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Vigili del Fuoco a l’Aquila: “noi emarginati e dimenticati”

La situazione dei Vigili del Fuoco è negli ultimi tempi salita alla ribalta nei dibattiti del nostro paese e non sempre per argomenti da cui questo storico Corpo possa trarre effettivo vantaggio.
Oltre ai conflitti di competenze con altri organismi, primo tra tutti la Protezione Civile, ed il rischio di veder quest’ultima trasformata in Spa, spauracchio che sembra definitivamente allontanato, ultima in ordine di tempo è la notizia dello scandalo circa la permanenza a loro insaputa, durante il lavoro svolto a l’Aquila dopo il terremoto, in un alloggio ricavato su una discarica di rifiuti tossici; come dire, non il giusto trattamento per chi era sul luogo del terremoto a portare aiuti e conforto.
In previsione anche di una manifestazione di protesta prevista per il 18 febbraio, sotto la sede del Parlamento, organizzata dal sindacato di base Rdb che rappresenta circa il 12% di tutti i sindacalizzati dei vigili del fuoco, abbiamo voluto approfondire il tema per mettere in risalto le problematiche lamentate; a rispondere alle nostre domande è il sig. Antonio Iritano, vigile del fuoco della direzione nazionale Rdb.

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I Vigili del Fuoco impegnati nel terremoto a l’Aquila:

Iniziamo dall’ultima notizia; a l’Aquila i Vigili  del Fuoco hanno alloggiato sopra una discarica di rifiuti tossici a loro insaputa. Come può essere successo?
“Diciamo che questa è soltanto l’ultima indignazione in ordine temporale tra le tante, una cosa che tutti sapevano e nessuno ci ha detto; il campo base dei Vigili del Fuoco a Monticchio, frazione de L’Aquila, è stato eretto su una discarica di rifiuti tossici. Per mesi siamo stati collocati a nostra insaputa in un sito dove giacciono sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente. A fare la scoperta sono stati alcuni vigili del fuoco di stanza nel campo di Monticchio, che in un’operazione di livellamento del terreno hanno visto emergere contenitori dall’aspetto inquietante. Dall’Apat la preoccupante conferma: si tratta di sostanze chimiche di certo non compatibili con un campo base in cui si sono avvicendati circa 1.000 vigili del fuoco.”
Qual è ad oggi la situazione dei Vigili del Fuoco dal punto di vista di personale e mezzi?
“Per far capire meglio come siamo messi, vorrei partire dal 6 Aprile, giorno del terremoto e della nostra partenza per l’Aquila da tutta Italia con mezzi mai revisionati nè controllati; questo perchè, purtroppo, i tagli del Governo sono stati anno per anno sempre più pesanti e ci hanno portato a tale condizione. Basti pensare che la metà dei suddetti mezzi con cui siamo partiti per l’Aquila  non è mai arrivata, si è fermata per strada. Inoltre appena giunti sul luogo del disastro, abbiamo lavorato 48 ore senza che nessuno ci curasse in qualche modo o ci desse il minimo supporto, anche una semplice tazza di tè; abbiamo dovuto aspettare ben 3 giorni per iniziare a vedere qualcosa.”
Una volta tornati da l’Aquila come è cambiata la vostra situazione?
“Quando eravamo a l’Aquila abbiamo avuto elogi a non finire da parte del Governo, anche troppi; l’unica preoccupazione nostra in quel momento era di ottenere, una volta finita l’emergenza, soltanto una medaglia ed una pacca sulla spalla. Bene, oggi a distanza di un anno posso dire che abbiamo avuto soltanto la medaglia, neanche la pacca sulla spalla. Ci troviamo con gli stessi mezzi che avevamo in dotazione il 6 Aprile e voglio sottolineare che abbiamo provveduto a ripararli con mezzi di fortuna; uomini per l’organico neanche a parlarne, arrivano con il contagocce; contratto di lavoro fermo da 2 anni; busta paga quantomeno non all’altezza del lavoro che svolgiamo. La nostra preoccupazione è che nella prossima emergenza ci troveremo in situazioni peggiori di quelle attuali. Non abbiamo nè soldi nè personale per svolgere attività di prevenzione, e tutto questo naturalmente a causa dei tagli.”

Le richieste dei Vigili del Fuoco al Governo:

Vi siete lamentati spesso del comportamento del Governo. In cosa vi siete sentiti abbandonati?
“Va certamente rimarcato come, in questa fase di incertezza, ci si è messo anche il governo con due o tre modifiche strutturali per lo meno discutibili; esempio, all’interno del Ministero dell’ Ambiente ha costituito un ‘Commissariato per le Emergenze  Ambientali, Patrimoniali ed Artistiche’. Pensare che noi a l’Aquila abbiamo fatto quello che avete visto, ricostruito quasi il paese, tutto il recupero artistico possibile. E dopo tutto questo creano una struttura parallela con una nuova cabina di regia per gestire la manovalanza che rimane comunque, è bene precisarlo, quella fornita dei vigili del fuoco stessi.”
In questi giorni si è parlato molto anche dei vostri rapporti con la Protezione Civile e della possibilità di trasformare questa in Spa: qual è la situazione?
“La storia della protezione civile Spa ha influito senza dubbio sul nostro Corpo; attenzione però, la modifica alla legge che nega la trasformazione in Spa è soltanto un grande bluff, perchè si rinuncia solo alla nascita del Consiglio di Amministrazione che si dovrebbe creare in caso di Spa, ma non si va a toccare la parte della gestione grandi eventi. Noi dal 2001 denunciamo questa situazione ma nessuno ci ha mai ascoltato. La protezione civile ha assorbito nel tempo alcuni provvedimenti che erano propri dei vigili per giustificare questi grandi eventi; ad esempio, un incidente ferroviario diventa un grande evento ed è competenza adesso della protezione civile. Sono state accorpate molte attività che erano prerogativa loro con quelle dei vigili e noi diventiamo così sempre più isolati, soltanto una semplice manovalanza.”

Sottratte competenze ai vigili

Il recente annuncio della cancellazione del provvedimento che proponeva la trasformazione della protezione civile in Spa quindi non basta?
“Il problema reale è, ripeto, che con la gestione dei grandi eventi sono state sottratte competenze ai vigili. Quindi pur eliminando la Spa per noi non cambia nulla; continuiamo comunque ad essere emarginati.”
Avete indetto una manifestazione di protesta il 18 Febbraio, con una mobilitazione davanti al Parlamento. Cosa sperate di ottenere?
“Vogliamo innanzitutto porre l’accento sulla necessità di stabilire che l’emergenza è competenza esclusiva di noi vigili; poi possono fare Spa o quello che vogliono, però il ruolo dei vigili non può e non deve venir meno. Per concludere, noi ci siamo sempre definiti il braccio operativo del cittadino comune;  ci piacerebbe continuare ad essere considerati così anche in futuro.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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