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Ostia: storia del Kursaal, l’ albergo occupato da mesi

Un albergo che rischia di chiudere in quanto occupato abusivamente da diversi mesi senza che nessuno riesca a fare qualcosa per porre rimedio alla questione; è questa la situazione paradossale ai limiti del grottesco nella quale si trova da circa due anni e mezzo il Kursaal di Ostia, sul litorale romano, che aveva ospitato gli sfollati delle case abusive dell’ idroscalo in occasione della piena del Tevere avvenuta nel Novembre 2008.
Il Comune ne aveva disposto la permanenza per circa sei mesi, ovvero fino all’Aprile 2009, data a partire dalla quale gli sfollati non avrebbero più avuto diritto ad essere ospitati. Fin qui la teoria; la pratica narra di un albergo occupato ben oltre quella scadenza con le 19 famiglie che si sono rifiutate di lasciare la struttura ed il Comune incapace di prendere qualsiasi provvedimento risolutivo.

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Da 2 anni e mezzo l’albergo è occupato:

La vittima designata di questa situazione, come sarà ormai chiaro, è il proprietario dell’ albergo, il sig. Giorgio Bertusi, 78 anni, bolognese di nascita, che da mesi sta combattendo con il Comune, Municipio, Ufficio Politiche Abitative e quant’ altro per cercare, senza risultati, di sbloccare la situazione. Come è possibile, si chiede, che vi sia un silenzio da tutte le istituzioni?
La storia del Kursaal e della sua occupazione è lunga ed infarcita di omissioni e buchi neri; circa 2 anni e mezzo fa, vengono stipate nell’albergo 19 famiglie da ospitare. E’ lo stesso Vizzani, presidente del Municipio in questione, a bussare con la polizia alle porte del sig. Bertusi per mettere dentro le famiglie che occupavano case abusive nei pressi dell’ Idroscalo.
“Sono venuto incontro anche sul prezzo da applicare in queste specifiche situazioni – ci racconta lo stesso Bertusi, proprietario dell’ hotel – che di norma è stabilito dalla Protezione Civile concordando un compenso molto basso.” Dopodichè il Municipio trova un’altra struttura con un prezzo ancora più vantaggioso, un camping con bungalow dove alloggiare gli sfollati, e decide di spostare lì le famiglie; ma la sistemazione non sembra essere quella definitiva, dopo un po’ infatti si decide che da quel campeggio devono esser mandati via ed interviene il Municipio, con il supporto della Celere, per convincere le famiglie ad abbandonare il luogo e a sistemarsi da un’altra parte. Dove? Nuovamente all’ hotel Kursaal che ha dovuto così aprire un’altra volta le porte della sua struttura per ospitare gli sfollati.

Lasciato da solo dalle istituzioni a fronteggiare la situazione:

“L’umiliazione peggiore – ci dice ancora il sig. Bertusi –  è stata quella di constatare come al camping il presidente Vizzani abbia deciso di portali via con l’intervento della celere, qui al Kursal invece mi si dice che sono affari miei e che devo provvedere io a risolvere la situazione.” Ma la questione è tutt’altro che facile a risolversi e la parte più paradossale deve ancora arrivare; il 15 Aprile 2009 l’ ufficio politiche abitative dà notizia al sig. Bertusi che da quel momento in poi l’assistenza alle famiglie verrà tagliata. Come dire che a partire da quella data, la vicenda non sarà più roba che li riguarda e che le famiglie devono lasciare la struttura. Notifica, quest’ ultima, che non verrà rispettata dagli occupanti lasciando il gestore dell’ albergo da solo a fronteggiare la situazione.
“Ho contattato il presidente del Municipio Vizzani per dirgli che, essendo stata tagliata l’assistenza alle famiglie, adesso dovevano esser mandate via. Sapete cosa mi ha risposto? Di far come se fossero clienti normali che non vogliono lasciare l’hotel, quindi usare la forza. Ipotesi piuttosto inattuabile contro 19 famiglie che occupano le stanze. Mi hanno consigliato anche di fare 19 cause distinte, sono stato dai carabinieri i quali mi hanno dato una risposta ai limiti del paradosso; mi hanno detto di assoldare un paio di body guard per cacciare gli occupanti.”

I clienti scappano per le liti degli occupanti:

Da allora il silenzio delle istituzioni è totale; il sig. Bertusi si rivolge ad uno studio legale che inizia a mandar lettere a presidente del Municipio, direttore delle politiche abitative, presidente del Consiglio, presidente della Repubblica. Naturalmente nessuno risponde; “abbiamo ricevuto indietro solo il fogliettino della ricevuta di ritorno, ma nessuna risposta. Da 14 mesi nessuno si fa più sentire. Siamo andati anche in Campidoglio sperando di poter incontrare il Sindaco; non ci hanno fatto avvicinare, le segretarie ci hanno detto di scrivergli. Non ci ha mai risposto nessuno.”
In tutto questo tempo gli affari dell’ albergo sono andati a picco e la struttura rischia anche la chiusura. Su 23 camere totali, 7 o 8 sono occupate ed i clienti preferiscono rivolgersi altrove per evitare questa situazione “La Polizia è spesso costretta ad intervenire per sedare i litigi che queste famiglie mettono in atto; i clienti scappano dopo una o due sere e noi in questo modo facciamo anche brutta figura, ci rimettiamo la faccia. Tra l’altro le camere sono occupate ed io non posso accedervi poiché se tocco qualcosa rischio anche la denuncia. La nostra situazione attuale è drammatica; dopo 14 mesi ci sta tutto il personale da pagare più le spese di manutenzione. Sono stato costretto a mettere molti lavoratori in aspettativa, altri in ferie sperando che nel frattempo si risolva qualcosa. Se la situazione non cambia sarò costretto a licenziare.”

Aspettando lo sgombero dell’albergo occupato:

E la situazione per il momento non sembra esser destinata a cambiare. Infatti l’udienza presso il giudice che si sarebbe dovuta tenere lo scorso 1 Giugno è stata spostata ad Ottobre. “Quello che noi chiediamo – conclude Bertusi – è di stabilire intanto lo sgombero dell’albergo in modo tale che noi possiamo iniziare nuovamente a lavorare. Avevamo già programmato alcuni lavori anche perché la situazione delle stanze occupate non è delle migliori, ci sarebbero diversi interventi da fare. Abbiamo chiesto un risarcimento consistente, è una cifra alta e sicuramente si arriverà ad un compromesso se non altro per le spese sostenute fino ad ora. Nei prossimi giorni incontreremo nuovamente il presidente del Municipio Vizzani e speriamo di giungere ad una conclusione; così io potrò reggere ancora poco, dopo sarò costretto ad abbandonare.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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