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Marijuana medica e Cannabis Social Club in Italia: l’esempio di Bolzano

La cannabis per finalità terapeutiche. Un tema estremamente delicato che l’Italia, con colpevole ritardo rispetto alla prima normativa, sta iniziando a regolamentare.
Se la legge che andava a riconoscere le proprietà terapeutiche del THC (tetraidrocannabinolo), ovvero il più noto principio attivo della cannabis, risale al 2006, le regioni si sono mosse in modo non omogeneo. E soltanto in 11 la cannabis può essere richiesta dai pazienti a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
La scorsa estate è iniziata in Parlamento la discussione su una proposta di legge che porterebbe ad una sorprendente legalizzazione della cannabis in Italia.
Tra un rimando e l’altro anche a causa della valanga di emendamenti presentati, si dovrebbe parlare anche dell’opportunità di consentire la coltivazione di un numero limitato di piantine di cannabis; ovviamente solo per persone affette da determinate patologie ed esclusivamente per finalità curative.
Il modello al quale si guarda è quello dei cannabis social club esteri: in Italia ce ne è già qualcuno attivo che lavora, sotto traccia e sempre in bilico tra legalità e illegalità.
Parliamo oggi della associazione Cannabis Social Club – Bolzano nata nel 2015 con lo scopo di sostenere i malati che possono curarsi con la cannabis medicinale ma che, malgrado la legge esista dal 2007, poi nel concreto trovano difficoltà.

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Il Cannabis Social Club di Bolzano

A rispondere alla nostra prima domanda è Peter Grünfelder, promotore della nascita del Cannabis Social Club di Bolzano.

Quando e come nasce l’idea di dar vita ad un cannabis club?
“Nasce da una iniziativa del sottoscritto, Peter Grünfelder, nel maggio del 2015 a Bolzano; l’atto fondativo stesso è del settembre successivo. Obiettivo:cannabis-social-club-bolzan promuovere la legalizzazione della cannabis. Abbiamo fatto incontri settimanali con pazienti, medici e simpatizzanti per approfondire il tema e progettare iniziative. Poco dopo abbiamo fondato il Cannabis Social Club, dalla ‘encod’. Uso terapeutico quindi, ma anche ricreativo, posto che questa distinzione abbia senso.”
Come funziona il vostro club e quante persone sono iscritte?
“Abbiamo 60 iscritti, anche se non tutti hanno pagato la quota… . Ci troviamo ogni settimana nella nostra sede: locali con cucina e uno splendido giardino, il luogo di lavoro del nostro presidente. A volte cuciniamo e, fedeli alla migliore tradizione culturale, colloquiamo. Cosa è successo durante la settimana? Quali novità in fatto di legalizzazione della canapa? Cosa c’è da fare? Ultima iniziativa: la ‘Giornata della Canapa’, in una giardineria bolzanina, all’inizio di settembre.” In che modo riuscite a sopravvivere dal punto di vista economico? “Semplice. Spendiamo poco.”

Curarsi con la cannabis

Qui interviene anche Stefano Balbo: altro esponente del Cannabis Social Club di Bolzano. Classe 1964, affetto da Sclerosi Multipla e in passato da tre tumori, si cura da tempo con la canapa e la sua storia è stata di ispirazione per la nascita del club di Bolzano.

“La nascita del nostro Cannabis Social Club di Bolzano è servita per guidare i pazienti che abbiano bisogno della prescrizione. Perché è inutile coltivare la canapa se la legge lo vieta. Quello che noi facciamo è aiutare chi ha necessità di curarsi con la cannabis a portare avanti tutto l’iter. Il nostro Cannabis Social Club è una attività no profit. Non si tratta di una srl che chiede soldi ai tesserati, come per altre realtà di questo tipo in Italia. Che sono sostanzialmente un business. Noi forniamo solo le spiegazioni per ottenere il farmaco. Organizziamo ogni tanto qualche evento e chiediamo qualcosa che viene utilizzata per mantenerci in vita.”

Torniamo poi al tema dell’utilizzo della cannabis per finalità curative. Curarsi con la cannabis è del tutto legale: la vendita nelle farmacie è consentita dal 2013. Tutta la cannabis venduta nelle farmacie italiane proviene dall’Olanda. Viene importata tra l’altra a cifre non proprio basse.

Come acquistare la cannabis medica

La cannabis terapeutica può essere acquistata sempre e solo con ricetta medica presso Ospedale/AUSL o presso le Farmacie aperte al pubblico. Per quanto riguarda la possibilità di ottenere cannabis a carico del Servizio Sanitario Nazionale, le regioni italiane agiscono in modo non omogeneo e attualmente solo in alcune di queste è possibile ottenerla.
Spesso e volentieri per ottenere il farmaco importandolo dall’Olanda si richiede al paziente il pagamento di una quota per spese burocratiche di importazione e gestione della richiesta. Una situazione complicata. Sentiamo cosa ne pensa nuovamente Peter Grünfelder, ideatore del Cannabis Social Club di Bolzano.

Ultimamente la situazione cannabis medica in Italia si sta evolvendo: quando è che i malati potranno accedere finalmente alle cure con cannabis in modo più funzionale?
“Questa è una domanda alla quale non possiamo rispondere noi. Ci sono troppi fattori in gioco: culturali, politici, sociali. E poi c’è chi ha forti interessi da difendere nell’industria farmaceutica. Di positivo c’è il fatto che qualcosa si sta muovendo partendo da basi scientifiche. L’efficacia dei principi attivi della canapa è provata da un numero enorme di studi e pubblicazioni. Sempre più Stati guardano con interesse a questa pianta. Qualcosa si muoverà anche in Italia, col tempo. Noi in provincia di Bolzano speriamo di poter fare qualche passo grazie alla nostra autonomia legislativa e amministrativa.”

Sativex, Bedrocan e uso medica della cannabis

E qui interviene nuovamente Stefano Balbo: “a Bolzano stiamo chiedendo all’assessore di inserire i farmaci a base di canapa nell’elenco di quelli che si possono ottenere gratuitamente. A Bolzano ad oggi siamo in tutto in 200 con la ricetta in mano. Lo avevamo già richiesto in passato. Nel 2007 Bolzano divenne la prima realtà italiana a distribuire il Sativex, primo farmaco a base di cannabinoidi approvato in Italia (e unica specialità a base di cannabinoidi autorizzata nel nostro paese), per curare la sclerosi multipla. Allora eravamo 7 pazienti ad avere fatto quella richiasta. Oggi il farmaco viene utilizzato da tutti i malati di Sclerosi Multipla con spasmi.”

Chiediamo a Stefano Balbo come si cura attualmente e quali farmaci assume: “oggi prendo il Bedrocan (farmaco a base di cannabis molto impiegato per curare la SM, ndr) e ogni tanto ancora il Sativex. È dal 2005 che conosci i farmaci cannabinoidi. Ma prima dovevo utilizzare la sostanza in modo illegale. Ad esempio le tisane fanno molto bene.”

Domandiamo poi a Stefano se l’utilizzo della cannabis abbia portato, negli anni, effettivi risultati sulle sue patologie: “Si senz’altro. Il vantaggio della canapa è che confonde il dolore neuropatico. La morfina ad esempio non te lo spegne. Lo copre e ti porta anche ad altri effetti negativi.”

Come vengono aiutati i pazienti

Gli chiediamo quando ha iniziato ad avere dimestichezza con questi farmaci: “Verso il 2005, quando mi diagnosticarono 3 tumori. Fu allora che il mio neurologo mi parlò di farmaci cannabinoidi usati con successo all’estero. Dopo sei mesi (settembre 2005) ebbi l’occasione di fumare 4 sigarette di canapa. Subito non percepii nessun effetto, ma la notte dormii benissimo, mi svegliai con appetito e per due giorni mi erano spariti gli spasmi. Infine nella primavera 2015 conobbi Peter Gruenfelder e nacque la storia del un Cannabis Social Club di Bolzano dedicato interamente ai bisogni dei pazienti.”

In che modo vengono aiutati i pazienti? Ce lo spiega sempre Stefano Balbo: “il nostro club serve unicamente per mettere in contatto i pazienti con il medico giusto per prescrivere il farmaco. Perché nel 90% dei casi i medici non sanno neanche cosa dica la legge al riguardo. Abbiamo accordi con una farmacia che cede dietro ricetta il Bediol o Bedrocan a 15€ al gr. Adesso l’obiettivo prossimo è far riconoscere la canapa e preparati, nella tabella dei farmaci galenici già rimborsati in provincia di Bolzano.”

Ottenere i farmaci a base di cannabis: un iter lungo

Su quest’ultimo aspetto, la difficoltà di ottenere farmaci a base di cannabis che Stefano ci ha accennato, chiediamo nuovamente a delucidazioni a Peter Gruenfelder.
Cosa deve fare oggi una persona che vuole curarsi con la cannabis?
“Deve trovare un medico che gliela prescriva e che lo segua durante l’uso. Alcuni sistemi sanitari regionali ‘passano’ medicine a base di canapa, che siano composti galenici o veri e propri ‘farmaci’. La maggior parte dei pazienti però deve pagarsi i preparati di tasca propria. Anche a questo riguardo speriamo di poter migliorare la situazione, almeno qui in provincia di Bolzano. Non a caso siamo stati la prima provincia in Italia a concedere, nel luglio del 2007, l’uso gratuito del Sativex per i pazienti con sclerosi multipla.”
Dalla vostra esperienza, notate che la cannabis porta effettivi miglioramenti su persone affette da determinate patologie?
“I nostri soci hanno le malattie più diverse: epilessia, Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, morbo di Chron, dolori cronici o neurologici, tumori… Tutti usano la canapa, come farmaco sintomatico e complementare, e tutti dicono che li fa star meglio. Ci sono gli studi scientifici, certo. Per noi hanno però valore le storie individuali, di chi racconta in prima persona la propria esperienza. Per fortuna questi nostri soci sono disposti a parlare, anche pubblicamente, di ciò che vivono. Così riusciamo a contattare e coinvolgere altre persone, che hanno gli stessi problemi e che, al pari di tanti altri, fanno largo uso di farmaci tradizionali con poco giovamento. Cerchiamo di procedere così, per contatti diretti.”

Mettere in contatto medici e pazienti:

L’obiettivo del Cannabis Social Club di Bolzano è, come detto, soprattutto quello di fare da ponte tra domanda e offerta. Come ci spiega ancora Stefano Balbo:
Da quando abbiamo dato vita al club la prima cosa è stata raggruppare medici che si sono interessati solo alla salute del paziente. Il Club ha stretto rapporti anche con farmacisti locali, ora la canapa la puoi avere a prezzi quasi compassionevoli, lo scopo del Club è quella di farla rientrare nella lista dei farmaci galenici, per poi riceverla gratuitamente con ricetta medica.”

Il mondo dei Cannabis Social Club in Italia:

Quello di Bolzano non è l’unico caso italiano di Cannabis Social Club. In passato avevamo parlato ad esempio del Cannabis Social club LapiantiAmo, in provincia di Lecce, intervistando il fondatore.
I Cannabis Social Club sono quindi un movimento che, partendo da quanto avviene all’estero, sta iniziando a prendere piede. Ci risponde nuovamente Peter Gruenfelder.
Cosa pensate dell’esperienza attuale dei cannabis social club italiani? Il riferimento cui si dovrebbe puntare continua ad essere quello spagnolo?
“Si evolvono. Alcuni fanno cose valide, altri battono… altre vie; anche a causa di leggi poco chiare. Per ora abbiamo ancora poco contatto con altre realtà; stiamo cercando di far meglio e anzi, contattateci per ogni necessità. Un ottimo modello, a nostro parere, è quello ‘encod’: coltivare insieme in un contesto legale per il consumo personale riservato ai soli soci. Non è poi così lontano dal modello spagnolo. Senza entrare nei dettagli, l’obiettivo è questo: un circuito chiuso tra coltivatori e consumatori, per una cannabis di qualità, ecologica, controllata e per giunta ‘a chilometro zero’.

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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