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Friuli, azienda produce vino con etichette di Hitler

Un’azienda che produce vini e che, per pubblicizzarsi, decide di mettere sulle etichette le foto dei più importanti personaggi storici; fin qui nulla di male, una semplice strategia di marketing. Il problema prende forma quando, su queste etichette, iniziano a comparire personaggi storici controversi. Mussolini per primo, seguito a breve da Hitler.
La polemica a quel punto si infuoca immediatamente con tanto di inviti, arrivati in queste ore, a boicottare il prodotto; invito giunto dall’ organizzazione ebraica internazionale ‘Centro Simon Wiesenthal’, impegnata sul fronte delle difesa della memoria della Shoah e della caccia ai criminali nazisti, ed avente come bersaglio l’azienda vitivinicola Lunardelli, attrice principale di questa storia e rea di commercializzare vino con queste controverse etichette.
Tra l’altro in molti anni di attività non è la prima volta che l’azienda si trova al centro di simili polemiche, come ci spiega lo stesso Andrea Lunardelli responsabile per l’azienda di questa linea di vini della Storia.

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Etichette dei vini di personaggi storici:

“In 20 anni è successo tanto di quelle volte. La prima è stata nel 1994 sempre per bottiglie con l’immagine di Hitler e la polemica sorse con la comunità ebraica di Bolzano; fummo denunciati ma alla fine il pm fece decadere tutto perché non sussisteva il reato.”
La vostra è una azienda che esiste da diverso tempo: quante controversie simili avete avuto?
“L’azienda esiste dal 1967, da allora produciamo vini friulani. In tutto abbiamo avuto 5 denunce tutte non andate a buon fine; perché noi non facciamo né apologia del fascismo nè del nazismo. Sulle nostre bottiglie abbiamo un po’ di tutto, ritratti dei personaggi storici più importanti tra i quali Stalin, Che Guevara, l’imperatore Francesco Giuseppe, la principessa Sissi, Churchill, Napoleone ecc…”
Tuttavia comprenderà che quelle con Hitler possano fare un effetto diverso?
“È ovvio che a certe persone dia fastidio la bottiglia con l’etichetta di Hitler; ma infatti noi lasciamo solo il suo ritratto cancellando slogan, svastiche, scritte inneggianti al nazismo e quant’altro. Rimane il semplice ritratto di uno che, vuoi o non vuoi, è stato un personaggio storico. Idem per quel che riguarda Mussolini. Niente apologia quindi, al contrario di altre ditte che collaboravano con noi e che ora fanno etichette simili con gli stessi personaggi ma usando svastiche, slogan nazisti ecc….”
Anche queste aziende hanno avuto guai con la giustizia?
“No, loro nessuna denuncia né altro. Problemi ne abbiamo avuti solo noi, forse perché siamo i più grandi.”

Marketing o apologia?

In sostanza il vostro è semplice marketing e non c’è alcuna apologia?
“Esattamente: ed infatti in tutti i processi che abbiamo avuto i giudici non ci hanno mai condannato perché hanno riconosciuto che non facevamo apologia, ovvero propaganda; ci limitiamo a mettere la foto di un personaggio storico sull’etichetta di un vino.”
Perdonateci la curiosità: ma queste bottiglie hanno successo?
“Si hanno un discreto successo e c’è molta richiesta, se così non fosse non le farei produrre. Quella di Hitler soprattutto tra i turisti tedeschi, austriaci e dell’est. Italiani pochi. E’ successo anche che abbiamo avuto lamentele direttamente di persona, così ci raccontano i nostri venditori cui distribuiamo le bottiglie: tra i clienti c’è chi brontola, chi critica; ma c’è anche chi apprezza.”
Venendo alla polemica di queste ore con la comunità ebraica Simon Wiesenthal Center, avete avuto modi di contattarli?
“E’ la prima volta che abbiamo a che fare con loro e non ci interessa alzare polemica; in passato avevamo avuto problemi con altre comunità ebraiche. Mi hanno scritto e gli ho spiegato che noi non facciamo propaganda od apologia; io tra l’altro sono apolitico, non vado nemmeno a votare.”
Non ha nemmeno simpatie per ideologie o periodi storici del passato?
“No, nemmeno. Nessuna simpatia od altro.”
Nei panni di un appartenente a quella comunità ebraica, lei come avrebbe reagito?
“Naturalmente ho provato a mettermi nei panni di uno di loro, è ovvio che mi avrebbe dato fastidio una cosa simile; in quel  caso di certo non comprerei mai la bottiglia con la foto di Hitler.”

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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