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Così la musica è diventata liquida e si è spostata sul web

Un passaggio epocale cui ormai si è assistito già da qualche anno, da quando la musica è diventata liquida abbandonando la sua dimensione fisica. Supporti come i cd sono ormai desueti, quasi oggetti di antiquariato; altri come i vinili, paradossalmente, stanno tornando in auge (leggi: In Italia tornano di moda i vinili) seguendo quel percorso ciclico particolare che risponde al nome del vintage, per il quale mode ed oggetti del passato tornano, dopo qualche decennio, ad essere trendy, visti con la stessa fascinazione di un pezzo di antiquariato ritrovato in una qualche soffitta impolverata.
Il processo ha vissuto una accelerazione negli ultimi mesi, causa pandemia, ma anche grazie all’esplosione dei vari social. La musica oggi ‘scorre’ soprattutto lì, in un contesto fresco ed attuale, andando a perdere, secondo molti, il fascino tradizionale che la pone da sempre come un qualcosa da ammirare con contemplazione.

Internet ha ucciso il mercato della musica?

Un processo probabilmente irreversibile, nel senso che difficilmente si tornerà indietro, e per certi versi anche con impatto negativo. È opinione diffusa che internet abbia ucciso il mercato della musica: certamente ne ha tracciato nuovi confini entro i quali muoversi.
La pandemia è stata il colpo di grazia in quanto ha affossato il comparto dei concerti live, ultimo aspetto del carrozzone ancora in grado di garantire entrate agli artisti.
E così tra tanti aspetti positivi (come la facilità di fruizione, la possibilità di poter accedere ad un database di artisti sostanzialmente infinito) ed altri negativi (oltre a quelli citati prima, da ricordare anche la questione del copyright), la realtà di oggi parla un linguaggio multimediale, soprattutto social.

Produrre musica in epoca social

Il tema diventa di grande interesse se trasposto anche al mondo della produzione musicale, non solo dell’utente finale. Come lavora, in un contesto tale, un produttore musicale oggi? Lo abbiamo chiesto a chi lavora nel settore: Antony Turiello, produttore musicale nato a Lacco Ameno che ha iniziato la sua carriera come dj di musica house per passare poi a fare il produttore (sito: www.antonyturiello.com). E parliamo subito di questo momento storico così particolare anche per la musica:

Vorrei sfatare un mito riferito a questo momento della pandemia: secondo me è possibile pensare che in periodo di pandemia la produzione musicale sia addirittura aumentata. Molti artisti hanno avuto più tempo da dedicare al lavoro in casa rispetto ai tour in giro per il mondo, che ti portano via tanto tempo. Ovviamente è un po’ come trovare il lato positivo di una situazione drammatica, cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno malgrado tutto.”
Ed in fondo la musica, in questi lunghi mesi, è stato uno dei pochi aspetti positivi delle nostre giornate, giusto?
Sì, esattamente. È vero che lo stato d’animo gioca un ruolo molto importante nella produzione musicale perché ti crea il cosiddetto mood, da cui parte tutto il processo creativo. Ma bisogno anche pensare che in questa condizione le persone hanno più tempo per ascoltare e dedicarsi alla musica. Ecco, la pandemia può diventare un valido espediente per creare qualcosa di nuovo dal punto di vista artistico.
Come è cambiata la musica con il web e con i social?
Credo che oggi il rapporto, artista /ascoltatore è diventato molto diretto: la musica è presente in rete su numerosissime piattaforme digitali facilmente raggiungibili con abbonamento alla portata di tutti (si parla ovviamente delle piattaforme legali per ascoltare musica). Ci si è dovuti adeguare al momento, andando anche a combattere il fenomeno della pirateria che con la rete si è amplificato. Oggi anche il mondo della comunicazione legato alla musica è totalmente diverso da quello del passato: gli artisti si esprimono sul web e comunicano con i loro fans in modo diretto, tramite le pagine social (a tale riguardo, la pagina Instagram di Antony Turiello è www.instagram.com/antonyturiellofficialmusic). Bisogno accettare questo cambiamento radicale, immergerci in questa nuova realtà e cercare di trarne il meglio: sia per l’artista che per l’ascoltatore.

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Blogger, esperto di web e web marketing

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