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Prodotti eco-bio e salute: la disinformazione regna sovrana

Negli ultimi anni sempre di più sentiamo parlare di prodotti biologici o eco-bio. La parola è il risultato dei termini: ecologico (cioè rispettoso dell’ambiente e degli esseri viventi) e biologico (ottenuto senza trattamenti chimici dannosi per la salute). Una tendenza esplosa in Italia solo di recente, ma radicata in molti Paesi già da tempo.
Stando ai dati 2013 diffusi nel Rapporto Annuale del Centro Studi Cosmetica Italia, è soprattutto nel campo della cosmesi che sembrerebbe essere in atto una vera e propria rivoluzione.
Il mercato dei cosmetici naturali, infatti, pare non aver risentito degli effetti negativi della crisi, registrando un aumento di quasi tre punti percentuale nel canale erboristico, a conferma dell’attenzione riservata agli aspetti salutistici degli acquisti.

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Prodotti miracolosi o cancerogeni?

I più accreditati siti web dedicati al vasto mondo dell’eco-bio, che contano migliaia di seguaci, sottolineano come la maggioranza dei prodotti di uso quotidiano venduti in profumerie o supermercati contenga ingredienti potenzialmente dannosi e cancerogeni, tossici per la salute e l’ambiente.
Petrolati, Siliconi e Conservanti non dermo-compatibili, che a lungo andare sarebbero responsabili, ad esempio, di allergie, intolleranze, dermatiti o orticarie per via delle sostanze irritanti e sensibilizzanti di cui sono composti. La questione è interessante per i risvolti che ne conseguono sul piano pubblicitario e commerciale.

La certificazione dei prodotti eco – bio:

Un prodotto eco-bio per essere tale deve essere certificato. Un articolo certificato è di norma più caro rispetto a prodotti simili non certificati (la certificazione ha un costo per le aziende, dovuto a determinati standard da rispettare e mantenere). Un prodotto bio senza certificazione costa meno, ma può contenere al suo interno anche materie non naturali.
Il risultato è che sempre più aziende cercano di spacciare per (eco)biologici prodotti che non lo sono affatto, quasi sempre dando a un determinato articolo un nome ingannevole contente, ad esempio, la parola “bio” (o riferimenti a sostanze naturali, presenti però in percentuali più che irrisorie all’interno del prodotto).
Per non cadere in errore basta leggere la lista degli ingredienti, ovvero l’INCI (“International Nomenclature of Cosmetic Ingredients”) presente per legge su ogni prodotto in commercio. Solo in questo modo il consumatore può capire cosa sta effettivamente comprando, senza farsi fuorviare da pubblicità menzognere.

Il dizionario dei componenti nei cosmetici:

Per facilitare questa operazione, è nato Biodizionario.it, il primo dizionario online dei componenti nei cosmetici: una vera e propria guida al consumo consapevole, nonché unico supporto di questo tipo esistente in Italia (nato dall’impegno di un gruppo di professionisti specializzati nella comunicazione Etica e Vegan, creatori di un vero e proprio Network composto da canali informativi e di confronto: Promiseland.it, veganblog.it, veganOK.it).
Come spiega su Bio-dizionario.it Fabrizio Zago, chimico industriale orientato verso l’industria dei detergenti e dei cosmetici con utilizzo di molecole naturali, nonché consulente per molte catene di distribuzione e fabbricanti sensibili all’ecologia, è importante sapere che gli ingredienti non sono elencati in ordine alfabetico, ma decrescente. Al primo posto, quindi, ci sarà l’elemento presente in maggiore quantità e all’ultimo quello in percentuale minore.

Cosmetici e ingredienti dannosi per la salute:

Fra gli ingredienti potenzialmente dannosi, (presenti in moltissimi prodotti) troviamo le paraffine e i petrolati: composti ricavati dal petrolio e in genere difficilmente analizzabili per quanto riguarda il percorso di raffinazione. A seguire conservanti e siliconi (Dimethicone, Amodimethicone, Cyclomethicone, Ciclopentasiloxane, Dimethiconol, Trimethylsiloxysilicate) giudicati su più fronti altamente allergizzanti e in grado di rilasciare formaldeide, scientificamente cancerogena.
Secondo una delle più note blogger italiane per quanto riguarda la bio-cosmetica e la bio-detergenza (carlitadolce.com), siliconi e derivati del petrolio fanno “sembrare” pelle e capelli più sani e belli per via della patina che si crea artificialmente. Tuttavia si tratterebbe di una idratazione fittizia, poiché queste sostanze renderebbero pelle e capelli ancora più secchi, aridi e impuri.
“Tante persone –spiega la blogger in un video illustrativo su youtube- spendono cifre considerevoli per prodotti assolutamente vuoti, pieni soltanto di sostanze poco salutari, dannose per la salute umana e l’ambiente”.

La paraffina nei cosmetici Bio:

Tutti i brand più famosi, anche quelli insospettabili, utilizzano nei loro prodotti paraffina e derivati del petrolio, spesso in modo massiccio e anche per prodotti specifici per bambini.
La comunità scientifica, tuttavia, è divisa: alcuni medici sostengono che paraffine e petrolati sarebbero da evitare, altri sottolineano invece come essi siano usati da anni, conosciuti e innocui per via della discreta inerzia biologica che li contraddistingue, al contrario di molte sostanze vegetali potenzialmente pericolose per quanto riguarda sensibilizzazione allergica e tossicità.
Un argomento che divide e che, come si comprende, implica interessi molteplici; ma del resto non sarebbe la prima volta in cui gli interessi dei potenti ruotano intorno al petrolio.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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