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I Reduci Garibaldini: a rischio il taglio ai fondi

La scure della recente manovra promossa dal Governo per cercare di far cassa ed evitare il definitivo tracollo dei conti italiani si è abbattuta (o meglio, ancora lo dovrà fare) su diversi settori della società causando malcontento generico e diffuso.
Tra i provvedimenti adottati non è mancato nemmeno uno storico cavallo di battaglia cavalcato spesso in casi come questi quando cioè vi è bisogno di tirare la cinghia. O almeno, sbandierato: stiamo parlando della soppressione dei cosiddetti enti inutili e, come sempre in queste circostanze, è partita la caccia ad indicarne il maggior numero.
La manovra ha infatti previsto la chiusura immediata per gli enti con meno di settanta dipendenti, escludendo tuttavia da questo novero gli «enti di particolare rilievo» che saranno specificati in un apposito decreto.

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Enti inutili e risparmi:

Ciò anche a seguito delle numerose polemiche sorte dopo l’approvazione del provvedimento stesso, quando cioè ci si è resi conto che, in base a questi parametri, tra gli organismi da tagliare sarebbe rientrata anche l’Accademia della Crusca, ovvero l’istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana. Fatto che aveva causato una levata di scudi da parte di molti intellettuali (più o meno tali) nonché dello stesso ministro della Cultura, Giancarlo Galan.
Tra i diversi enti indicati per subire tagli ai finanziamenti pubblici vi è anche l’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini (Anvrg), associazione portatrice di storia già dal nome ma, per alcuni, sarebbe anacronistica e rappresenterebbe uno spreco: come è possibile, si chiedono in molti, parlare di reduci garibaldini nel 2011?
“Eravamo già stati avvertiti che ci avrebbero tagliato il contributo, per cui non è una sorpresa; quello che invece ci sorprende è che alcuni grandi giornali, mostrando evidentemente scarsa cultura, abbiano scritto cose del tipo <ma chi sono questi reduci garibaldini, ma non sono tutti morti?> Ebbene ci tengo ad informarli che i garibaldini hanno combattuto come volontari nella II Guerra mondiale ed hanno preso il nome di volontari garibaldini: questi adesso saranno pur 90enni ma sono ancora vivi. Non è giusto questa allusione da parte di chi evidentemente non ha cultura.

I Reduci Garibaldini:

A parlare è Annita Garibaldi Jallet, direttrice Ufficio Storico Anvrg – Museo di Porta San Pancrazio – Roma, cognome imponente come facilmente intuibile: “sono discendente diretta di Garibaldi – ci dice con orgoglio – mio padre era il figlio del figlio di Giuseppe.”
Ebbene, torniamo ai tagli all’ Anvrg
“Già all’epoca della prima manovra eravamo stati scelti per esser tra quelli che avrebbero subìto tagli ai finanziamenti pubblici ed avevamo esposto le nostre ragioni al ministero della Difesa:  per noi non è una novità”
Qual è l’importanza della vostra associazione?
“Quella dei garibaldini è una associazioni della memoria, dove anche figli, amici e discendenti dei garibaldini si ritrovano per difendere il ricordo;  la nostra associazione quindi ha un’ utilità specifica di memoria, che tra l’altro è una memoria anche abbastanza recente dato che i garibaldini, come detto, hanno avuto un ruolo importante nella I e II Guerra mondiale. Quindi non si parla solo di Risorgimento ma anche di periodi più recenti, e ci sono molte persone interessate a questa parte della storia.”
Quindi, secondo voi, chi sostiene che la vostra associazione sia anacronistica sbaglia?
“Innanzitutto vorrei fare una precisazione; la cosa non è esattamente così come è stata detta o scritta. Si può cancellare il contributo che riceviamo, ma l’associazione invece non può essere cancellata, non siamo nel fascismo. Noi continuiamo a vivere serenamente e abbiamo anche altri modi di finanziarci. Detto questo, rimane pur vero che come associazione combattentistica stiamo perdendo, anno dopo anno e per ragioni anagrafiche, i nostri combattenti. Questo è il motivo per il quale ci troviamo con pochissimi contributi, intendo sempre da un punto di vista di contributi in quanto associazione combattentistica.”
In percentuale, a quanto corrispondeva la parte di finanziamenti che ricevevate?
“Per quanto riguarda la percentuale, non ricordo precisamente anche perché non me ne occupo direttamente io; so che l’ultimo finanziamento che ci è pervenuto è di 5000 euro e, molto probabilmente, sarà l’ultimo che riceveremo da parte del ministero della Difesa.”

Finanziamenti pubblici ai garibaldini:

Come farete a sopravvivere senza questi finanziamenti?
“Per il nostro futuro stiamo vedendo come orientarci, abbiamo già una serie di attività culturali in piedi, altri modi per finanziarci che derivano ad esempio dai nostri cimeli, dai musei e da iniziative culturali a memoria dei nostri combattenti; abbiamo anche contributi privati ecc… probabilmente in virtù di questo dovremmo avere, questa volta dal ministero Cultura, un supporto ed un aiuto.”
In sostanza si interromperà il finanziamento da parte del ministero della Difesa e ne otterrete subito un altro dal ministero della Cultura?
“Non abbiamo ancora fatto niente di concreto, dobbiamo capire come si evolveranno alcune situazione e come si orienterà la Confederazione delle Associazioni Combattentistiche, associazione cui apparteniamo e che distribuisce i contributi che riceve dallo Stato. Non sappiamo ancora se la Confederazione continuerà o meno a ricevere questi contributi. Inoltre noi partecipiamo alle manifestazioni dell’ Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), fattore che per noi rappresenta un altro aspetto vitale per sopravvivere. Poi in quanto associazione combattentistica partecipiamo, con il nostro labaro, a varie cerimonie militari in tutta Italia.”
E’ questo il motivo che potrebbe causare problemi con il ministero della Difesa per i finanziamenti che percepivate?
“Senz’altro, in quanto associazione abbiamo compiti ed impellenze dei quali dovremmo discutere; ad esempio su come proseguire il nostro operato se non avremo neanche il contributo per pagare il garibaldino di turno che, mandato dal ministero della Difesa, deve recarsi alla commemorazione di un monumento. Quindi prima di dire che ci rivolgeremo al ministero della Cultura, vediamo come si definirà la storia con quello della Difesa.”
Per concludere, ritenete che, in qualche modo, data la crisi economica profonda questi tagli siano giustificabili e sopportabili?
“Naturalmente tutti devono fare la loro parte; certo, magari fa un effetto strano che la debbano fare maggiormente coloro che hanno utilità sociale e che, viceversa,  quelli con redditi alti debbano brontolare per questi tagli. È un discorso magari qualunquista, me ne rendo conto, ma è così. Detto questo, tutti devono rivedere il loro ruolo e ci sono molte associazioni che, ad esempio, di ruolo non ne hanno più alcuno: per intenderci, è giusto che ci sia una valutazione seria da parte dello stato di tutte queste realtà. Noi non abbiamo niente da nascondere, è tutto alla luce del sole, mentre esistono altre associazioni solo sulla carta.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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