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Coronavirus, il virologo Tarro: “ecco cosa stiamo sbagliando in Italia”

Il Professor Tarro è riconosciuto come uno dei virologi più importanti a livello internazionale, premiato in America come “miglior virologo dell’anno” nel 2018, nonché allievo (o meglio pupillo) di Albert Sabin, padre del vaccino contro la poliomelite.
Fu proprio Tarro a sconfiggere, sul finire degli anni ’70, il cosiddetto “male oscuro di Napoli”: un virus respiratorio sinciziale che provocò la morte di moltissimi bambini dai zero ai due anni affetti da bronchiolite. Lo abbiamo intervistato per far luce su alcune questioni del nostro Paese poco dibattute, riguardanti l’emergenza Covid-19 in atto.

Vaccinazioni ed interazioni con il Coronavirus

Questione Lombardia. Ad inizio Gennaio, nella regione e in particolare nel bergamasco, sono state effettuate vaccinazioni a tappeto, non solo antiinfluenzali, ma anche contro la meningite, a seguito di alcuni casi registrati sul territorio. Potrebbe essersi creata un’interferenza che ha reso il coronavirus più aggressivo?
“Ci sono due aspetti da considerare. Uno riguarda il vaccino antiinfluenzale. Un lavoro dell’esercito americano ha dimostrato che il Covid 19 si manifesta in modo particolarmente aggressivo nel 36% dei soggetti che ha ricevuto vaccino antiinfluenzale. Un altro studio olandese, ripreso e pubblicato dall’Università di Cambridge, ha dimostrato invece che sia il virus influenzale che quello respiratorio interstiziale hanno degli effetti maggiori sia in associazione al vaccino dello pneumococco che del meningococco”.
C’è un’ordinanza firmata dal Governatore del Lazio, che renderebbe obbligatoria la vaccinazione da Settembre per over 65 e personale sanitario. In Inghilterra, a chi ha ricevuto gratuitamente il vaccino antiinfluenzale, viene ora consigliato di rimanere in isolamento in casa per 12 settimane.
“Sì ne sono a conoscenza. Beh diciamo che è una situazione che andrebbe quantomeno studiata e approfondita. Da denunciare perlomeno alla Procura della Repubblica. Andrebbero fatti degli studi per capire se esiste effettivamente una correlazione in termini di maggiore aggressività del coronavirus in concomitanza di particolari vaccinazioni.”

Si può curare il virus con il plasma dei guariti

A proposito di vaccini. Cosa ne pensa di questa corsa contro il tempo per trovare il vaccino al Covid 19 entro la fine dell’anno o anche prima? Sarebbe sicuro un vaccino ottenuto in così poco tempo?
“Un vaccino non fa che stimolare gli anticorpi. Esistono dei protocolli e delle rigorose tempistiche da seguire prima di immettere in commercio un nuovo vaccino, tuttavia quando viene dichiarata la pandemia bastano solo 12 mesi. Il vaccino serve a prevenire, ora sarebbe inutile. La cura migliore, per altro a costi bassissimi, è quella tramite il plasma dei guariti, basata su quello che si vuole ottenere col vaccino! I guariti, cioè, hanno gli anticorpi e possono essere usati per curare non i sintomi miti, per i quali basta un antivirale, ma i casi più gravi.”
Cosa comporta questa cura con il plasma?
“Gli studi dimostrano che con la cura tempestiva tramite il plasma i pazienti non vengono nemmeno intubati, e quelli intubati migliorano significativamente in un brevissimo arco di tempo. Non è una scoperta di adesso. Bastano 200 ml di siero per guarire entro 48 ore, cioè si azzera proprio il virus. Questa cura tramite plasma la usano tutti, ripeto, non è una novità. Nel mio primo lavoro sull’argomento, pubblicato a Gennaio, ho già segnalato che anche la Mers può essere curata semplicemente con gli anticorpi dei guariti”.

Qual è il reale numero delle vittime

Numero vittime: la mortalità sembrerebbe molto alta in base ai dati forniti giornalemnte dalla Protezione Civile. Tuttavia esistono anche altre stime: alcune inchieste rivelano che i contagiati potrebbero essere dai sei a oltre dieci milioni.
“Si è vero. Su questo infatti c’è troppo allarmismo. Ma per capire come stanno realmente le cose basta anche solo consultare le cartelle cliniche fornite dall’Istituto Superiore di Sanità: nelle prime 909 cartelle cliniche solo 19 morti sono da imputare esclusivamente al Covid19. I numeri da lei giustamente citati sarebbero emersi più facilemente con tamponi a gogo, tamponi liberi per tutti, diciamo così, come hanno fatto in Corea, dove la mortalità è al di sotto dell’1%. E’ vero, poi, che muoiono anche i giovani, tuttavia si tratta di persone che andrebbero valutate: magari nascondevano un diabete o altre malattie che non sapevano di avere. I bambini, invece, sono favoriti perchè hanno un sistema immunitario che risolve in maniera più specifica”.
Quindi non occorre avere paura per i più piccoli che, forse, torneranno dopo l’estate all’asilo?
“I bambini non hanno problemi. Una corrente israeliana dice di far circolare il virus liberamente fra i giovani e di isolare gli anziani. Far circolare il virus piuttosto che tenerci in casa riguarda scelte politiche. In questo momento siamo solo noi a rimanere così chiusi. Siamo indietro rispetto alle altre Nazioni”.
A proposito di politica, qualche rappresentante delle Istituzioni l’ha contattata per avere un suo parere?
“Sì, ma solo informalmente”.

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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