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Sanità: esente dal ticket, dopo 2 anni gli chiedono i soldi

Usufruire di un servizio sanitario gratuitamente, in quanto appartenenti ad una categoria esente per patologia dal pagamento del ticket, e ricevere, dopo due anni, una richiesta di pagamento di 25 euro per quel servizio; è quanto accaduto ad un cittadino di Roma, esente dal 2006 al 2016 per patologia e non per reddito dal pagamento del ticket sanitario, che ha inviato una lettera al nostro giornale per denunciare l’accaduto.
Il sig. Battista ha usufruito il 27 Settembre 2008 di un servizio di pronto soccorso presso l’ospedale regionale oftalmico; premesso che non è mai verificato che un paziente abbia avuto prestazioni sanitarie se prima non si è presentato al C.U.P. per regolarizzare il pagamento o comunque illustrare la sua situazione (altrimenti il dottore non avrebbe effettuato la visita), il sig. Battista risulta comunque appartenere ad una categoria esente per motivi di specifica patologia cui è affetto, di conseguenza dopo aver portato la documentazione necessaria viene visitato dal medico del pronto soccorso senza bisogno di pagare il ticket.

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Dopo 2 anni la Asl chiede i soldi:

Dopo quasi 2 anni da quella prestazione sanitaria, si vede recapitare a casa una lettera della Asl di Roma all’interno della quale gli viene comunicato che, per quella prestazione di cui ha usufruito in passato, non risulta il pagamento e che dovrebbe entro 15 giorni ovviare a questa mancanza. Una situazione paradossale, come ci spiega lo stesso sig. Battista che incontriamo di persona:
“E’ impensabile che dopo 2 anni si vadano a chiedere soldi per prestazioni sanitarie avvenute in passato; nel mio caso va benissimo perché a causa della mia patologia sono esente dal pagamento quindi non c’ è problema. Ma mi chiedo, a quanta altra gente sarà stato recapitato questa avviso? Non vorrei che la Regione Lazio stesse cercando di recuperare crediti in questo modo per rientrare dei debiti. Io nel 2008 ho usufruito di una prestazione di pronto soccorso e non ho pagato, in quanto esente per patologia. Mi sono presentato, prima della visita, al C.U.P con la documentazione necessaria che accertava tutto. Dopo 2 anni ricevo questa lettera di richiesta di pagamento. Non lo trovo giusto.”

Effettuare il pagamento o fornire una giustificazione:

Una situazione ingarbugliata, forse frutto di un errore, che porterà comunque il sig. Battista ad affrontare alcuni disagi: “Mi si chiede di effettuare immediatamente il versamento della somma dovuta o di fornire una eventuale giustificazione. Per quanto mi riguarda è chiaro che, pur essendo in regola con il pagamento avrò un ulteriore disagio in quanto, per giustificarmi pena esenzioni peggiori, sarò costretto ad affrontare una burocrazia di file interminabili o in alternativa a spendere altri soldi in raccomandate varie. Sono stufo di tutto questo e chiedo che chi ha sbagliato mi rimborsi per eventuali disagi morali e materiali che dovrò subire, così come avrei dovuto pagare le penalità, io stesso, se non fossi stato in regola.”

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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