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Tumore non operabile a 24 anni: raccolta fondi per cure alternative

Una storia drammatica legata ad una terribile malattia e ad una piccola speranza da coltivare fino in fondo per non lasciare nulla di intentato.
Giovanni è un ragazzo di 24 anni di Catania con una moglie e una bimba piccola; in passato, 5 anni fa, ha perso il fratello di 17 anni per un aneurisma cerebrale. Una sfida dura da affrontare che tuttavia non è stata l’unica.
Circa 1 anno e mezzo fa a Giovanni viene diagnosticato un cancro al cervello non operabile; i medici del Policlinico di Catania si accorsero subito della gravità della situazione e la famiglia decise di affiancare i trattamenti tradizionali, quali la chemioterapia, a cure alternative.
Terapie sperimentali che hanno un costo notevole e che la famiglia non riesce a sostenere. Per questa ragione Cannabis Cura Sicilia Social Club, nata dall’esigenza di informare malati e medici sulle proprietà terapeutiche della Cannabis, decide di sostenere la battaglia di Giovanni aprendo una raccolta donazioni sul portale Buonacausa.org.
Per raccontare la storia di Giovanni ci siamo rivolti direttamente al Cannabis Cura Sicilia Social Club che ha dato il via alla raccolta.

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La storia di Giovanni D’Ambra:

Raccontiamo brevemente la storia di Giovanni D’Ambra?
“Da quando a Giovanni venne diagnosticato il tumore al cervello non curabile, decise di affiancare alcuni trattamenti fuori dal protocollo alle cure tradizionali (chemioterapia). Dopo un primo miglioramento, purtroppo, si è evidenziata una progressione della malattia. Motivo per il quale Giovanni vorrebbe inserire alcune terapie integrate. Parliamo soprattutto di cannabis terapeutica in forma di resina, ipertermia oncologica profonda e un protocollo integrato composto da una serie di sostanze fitoterapiche. Tutte cure che hanno un costo elevato che la famiglia, al momento, non può sostenere ( leggi: http://www.cataniatoday.it/cronaca/anfe-licenziata-stipendi-arretrati-25-gennaio-2017.html ). Per questo abbiamo deciso di aprire una raccolta di donazioni a sostegno di tutte le cure che dovrà sostenere nei prossimi mesi.”
Come si è sviluppata l’idea di proporre la raccolta fondi?
“L’idea è nata ad una nostra amica ligure, Valentina Zuppardo. Anche lei ha dovuto affrontare una storia simile per il marito affetto, anch’esso, da tumore cerebrale inoperabile. Ci ha contattati chiedendo di aiutare Giovanni, poiché conosce la madre Margherita Vicari. Abbiamo preso subito a cuore questa storia e non potevamo far a meno di aiutare questa splendida famiglia. Da un’idea precedentemente attuata per il marito, Valentina ci ha consigliato di iniziare una raccolta fondi su buonacausa.org. È possibile effettuare una donazione tramite PayPal o bonifico.”

Il Cannabis Cura Sicilia Social Club:

Di cosa si occupa la vostra associazione Cannabis Cura Sicilia Social Club?
“L’associazione vuole informare i malati, i medici, gli studenti e la gente comune, promuovere ricerche sul territorio regionale e nazionale, aprire un dialogo con ogni progetto di sviluppo ecosostenibile in riferimento alla cura con la cannabis medica. Il Social club è stato concepito per tutelare i diritti del malato, contribuire allo sviluppo di una politica sulla cannabis, dare sostegno concreto ai malati che abbiano difficoltà di approvvigionamento del farmaco ispirandoci a modelli virtuosi come i Cannabis Social Club europei.
C’è molta esigenza di informazione in materia di cannabis medica?
“Assolutamente si. È fondamentale andare ad approfondire e promuovere nuove forme di approccio alla medicina per pazienti, medici e ricercatori. Oggi come oggi l’accesso alla cura con cannabis è ancora difficoltoso per i pazienti.”

Curarsi con la Cannabis medica:

La cannabis terapeutica in forma di resina, che si richiede per Giovanni, come va a interagire con la sua patologia?
“Rispondiamo anche tramite la SIMN (Società Italiana Medicina Naturale) che collabora con la nostra associazione fornendo supporto scientifico. Purtroppo, non conoscendo a pieno tutta l’anamnesi, possiamo solo dire che i vari sintomi correlati a questo brutto male possono essere tenuti sotto controllo grazie alla cannabis (che non è ovviamente una cura per i tumori, ma è impiegata per alleviare fastidi connessi, ndr). Ma Giovanni non ha bisogno solo della cannabis; da quanto ci ha riferito la madre necessita di altri trattamenti integrati, piuttosto costosi, per migliorare la propria qualità di vita; come ad esempio la ‘ipertermia oncologica’. Purtroppo questo tipo di cure è totalmente a carico del paziente.”
A che punto è il percorso della cannabis per finalità curative in Italia?
“Pur avendo Università, Centri di Ricerca Scientifica di eccellenza con ricercatori di tutto rispetto e Bio-Tecnologie all’avanguardia, l’Italia purtroppo non garantisce libero accesso a ricerca e sperimentazione dei Fitocannabinoidi. In molte regioni le leggi in materia sono state approvate ma i farmaci a base di cannabinoidi sono difficili da reperire, costosi e limitati nella scelta.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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