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“La mafia musicale”: storia di una canzone esclusa da Sanremo

Il mondo dello spettacolo, con specifico riferimento a quello musicale, è caratterizzato da un’ infinità di meccanismi sotterranei, artatamente costruiti e sapientemente mescolati allo scopo di farne una macchina perfettamente oliata.
Un macrocosmo stabilito a tavolino, nel quale artisti ed esecutori sono sempre più ghettizzati in un ruolo marginale a vantaggio delle grandi major ed etichette che decidono in quale direzione si debba muovere il mercato.
Quella che stiamo per raccontare è una storia che ha direttamente a che fare con questo mondo; la storia di un artista passato, appena sedicenne, dalle luci dei riflettori del Festival di Sanremo ad una consapevole esistenza fuori dagli onori della popolarità per non essere entrato a far parte di quei meccanismi sopra descritti e che anzi tali movimenti sotterranei ha cercato di denunciare all’ interno di una canzone pagandone in prima persona le conseguenze.

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Giovane esordiente a Sanremo:

Marco Canigiula, in arte Andrè, iniziamo da quel Sanremo edizione 2004?
“E’ stata un’edizione particolare poiché giovani e big gareggiavano nella stessa categoria, anche gli sconosciuti avevano le stesse possibilità di un artista di fama; per esempio io ho aperto la seconda serata del Festival, cantando per primo, di solito gli artisti minori vengono fatti esibire dopo la mezzanotte. E’stato il Festival di Tony Renis direttore artistico, delle etichette indipendenti, non c’erano le grandi major. Forse è stata una delle migliori edizioni della storia di Sanremo, una delle più trasparenti, anche se venne ampiamente criticata dalla stessa presentatrice, Simona Ventura, che infastidita dalla scelta di Tony Renis di fare esibire sul palco artisti molto giovani, disse che non doveva essere un’edizione dello Zecchino d’oro, ma di Sanremo.”
Eri molto giovane?
“Si io avevo appena 16 anni; sono stato uno dei più giovani partecipanti nella storia del Festival. Ricordo con piacere che il 50% degli artisti erano sconosciuti, questa è stata una cosa non molto gradita dal pubblico, però importante per la qualità delle canzoni; non c’erano i soliti artisti, i soliti produttori, i soliti autori, le solite case discografiche. Se ne ebbe riscontro anche nelle vendite; la compilation di quell’edizione ebbe un successo enorme.”
Che ricordi hai di Sanremo?
“Per me è stato fantastico, una  grande occasione. Mi sono ritrovato catapultato in un mondo bellissimo, forse più grande di me, come un bambino che va per la prima volta a Disneyland. Per tutta la settimana del Festival, girando per la città, non vedi altro che manifesti con il tuo volto, ragazzine che ti fermano per chiederti l’autografo.”

Un meccanismo che ti impone come devi essere:

Come sei stato considerato dall’opinione pubblica durante il Festival?
“Devo essere onesto: i giornali mi hanno considerato come il cantante che sta sul palco dell’Ariston solo per il pubblico di ragazzine, la canzone l’avevo scritta io ma credo fosse ben distante da quella che effettivamente era la mia anima artistica.”
La tua carriera dopo Sanremo?

“Tornato a Roma dopo la settimana di Sanremo la realtà è tornata la stessa do prima. Ho fatto diverse tournee qui in Italia, anche con artisti del calibro di Marco Masini, poi negli Usa. Diciamo che è stato un buon trampolino di lancio. Tuttavia dopo aver partecipato ad un Festival di Sanremo, soprattutto se sei giovane, vieni manovrato; entri a far parte di un’etichetta o di un gruppo che lavora per te e loro ti impongono il modo di parlare, di vestire, di scrivere. Si mette in moto una vera e propria macchina pubblicitaria, di vendita, dove conta solo il guadagno.”
E questo cosa comporta?
“Io ho incontrato sempre persone che mi hanno imposto tutto, anche il modo in cui dovevo vestirmi; i miei manager se la prendevano proprio per questo motivo, perché non volevo fare queste cose, vendermi. Forse per questo non fui aiutato e coltivato più di tanto, perché agivo sempre di testa mia.”

La canzone esclusa da Sanremo:

Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato?
“Dopo il Festival il mio produttore è venuto a mancare, quindi sono stato bloccato un anno dalla situazione contrattuale, facevo solo qualche serata in giro; c’è stato questo periodo di pausa nel quale ho avuto la necessità di trovare altre strade. Sono passato ad un’altra etichetta e con loro ho preparato un nuovo disco, nel 2006, mai uscito nei negozi: la distribuzione non è andata a buon fine perchè la casa discografica non è stata disposta a pagare quelle che erano le spese. Così questo disco è stato realizzato, effettuando anche un discreto investimento, senza però avere il sostegno necessario.”
Dopo questa esperienza cosa è successo?
“Subito dopo ho iniziato a frequentare Giancarlo Bigazzi, uno dei principali autori e parolieri italiani; ho avuto la possibilità di conoscerlo e gli sono subito piaciuto. Con lui è iniziato un rapporto di collaborazione, scriviamo canzoni, mi cura dal punto di vista della produzione artistica. Abbiamo scritto un po’ di canzoni e tra questa anche il pezzo che quest’anno ho cercato di presentare a Sanremo, intitolato  “La Mafia Musicale”. Il pezzo è uno specchio di tutto quello che mi è successo nel mondo della musica, ne parlo avendo vissuto tutto in prima persona.”
Parliamo proprio di questa canzone con la conseguente esclusione dall’edizione 2010 del Festival di Sanremo. Ci racconti cosa è successo?

“La Mafia Musicale è stata scritta nel 2008; nonostante contenesse una parolaccia (…..mi fa incazzare la mafia musicale…..) Bigazzi non mi ha messo paletti, abbiamo deciso di provare a presentarla all’edizione di Sanremo di quest’anno, pur sapendo che sarebbe stata dura farla accettare. Il pezzo infatti è una denuncia su come funziona il mondo della musica e sulla corruzione che lo contraddistingue. Nonostante questo, il riscontro iniziale era stato ottimo, avevo avuto commenti molto favorevoli. Poi non mi hanno più chiamato. Sinceramente speravo di riuscire ad entrare, sarebbe stata un’occasione di espormi e dire ciò che realmente penso su questo mondo in virtù di quanto ho visto con i miei occhi.”

I mali della musica italiana:

Invece, dopo un approccio piuttosto ben augurante, sei stato tagliato fuori. Come mai?
“Diciamo che non c’ è molto di vero nella selezione di Sanremo, si preferisce puntare più su altre cose, si cerca il polverone a poche settimane dall’inizio per far parlare la gente, si arriva al punto di fare di tutto per cercare di alzare un po’ l’audience. Tutto questo, mi chiedo, cosa ha a che fare con la musica? Ci si chiede sempre il motivo per il quale i giovani non seguono il festival di Sanremo.”
Quali sono questi motivi?
“La risposta è ovvia; per fare un esempio, ci sono migliaia di giovani bravi che si sono presentati quest’anno alle selezioni, ho avuto modo di ascoltarli anche sul sito della Rai. Poi alla fine ci risentiamo ogni anno le solite cose, gli stessi artisti. Non è vero che non c’è gente brava. Io giro di continuo, sento giovani cantautori, ci sono un sacco di ragazzi bravi e validi che non riescono ad avere possibilità; poi magari accendiamo la tv e vediamo nelle varie trasmissioni cantanti che non sanno nemmeno reggere una nota o con testi assurdi. E per di più dobbiamo anche pagare il canone Rai per assistere a certe cose….”
Quindi è, secondo te, un problema di selezione non proprio trasparente?
Esattamente. Mi chiedo, ad esempio, come fanno ad ascoltare mille plichi per fare queste selezioni. Non c’ è proprio il tempo materiale per farlo, pur volendo. La realtà è che  sono le major a decidere. E questo si trasforma in una presa in giro verso quei ragazzi che investono un sacco di soldi per la realizzazione del singolo da presentare. Se tutti sapessero che per andare al Festival devi essere uscito da qualche trasmissione televisiva di quelle che vanno tanto di moda adesso o devi avere dietro una major di un certo livello, non ci sarebbero così tante iscrizioni: è una grande illusione che viene data ai ragazzi.

Mercato musicale italiano e soliti noti:

La canzone  “La Mafia Musicale” nasce da questa tua presa di coscienza?
“La canzone nasce da un’ attenta riflessione sul mondo della musica in generale; ad esempio c’è stato un periodo nel quale, di tutte le canzoni che presentavo alla casa discografica, non ce ne era una che andava bene. Mi chiedevano di fare roba più estiva, più commerciale, che facesse piangere le ragazzine. Questo è il problema, non ti danno la possibilità di esprimerti per quello che sei effettivamente.”
Quindi non si ricerca più la qualità nella musica?
“La discografia purtroppo è decisa molto spesso da persone che non hanno né capacità né competenze né studi alle spalle; non so su quali criteri fanno le loro strategie. Come fai a fare cose originali se poi c’è uno standard che devi necessariamente seguire? Se tutto il mercato discografico è piatto, fatto dai soliti artisti e dai soliti nomi senza dare modo agli emergenti di comunicare? Sempre le stesse persone, gli stessi artisti, gli stessi arrangiamenti; l’ 80 % sono cose copiate, non c’è niente di originale fatto in Italia, è tutto importato dal mercato straniero, soprattutto Usa e Inghilterra. Il mio piccolo successo l’ho avuto, qualche piccola soddisfazione me la sono tolta. Ho visto però che la maggior parte delle persone che lavora in questo ambiente opera in maniera poco trasparente.”

Un mercato musicale alternativo:

Proverai comunque a lanciare il pezzo La Mafia Musicale, pur senza la vetrina di Sanremo?
“Io in questo momento non sono appoggiato da nessuna casa discografica, nessun produttore; proverò comunque per quelli che sono i miei mezzi a lanciare il pezzo. Peccato, anche perché ritengo che poteva essere una buona occasione di redenzione, come dire di aver preso coscienza del problema ammettendo che non riguarda solo Sanremo e dandogli quindi visibilità.”
In quali altre attività sei impegnato al momento?
“Sono presidente e fondatore di Cantieri Sonori, una associazione culturale ed una rete di cantautori, musicisti, autori e gente che lavora nell’ambito dello spettacolo che si sono fatti forza ed hanno creato un mercato alternativo; piccolissimo, quasi inesistente, ma che comunque c’è. Organizziamo anche manifestazioni ed eventi, promozioni di artisti, musical; tutto fatto e gestito da ragazzi.”
Altri progetti?
“Sul portale Canzoni Inedite ci occupiamo invece di vendita di brani inediti; l’autore realizza un brano e lo mette in vendita su questo sito aspettando che qualche esecutore  lo richieda, acquistandolo e portandolo in giro con una licenza di tempo a termine. E’ un motore che sta funzionando molto bene.”

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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