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Sovaldi: il farmaco che cura l’Epatite C ma costa una fortuna

Prosegue la vicenda legata alla fornitura ai pazienti di farmaci contro l’epatite C; una storia che nasce da lontano e che testimonia le differenze che ancora regnano in Italia sotto tanti punti di vista.
Era il 2014, subito dopo l’estate circa, quando l’Italia ha iniziato a prendere confidenza con la storia del Sovaldi: il farmaco per combattere l’epatite C immesso sul mercato a costi sostanzialmente proibitivi.
Fattore che lo rende irreperibile malgrado il fatto che sia stato incluso tra i medicinali rimborsabili dal SSN, quindi a carico dello Stato. Risultato di questo, ad oggi in Italia su circa 50mila pazienti affetti da epatite C solo 600 hanno iniziato la cura con il Sovaldi.

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Il farmaco che cura l’epatite C: cos’è il Sovaldi

Il Sovaldi è un farmaco a base di Sofosbuvir, principio attivo utilizzato per combattere proprio l’epatite C. Il farmaco Sovaldi appartiene alla categoria degli antivirali, e in Italia ha fatto la propria comparsa nel 2014 come medicinale soggetto a prescrizione medica rinnovabile di volta in volta.
Era il 6 dicembre 2013 quando la US Food and Drug Administration, ente governativo statunitense incaricato di regolamentare e produrre farmaci, approvò in via definitiva il farmaco per trattare l’epatite C.

Il Sovaldi in Italia e la sua distribuzione:

In Italia tali farmaci sono comparsi sul mercato a partire dal novembre 2014; hanno la caratteristica di essere molto costosi e la possibilità di accedervi in forma gratuita a carico del Sistema Sanitario Nazionale previa prescrizione medica, è rivolta soltanto a pazienti molto gravi.
Per tutti gli altri affetti da epatite C non c’è speranza se non aspettare l’aggravarsi della malattia per rientrare nei parametri di priorità stabiliti dall’Aifa; oppure comprarli autonomamente ma a cifre iperboliche.
Per farsi un’idea di quanto costa il farmaco che cura l’epatite C, il Sovaldi può arrivare a costare dai 13 mila euro (prezzo registrato nelle farmacie vaticane) ai 36 mila euro circa delle farmacie italiane. E questa cifra si riferisce ad un approvvigionamento del farmaco per quattro sole settimane di trattamento.

Il farmaco ha cifre iperboliche: gli italiani vanno all’estero

Ovviamente a quelle cifre il farmaco non è accessibile a tutti: ecco perché sono tanti gli italiani che si recano all’estero, soprattutto in India, per curarsi a cifre ben diverse con il Sovaldi e Harvoni, ovvero i due farmaci innovativi il cui brevetto è nelle mani della casa farmaceutica americana Gilead.
Alla nazione indiana infatti, la Gilead ha concesso la possibilità di produrre in licenza farmaci equivalenti o generici del tutto uguali all’originale. Il costo del farmaco per curare l’epatite C in India? Circa 400 euro per lo stesso periodo di trattamento (quattro settimane).

Cosa sta succedendo in Italia

Pur essendo stata riconosciuta la sua efficacia nel combattere l’epatite C e malgrado il fatto che sia stato inserito nell’elenco dei farmaci rimborsabili dal SSN, i circa 36 mila euro necessari per un ciclo di cure su un singolo paziente non sono una cifra spendibile neanche dalle regioni italiane (responsabili in materia di sanità).
Ecco perché anche loro, le regioni, si trovano in grande difficoltà e possono erogare la cura con il contagocce. L’unica eccezione è la Toscana, che riesce ad erogare il farmaco Sovaldia tutti i pazienti che ne hanno bisogno: circa 26mila nell’intera regione.
Al di là di questo esempio virtuoso, nel resto del paese la situazione è in forte stallo; per questo sono nati movimenti di protesta e dimostrazioni, come quella portata avanti dal Codacons per esortare le istituzioni a fornire gratuitamente il farmaco Sovaldi a tutti i pazienti che ne abbiano necessità; e a rimborsare coloro i quali abbiano già acquistato il farmaco con risorse proprie.

La tratativa dell’Aifa per abbassare il prezzo del Sovaldi:

Nel frattempo l’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, ha più volte trattato con la casa produttrice per spuntare una cifra più ‘umana’.
Proprio in queste ore, notizia piuttosto fresca sul tema del Sovaldi, l’Aifa ha lanciato una sorta di ultimatum a Gilead, la casa farmaceutica americana che detiene il brevetto del farmaco contro l’epatite C, per annunciare che non è intenzionata a pagare più di 4mila euro per ogni singolo trattamento.
Qualora la casa farmaceutica americana non accettasse tale condizione, l’Aifa sarebbe pronta a produrre il farmaco autonomamente.

L’Italia produrrà autonomamente il farmaco per l’Epatite C?

Operazione che potrebbe avvenire presso lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze; quello, per capirci, dove già è stata prodotta in via sperimentale la marijuana di Stato, ovvero cannabis coltivata sotto controllo dello Stato per dar vita al farmaco curativo.
Il cavillo legale per evitare strascichi legali, sarebbe il ricorso alla clausola dell’emergenza nazionale per motivi di salute pubblica che consentirebbe di bypassare la copertura brevettuale.
Nelle prossime ore la trattativa tra Aifa e Gilead verrà portata avanti nella speranza di giungere ad una conclusione positiva. La base di trattativa per l’Agenzia del Farmaco Italiana è 4mila euro per singolo paziente, come detto. Se non si troverà accordo, l’Italia potrebbe essere veramente il primo paese del G7 ad attuare questa rivoluzione andando a prodursi in autonomia il farmaco per curare l’epatite C, il famigerato Sovaldi?
Nel giro di poochi giorni dovremmo avere una risposta e capire se, finalmente, nel nostro paese si riuscirà ad ampliare la sfera di pazienti che potranno usufruire del farmaco in grado di curare l’epatite C.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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