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Alluvionati Basilicata: “vogliamo stesso trattamento della Sardegna”

In Basilicata lo scorso ottobre a cavallo dei giorni del 7 ed 8 ci fu una forte alluvione che provocò quattro morti e danni piuttosto consistenti; un territorio, quello in questione, non nuovo per la verità a questi fenomeni.
A distanza di quasi 3 mesi dall’accaduto un comitato formato da cittadini di quel territorio, il Comitato per la Difesa delle Terre Joniche, porta avanti la protesta per il riconoscimento dello stato di calamità e per la nomina di un commissario oltre che per lo stanziamento di risorse per l’indennizzo di aziende e famiglie colpite dall’alluvione.
A spiegarci le ragioni della protesta è Gianni Fabbris, Coordinatore Nazionale presso Confederazione Altragricoltura e portavoce del comitato, che da alcuni giorni sta conducendo uno sciopero della fame per tentare di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vicenda della Basilicata.
“Il nostro Comitato Terre Joniche è nato dopo l’alluvione in Basilicata del 2011; abbiamo avuto ben tre alluvioni in meno di tre anni nell’area che va dalla provincia di Matera fino alla provincia di Taranto. È un’area che si sviluppa nell’ arco di 65 km, dove ci sono 6 o 7 fiumi importanti; un territorio enormemente a rischio.”

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Le alluvioni in Basilicata:

Tre alluvioni in altrettanti anni: come spiegare un dato così importante?
“Ormai ogni volta che piove è un disastro: la prima alluvione la abbiamo avuto nel 2011 ed ha causato, parlando solo della Basilicata, 300 milioni di euro di danni; oltre 200 milioni per la parte della provincia di Taranto. Dopo 10 mesi di mobilitazioni e proteste un’ordinanza del presidente del consiglio ha messo a disposizione, per Puglia e Basilicata circa di 20 milioni. A fronte di un danno da mezzo miliardo.”
Veniamo all’ultima alluvione in ordine di tempo, quella di ottobre 2013?
“Il 7 e 8 ottobre scorso c’è stata un’altra alluvione qui in Basilicata che ha causato 4 morti ed oltre 60 milioni di euro di danni qui e 100 circa per la parte pugliese; ad oggi, quasi tre mesi dopo, non abbiamo nemmeno avuto il  riconoscimento dello stato di emergenza tramite ordinanza che nomini un commissario e destini i primi fondi per iniziare ad operare. Lo stesso atto è stato compiuto per la Sardegna in 48 ore. E l’alluvione in Sardegna è arrivata 15 giorni dopo la nostra. Questo è assolutamente inspiegabile.”

Gli alluvionati in Sardegna? Trattati meglio:

L’alluvione in Basilicata e quella in Sardegna sono accostabili dal punto di vista dell’entità e dei danni?
“Non so quali saranno i danni che lamenterà alla fine la Sardegna; ma lì ci sono mille riflettori accesi. Qui ci sono stati quattro morti e molti danni. A proposito di entità dei danni delle alluvioni: da quella del Veneto del 2010 in poi in Italia è stata totalmente disarticolata la normativa di riferimento nazionale. C’è un quadro normativo poco chiaro e la politica finisce con il decidere sulla base di criteri di convenienza ed opportunità se intervenire e come intervenire. Dieci giorni fa abbiamo consegnato alla presidente della Camera un documento nel quale denunciamo questo fatto.”
Quando parla di convenienza ed opportunità politica cosa intende?
“Secondo noi la politica decide di volta in volta sulla base delle capacità dei dirigenti locali di battere i pugni sul tavolo; poi ci sono criteri di convenienza politici. Opportunità politica magari legato al fatto che in un dato momento il governo trovi conveniente cavalcare l’emozione di un dato fatto di cronaca. Perché, continuando su quanto detto prima, la Sardegna ha avuto questa corsia preferenziale rispetto a noi? Anche se, secondo me, i sardi non avranno nulla delle cose promesse; resteranno sulla carta.”
Ritenete di aver ricevuto un trattamento di serie b rispetto all’alluvione in Sardegna?
“Tu non puoi dichiarare il lutto nazionale per la Sardegna quanto 15 giorni prima hai avuto quattro morti da un’altra parte; è intollerabile ed inspiegabile. Quantomeno vorremmo avere stesso trattamento della Sardegna. Noi non diciamo che non siamo presi in considerazione, ma che c’è un problema nazionale.”

Le richieste per gli alluvionati delle Basilicata:

Avete avuto il sentore, in questi giorni, che qualcuno accoglierà queste vostre richieste?
“A natale tutte le chiese del centro di Matera non hanno celebrato la messa solenne, sono rimaste chiuse e tutti i fedeli sono venuti davanti al nostro presidio. Il vescovo di Matera ha celebrato la messa lì per solidarietà nei nostri confronti e alla presenza anche del presidente della Regione, presidente della Provincia, alcuni parlamentari ecc… quindi ci sono diversi tavoli aperti, altri se ne stanno aprendo. La speranza è che qualcosa si sblocchi.”
Lei sta portando avanti, da alcuni giorni, uno sciopero della fame: continuerà fino a che non accoglieranno le vostre richieste?
“Assolutamente si. Io sto digiunando con un obiettivo preciso, ovvero ottenere un’ ordinanza sull’ alluvione dello scorso ottobre. Servono risposte concrete, altrimenti in questa situazione la gente muore, magari finisce nelle maglie dell’usura perché non ha nulla con cui ripartire. Fino a che non avremo certezze non ci fermeremo.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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