiziario italiano. Ma che cos’è esattamente il processo breve, come funziona, chi sarà a trarne effettivo giovamento e chi, invece, ne pagherà le conseguenze?
Per cercare di rispondere a questi interrogativi ci siamo rivolti ad un esperto in materia: l’ avvocato Giuseppe Campanelli. Penalista, patrocinante in Cassazione, autore di varie pubblicazioni, collaboratore Rai chiamato spesso ad esprimere il proprio parere in materia giuridica risponde alle nostre domande sulla questione del processo breve.

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Cos’è il processo breve:

Avvocato, ci spiega in termini sintetici questa legge sul processo breve?
“Il processo breve è un meccanismo perverso che lega indissolubilmente la possibilità di celebrazione di un processo al decorrere di alcuni termini che sono, per gli incensurati, due anni per il primo grado, due per l’ appello e due per cassazione;  nel caso di rinvio da parte della cassazione, si deve aggiungere un ulteriore anno. Questo vale, come detto, per gli incensurati e per alcune tipologie di reato. Per chi ha già altri precedenti o per tipi di reato differenti il discorso è legato a termini temporali diversi; sostanzialmente questo è un meccanismo per cui, facendo un esempio pratico, gli incensurati o i reati finanziari saranno sempre legati a questi termini brevi molto spesso impraticabili. Bisogna dire che il termine decorre dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero, quindi le indagini sono fatte salve.”
Quali sono altre perplessità legate al processo breve?
“Bisogna vedere per esempio questo tipo di meccanismo come si andrebbe a legare con quello della prescrizione. Il principio è aberrante perche la prescrizione è un limite che si pone, nel rispetto dei princìpi democratici, alla possibilità di un cittadino di essere giudicato; questo criterio deve essere uguale per tutti ovviamente con differenziazione solo in base alla tipologia di reato. Per fare un esempio, un processo per bancarotta non potrà mai finire in 6 anni. La forzatura indecorosa sta nel fatto che una riforma cosi radicale può anche esser fatta, ma si deve prevedere un tempo più o meno intermedio; viceversa per favorire quel famoso processo di una determinata persona di cui si parla molto in questo periodo su giornali e televisioni, viene resa operativa immediatamente.”

Cosa succederebbe con il processo breve:

Quali potrebbero essere le conseguenze di questa normativa?
“Non si può cambiare improvvisamente il tempo di prescrizione di un processo magari già iniziato; per di più  non andando neanche a reintegrare gli organici di magistratura, funzionari e dipendenti, tagliando i fondi o finendo per recuperarli sulla pelle dei cittadini. È una forzatura; evito di parlare, non avendone una competenza specifica, di cosa succederebbe per il piano civile. È una follia e per altro sarebbe anche anti-economico.”
In che modo graverebbe sui costi?
“Tanti processi finirebbero con enorme dispendio di denaro ed inoltre si andrebbe inevitabilmente favorire poteri forti quali banche ed assicurazioni a danno dei cittadini. Ovvio che noi auspichiamo che questa normativa sul processo breve venga modificata o non entri mai in vigore e tutto questo sul piano strettamente tecnico e senza voler entrare nelle specificità politica di quel singolo processo di cui sopra.”
Premesso che la normativa potrebbe subire ancora modifiche sostanziali, ad oggi si possono trovare profili di incostituzionalità?
“Qui è possibile di tutto perchè se teniamo conto che da un giorno all’altro questa legge cambia, chissà cosa potrà succedere. Se vogliamo fare una valutazione di carattere prettamente tecnico meglio aspettare che la normativa sia definitiva; chiaro che ad oggi ci sono enormi profili di incostituzionalità ma, ripeto, aspettiamo per dare un giudizio definitivo.”
Giudicando quanto visto fino a ora?
“Certo è che per dare una connotazione seria a questa riforma sono necessarie modifiche condivise ed organiche; quelli visti sino ad ora sono colpi di genio estemporanei che non solo creano perplessità ma in realtà non fanno che portare la gente a pensare che l’adozione di questa normativa sul processo breve sia in funzione di quell’ unico processo di cui parlavamo prima. Riforme così radicali hanno bisogno di tempo per cui uno potrebbe anche discutere, sperimentare vedere cosa succede, valutare e poi eventualmente cambiare la legge. Cosi è improponibile.”

Un’amnistia mascherata:

In termini numerici è stato detto che influirebbe solo sull’ 1% dei processi attualmente aperti in Italia. Conferma?
“Le cifre ingannano nel senso che danno dati oggettivi che poi devono essere interpretati. L’ 1% francamente mi pare una follia, non so a quali dati si faccia riferimento; con le cifre non si scherza perchè qui si gioca sui diritti delle persone. Spiegassero a quelli che aspettano giustizia o risarcimenti da più di dieci anni la congruità di questa riforma inutile. Non si può iniziare dalle riforme senza andare a sanare, come detto, quelle che sono le carenze dell’organico e gestionali. Qui ci si preoccupa di più di evitare i ricorsi per eccessiva durata dei processi alla corte europea dei diritti dell’uomo ma in realtà si vede che il 75% dei processi sono rinviati per cause strutturali, una parte restante per assenza di testimoni e solo una minima per richiesta degli avvocati.”
In conclusione, come definirebbe questa legge?
“Partendo dal presupposto che, come ho già detto, aspetterei di vedere la versione definitiva per dare un giudizio, mi sento comunque di dire che tutto sommato una normativa cosi è un’amnistia mascherata, ma con una differenza sostanziale di fondo; l’amnistia è una manifestazione di clemenza, questa del processo breve sembra più che altro una manifestazione di asservimento ad interessi ben precisi.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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