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Sette Segrete: il lato oscuro. Quante sono in Italia e come uscirne

Torniamo ad affrontare il delicato tema delle sette segrete in Italia: un argomento cui spesso non viene dato il giusto risalto ma che porta con sé un’infinita serie di problematiche e implicazioni.
Sono tante le persone che, anche in Italia, finiscono per rovinarsi la vita a causa dell’appartenenza ad una setta; un lato oscuro della nostra società che deve essere affrontato e, soprattutto, reso il più possibile noto.
Ne parliamo con chi si occupa di supportare persone che siano cadute nel tunnel di una setta: l’Associazione Italiana Vittime delle Sette (AIVS). A rispondere alle nostre domande è Francesco Brunori, vice-Presidente pro tempore e redattore capo.

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L’associazione vittime delle sette:

Come nasce la vostra associazione Aivs?
“L’Associazione Italiana Vittime delle Sette (AIVS) è stata fondata a Potenza nel 2016 da diversi esponenti della società che hanno vissuto in prima persona o indirettamente l’esperienza di una setta. Il nostro scopo è rispondere alle richieste sempre più numerose degli italiani interessati al mondo delle sette segrete le quali rappresentano il lato più oscuro e pericoloso di una deviazione sociale poco nota, sovente minimizzata tanto dal mondo accademico quanto da quello politico e istituzionale..”
Quale potrebbe essere la giusta definizione di setta?
“La definizione di setta è molto dibattuta e il termine ha assunto oggi un significato negativo. La parola Setta ha due definizioni latine, la prima secta, da sequi, seguire una direzione è più pertinente come termine per definire, in senso generale, un gruppo di persone che segue una dottrina religiosa, filosofica o politica minoritaria la quale, per particolari aspetti dottrinali o pratici, si discosta da una dottrina preesistente già diffusa e affermata. Preferiamo però il termine secare, tagliare, disconnettere che è oggi lo scopo di ogni setta new age.”

Le caratteristiche di una setta

Qual è il limite tra appartenenza ad un gruppo e vera e propria dipendenza da una setta?
“Tutti facciamo parte di un qualcosa, di una famiglia, di una associazione di volontariato, di un gruppo di canasta e più banalmente di un gruppo su whatsapp. Questi gruppi diffusi hanno si delle regole ma sono regole semplici di facile comprensione ed hanno lo scopo di formare una persona, di accomunare interessi. Sono ambienti generalmente sani dove si parla, si ascolta il prossimo e ci si confronta.”
Cosa cambia con le sette segrete?
“In una setta invece si tende col tempo a isolare l’adepto dai sui interessi quotidiani, di instradarlo verso un’esclusiva dedizione al gruppo settario, di conformarsi con idee e riti spesso incomprensibili ma dove l’ultraterreno è la mistificazione della realtà e farne parte è il tuo massimo desiderio. In genere le sette promettono la crescita interiore e professionale, il benessere psicofisico e/o promuovono corsi di formazione per migliorare le proprie capacità. Inoltre organizzano ritiri dove si impara a fidarsi dei componenti del gruppo, si crea passo dopo passo la dipendenza e poi si subisce un lavaggio del cervello.”
Qual è l’obiettivo di una setta?
“Lo scopo, fondamentalmente, è sottrarre denaro alle vittime, ci si fa schiavizzare per dedicare il proprio tempo al gruppo o alla propria organizzazione. L’intento delle sette segrete è infido, a livello superficiale mostrano maestri e vie per risolvere i problemi. Ma le loro strade sono tracciate per intrappolare le vittime.”

Le sette segrete in Italia: quante e quali sono

Quante sono orientativamente le sette in Italia? E quanti casi avete trattato?
“Le 3 principali sette presenti in Italia ma non necessariamente italiane sono (per numero di seguaci) e per fondazione extra nazionale: Testimoni di Geova; Scientology; Soka Gakkai. Le sette tutte italiane sono: Fagioli e fagiolini; Damanhur; Archeosofiti. Altre sette note sono Hare Krishna, Ontopsicologia, Il movimento Umanista, Sai Baba, Arkeon, Sette Macrobiotiche.”
Oltre ai nomi esistono altre tipologie di sette?
“Ci sono le sette segrete di stampo satanico (come le Bestie di Satana, ndr) e quelle derivanti dalla scuola di yoga, insomma non si finisce mai. Abbiamo moltissimi casi e non tutti possono essere seguiti dall’associazione dato che siamo un gruppo di volontari. Facciamo molto uso di internet con gruppi facebook quali: Soka detox, via dalla soka, ecc. Oltre al sito ufficiale dell’associazione abbiamo un avvocato che segue i casi più importanti e due psicologi per lo stesso scopo.”

Cosa può fare chi è vittima di una setta

C’è un filo conduttore tra le persone che si rivolgono a voi per uscire da una situazione simile?
“Abbiamo molti più casi di familiari che si rivolgono a noi che vere richieste di aiuto da adepti, abbiamo qualche caso di apostasia. Il filo conduttore è l’impotenza dei familiari a trovare una nuova forma di approccio al problema, spesso drammatico, in altre parole la perdita di personalità della vittima agl’occhi non solo dei familiari ma delle persone del suo insieme di conoscenze.”
Cosa dice la legge italiana al riguardo? Chi è vittima di una setta cosa può fare per far valere i propri diritti?
“Non vi alcuna legislazione che protegga il plagiato (il reato di plagio è stato depenalizzato oltre 20 anni fa), oggi un avvocato deve ricorrere ad altri appigli per cercare di difendere più che la vittima la sua famiglia, il coniuge, i figli, ecc. Si parla quindi di mobbing, stalking e violenza domestica.”
Qual è la differenza tra setta e massoneria?
“In poche parole la differenza sostanziale tra la libera muratoria e una setta si fonda sul fatto che mentre una setta ha un carattere dogmatico e, quindi, impone ai suoi adepti il rispetto di determinate verità e dogmi, la libera muratoria si fonda sui principi di libertà, uguaglianza e fraternità: non impone alcun dogma, né religioso né morale. A parte questa definizione non mia, la massoneria non accetta donne mentre nelle sette segrete le donne spesso sono i veri cavalieri e grandi portatori di nuovi adepti nonché i veri defensor fidei.”

Gli abusi compiuti dalle sette

Quali abusi si possono arrivare a subire all’interno di una setta?
“Di tutto e di più. Da quello meno doloroso della sottrazione di danaro sotto mille forme a quelle molto più dolorose dell’abbandono del contesto familiare, degl’amici, del lavoro fino al plagio sessuale sotto forma di abuso sia cosciente che incosciente.”
Perché un adepto di una setta trova così tante difficoltà ad uscire?
“Le apostasie sono sempre difficili da affrontare perché dover abbandonare un qualcosa in cui si è creduto implica uno sforzo di auto coscienza non indifferente. Uscire da un gruppo settario equivale a rimettersi in gioco, trovare nuovi appigli, cercare nuovi punti di riferimento. Se poi i legami familiari sono stati interrotti riprenderli è un ulteriore scommessa con se stessi. In alcuni casi la setta è anche la tua unica fonte di reddito (anche se aleatoria) e lasciarla significa incorrere nella miseria.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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