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Vittorio Arrigoni: il cono d’ombra

Un libro inchiesta dedicato a una vicenda enigmatica del recente panorama italiano: la morte di Vittorio Arrigoni, attivista italiano sequestrato e ucciso a Gaza nella primavera del 2011. A distanza di 4 anni le reali motivazioni di quell’omicidio sono ancora latitanti.
L’autrice del libro mette su carta 3 anni di viaggi e interviste a Gaza e tra i responsabili di Hamas in Italia per creare un quadro che suscita dubbi e interrogativi sull’andamento reale di quella vicenda. A parlarci di tutto questo è la stessa autrice di “Vittorio Arrigoni: il cono d’ombra”: la giornalista Monica Mistretta.

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Come nasce l’idea di un libro sulla morte di Vittorio Arrigoni?
“Il libro nasce all’interno di un master in giornalismo investigativo ed è frutto di un’inchiesta durata 3 anni, dal 2012 al 2015. Quello che è emerso è un quadro fatto non di prove incontrovertibili, ma di fortissimi indizi sul campo, raccolti tra la gente.”
Come sei arrivata a raccogliere questi indizi?
“Avevo contatti dentro Hamas, ho anche intervistato quello che è l’uomo di Hamas in Italia; quando sono entrata a Gaza mi è perfino stato presentato il primo ministro di lì, che ho avuto occasione di intervistare nel 2012. Mi hanno aiutato anche le Ong locali a Gaza.”
Quali sono i punti d’ombra di questa vicenda?
“Dopo l’omicidio di Arrigoni i salafiti hanno tentato in tutti i modi di scagionarsi dall’accusa, chiedendo aiuto in questo senso anche ai giornalisti occidentali: dal 14 aprile, giorno in cui si seppe del sequestro di Arrigoni, fino al 19 aprile in cui viene ucciso l’assassino materiale di Arrigoni, Hamas non arresta alcun leader salafita. Solo 4 ragazzini responsabili del sequestro materiale. Non si è andato a prendere i capi. C’è poi il discorso di traffico d’armi verso Gaza che potrebbe riguardare l’attivista italiano.”
Vittorio Arrigoni aveva un ruolo diverso oltre a quello di semplice attivista?
“Questo non possiamo dirlo;, magari ha visto in quelle acque qualcosa che non doveva vedere. È impossibile indagare su di lui in Italia, nessuno ti dice niente. Ma diciamo che ci sono molti indizi che portano sempre alla strada delle armi. Parlando anche con persone vicine ad Hamas sembrerebbe che Vittorio Arrigoni sarebbe stato ucciso proprio per impedire l’arrivo delle armi a Gaza.”
Cosa vorresti ottenere con questo tuo libro?
“Porre interrogativi, non ho verità assolute. Chiederci chi era Vittorio Arrigoni. E a quel punto scopriamo ad esempio che c’è un segreto di Stato posto dal governo italiano su traffico d’armi e su traghetti civili dalla Sardegna alla Libia.”
Hai avuto problemi per questo libro?
“Problemi no. Ma da quando è uscito, ovvero a luglio, strani contatti. Non a livello di minacce, ma proposte di collaborazione strane che non avevo mai ricevuto prima.”
Continuerai a indagare su questa vicenda?
“Assolutamente si. Perchè questo libro apre scenari più grandi di quello di Arrigoni; quando c’è un traffico d’armi dietro ci sono intere nazioni. Quindi ci sono potenzialmente scenari enormi. Voglio continuare a seguire questa storia allargandola.”

L’Autrice

Monica Mistretta, freelance che crede nel giornalismo d’inchiesta come missione. Dopo aver frequentato un master in giornalismo investigativo, grazie alle conoscenze acquisite sul campo nel mondo arabo in Italia e in Medio Oriente, ha seguito uno dei casi più clamorosi degli ultimi anni: la morte di Vittorio Arrigoni. Per condurre l’inchiesta, è stato necessario anche lo studio della lingua araba. Attualmente Monica è socia dell’Associazione di Giornalismo Investigativo (AGI) e direttore editoriale di tre testate del mondo della moda.

Pubblicato in Libri

Scritto da

La Vera Cronaca

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