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Cannabis terapeutica: storia di chi assume il farmaco

Proseguiamo il nostro viaggio di approfondimento all’interno della questione relativa all’utilizzo terapeutico della cannabis: da pochi giorni la Regione Puglia ha approvato in via sperimentale la produzione di cannabis terapeutica.
Un provvedimento per certi versi rivoluzionario perché, ad oggi, il farmaco curativo a base di cannabis può soltanto essere importato: con costi notevoli e a seguito di un iter burocratico lungo. La produzione in Italia potrebbe quindi abbattere tanto i costi quanto la tempistica.
In riferimento a questa potenziale novità abbiamo ascoltato il parere di un esperto in materia nonché convinto sostenitore della liberalizzazione della produzione di cannabis per utilizzo terapeutico. Si tratta di Andrea Trisciuoglio, radicale da diversi anni attivista e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni: malato da tempo di Sclerosi Multipla, nel 2009 ha iniziato a curarsi con il farmaco a base di cannabis traendone, secondo sue dichiarazioni, benefici.
Nel 2013 dà vita insieme a Lucia Spiri all’associazione “Lapiantiamo”, una no profit con l’intento di facilitare l’accesso alla cannabis terapeutica; accesso che presenta, come detto, un percorso piuttosto lungo (Cannabis terapeutica: come accedere alle cure e utilizzare il farmaco). E chi tenta di seguire altre strade rischia di finire nell’illegalità, come ci racconta lo stesso Andrea Trisciuoglio.

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La storia di Andrea Trisciuoglio:

Andrea Trisciuoglio, la tua storia è piuttosto nota in materia di cannabis terapeutica. La sintetizziamo?
“Sono affetto da Sclerosi Multipla e dal 2009 mi curo con il Bedrocan, farmaco a base di cannabis importato dall’Olanda secondo l’iter regolare e consentito dalla legislazione italiana sulla cannabis terapeutica. Un iter lungo e problematico tant’è che ad oggi, in Italia, siamo soltanto in 60 a utilizzare questo farmaco.”
Accedere legalmente al farmaco a base di cannabis è così difficile?
“In Italia ci sono due vie per ottenere il farmaco: coltivarlo in proprio o seguire l’iter consentito dalla legge. La prima ipotesi è illegale e perseguibile a norma di legge. La seconda prevede un iter allucinante. Oltre che costi spropositati rispetto a quelli che si avrebbero producendo il farmaco senza doverlo importare.”
Sono molti a scegliere la via dell’illegalità di cui ci parlavi?
“In Italia la coltivazione e la cessione di cannabis costituiscono un reato. Molti malati sono stati obbligati ad andare in un paese dove è legale, come Olanda e Spagna, o a finire nell’ illegalità acquistando online semi di canapa e coltivandosi da soli la pianta pur di non affrontare l’iter lungo e tortuoso previsto in Italia per importare il farmaco. Io stesso in passato ho subìto perquisizioni della polizia alla ricerca di piante o cannabis illegalmente detenuta. Sono stato iscritto anche nel registro degli indagati per spaccio secondo la legge Fini – Giovanardi. Io non amo vivere nell’ illegalità, per questo abbiamo dato vita ad atti di disobbedienza civile, come amo chiamarli.”
Quali sono stati questi atti di disobbedienza civile?
“Con l’ex onorevole Rita Bernardini, dei Radicali, la quale come gesto simbolico aveva consegnato alla nostra associazione Lapiantiamo il raccolto della piante di marijuana piantate davanti a Montecitorio. Un gesto a favore dei malati che non riescono ad accedere alle cure con farmaci cannabinoidi.”

Benefici del Bedrocan, farmaco a base di cannabis:

Veniamo alla tua condizione: sei affetto da Sclerosi Multipla e assumi dal 2009 il Bedrocan, farmaco a base di cannabis. Hai tratto benefici?
“Ho tratto tantissimi benefici: ci sono sintomi visibili e invisibili. Partendo da quelli visibili, prima stavo su una sedia a rotelle; oggi la gente scherzando mi chiede se mi sono fatto male giocando a calcetto; per quanto riguarda quelli invisibili, tanti miglioramenti su aspetti che per qualcuno potrebbero essere secondari quali incontinenza, sonnolenza, appetito, umore ecc…”
Questi benefici sono dovuti all’utilizzo del farmaco?
“Io lo assumo dal 2009 e da allora ho visto benefici. Che poi sono presenti su altri amici e pazienti.”
Ci sono medici che certificano che questi tuoi miglioramenti sono dovuti all’utilizzo del farmaco a base di cannabis?
“Diversi medici: anche a Roma, mi stanno seguendo al policlinico Umberto I. Il medico che mi segue fortunatamente si è trasferito giù in Salento così ora è più vicino. Loro sono convinti che ogni farmaco che assumevo, e ne ho presi molti, generava sempre nuove piccole focalità. Ovvero, la malattia progrediva. Dal 2009, casualità, si è bloccata l’avanzare della Sclerosi Multipla. La mia risonanza magnetica di oggi è sovrapponibile a quella del 2009.”

Affidare la produzione di cannabis a soggetti privati:

Perché se la cannabis è efficace contro patologie gravi come la Sclerosi Multipla non si fa qualcosa per favorirne la diffusione?
“Noi combattiamo per questo: nei giorni scorsila Regione Puglia ha approvato una legge sulla coltivazione della cannabis ad utilizzo terapeutico da parte di quelle realtà che hanno l’autorizzazione della Regione. Come noi. L’autoproduzione porterebbe a risparmi consistenti. Creerebbe occupazione.”
Significa che con questa legge la vostra associazione potrebbe avere vantaggi in termini di business?
“La legge prevede che la produzione sarebbe affidata a soggetti autorizzati dalla Regione Puglia; e noi lo siamo. La nostra associazione Lapiantiamo è una no profit; il ricavato potrebbe essere redistribuito per finalità di ricerca e per fare del bene.”
Quindi la vostra battaglia prosegue?
“Il progetto va avanti; ogni giorno si sta evolvendo. Le cose o si fanno sul serio o non si fanno.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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