Seguici su:

Interviste

Letto 2261 Volte
Condividi

Precari della scuola: a Palermo sciopero della fame

Tre precari della scuola, a Palermo, stanno portando avanti da una settimana uno sciopero della fame davanti al Provveditorato Provinciale degli studi per protestare contro la situazione lavorativa nel mondo dell’istruzione che, tra legge Finanziaria e riforma della scuola, sta letteralmente mettendo in ginocchio l’intero settore;
si tratta di un insegnante, un collaboratore scolastico ed un assistente tecnico che, esasperati dalla loro condizione di precari, hanno deciso di portare in piazza la protesta contro i tagli perpetrati dal Governo ai danni della scuola pubblica.
L’iniziativa è nata in maniera assolutamente spontanea, dettata come detto dall’esasperazione e soprattutto dalla mancanza di risposte sul futuro; a raccontarci la protesta è Silvia Bisagna, insegnante di sostegno di Palermo, anche lei precaria, e scelta per fare da portavoce allo sciopero della fame dei tre dipendenti scolastici:

Precari in sciopero della fame a Palermo:

ci sono 3 persone impiegate nella scuola che sono in sciopero della fame da sette giorni, dal 17 Agosto, perché tra Finanziaria e riforma della scuola, particolarmente nelle regioni del sud, a livello di personale scolastico siamo falcidiati; non abbiamo risorse, c’è una emorragia di posti irrefrenabile, gente che lavora da tanti anni e che non lavorerà più.”
I perché della protesta sono evidenti, la situazione come ci ha confermato la docente palermitana è molto più sentita nel sud del paese rispetto la resto della penisola; restando alla regione Sicilia, infatti, lo scorso anno nel mondo della scuola vi è stato un taglio di 4200 posti di lavoro e ci si appresta ad assistere ad un ulteriore taglio di circa 5000 posti. La grave condizione non manca inoltre di andare a colpire gli alunni disabili:
Le classi molto più affollate di come erano prima, arriveranno a 30 bambini, senza insegnanti perché in buona parte gli insegnanti non prenderanno incarichi, senza sorveglianza, senza personale tecnico ed amministrativo.
In tutto ciò vengono coinvolti anche i disabili perché da noi a Palermo, ad esempio, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale che sancisce che i tagli agli insegnanti di sostegno non possano esser fatti per un mero fine economico, scuola primaria e media sono state massacrate; cosa ne è stato di questi bambini disabili che prima c’erano? Sono spariti? Poniamoci questa domanda.”

Aspettando interventi del Governo:

Intanto i tre rappresentanti del mondo della scuola sono ancora in sciopero della fame nonostante le condizioni precarie in particolare di uno di loro: “Si, sono ancora lì nonostante uno di loro soffra di cuore; è stato ricoverato ieri mattina, appena dimesso è rientrato in presidio proseguendo lo sciopero.
Sono 7 giorni che non si alimentano. Interromperanno lo sciopero quando la società civile prenderà carico della protesta, perché ad oggi nessuno ancora ci da risposte sul nostro futuro e su quello della scuola e dei nostri bambini. Dato che, a quanto pare, senza gesti eclatanti non si riesce ad essere ascoltati, si è’ deciso di indire questo sciopero della fame.”

Qualche riscontro si è già avuto, ma fatti concreti ancora niente: “L’unico riscontro che abbiamo avuto e che ci ha in parte soddisfatto è stato quello con il vice prefetto di Palermo che si è preso carico di portare la situazione a Roma, al Ministero dell’Economia e a quello dell’Istruzione; devo dire che abbiamo trovato una persona molto disponibile.
Nei prossimi giorni incontreremo il Sottosegretario all’istruzione, che verrà a Palermo, sperando che almeno lui sappia darci risposte che diano speranza al nostro futuro ed a quello della scuola. Inoltre sono venuti a portarci la loro solidarietà gli esponenti di Idv, sia locale che nazionale, ed alcuni esponenti del Pd. I sindacati in questo momento non sono con noi in presidio.”

Per concludere Silvia, portavoce di questa protesta, ci confida di essere anche lei intrappolata nella morsa del precariato: “Affidarmi ad indennità di disoccupazione o alla pensione di  mia madre, a 37 anni, non è una bella prospettiva. Il decreto salva-precari che è stato approvato ci toglie la dignità di lavoratori; e questo in un paese nel quale l’ art.1 della Costituzione afferma che siamo una Repubblica Democratica basata sul lavoro.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: