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30 bambini autistici a rischio abbandono

L’Anffas Onlus, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, è una grande associazione non lucrativa di utilità e promozione sociale, che riunisce genitori, familiari ed amici di persone con disabilità affinché sia loro garantito il diritto ad una vita libera, tutelata e il più possibile indipendente.
E’ presente da più di 50 anni sull’intero territorio, dove attualmente opera, prevalentemente su base di volontariato, con 181 associazioni locali, 16 organismi regionali e 45 enti autonomi, garantendo quotidianamente servizi e supporto ad oltre 30.000 persone disabili.
Il prezioso lavoro di Anffas si svolge sia nelle sedi dell’Unione Europea che nelle piccole realtà locali: tuttavia la sede di Ostia, nella Regione Lazio, attualmente è a rischio chiusura totale di tutti i servizi.

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Chiude il progetto destinato a 30 bambini autistici:

La Asl Roma D, infatti, non paga l’associazione da Settembre 2009 e ha imposto, senza un perché, le dimissioni di 30 bambini autistici al centro di anomale peripezie burocratiche da svariati anni, con la conseguente chiusura dei progetti a loro destinati.
I debiti di tale Asl verso l’associazione ammontano, per il solo autismo, a circa 700.000.00 euro e, in assoluto, a quasi 2 milioni. La Regione, anche in tempi recenti, aveva garantito pubblicamente la risoluzione dell’intera questione, ma di fatto le strutture pubbliche competenti continuano a non fornire le risorse economiche necessarie, imprescindibili per l’operatività dell’associazione in merito ai progetti di aiuto e assistenza socio-sanitaria verso i bambini autistici.
Il Direttore Generale di Anffas Ostia Onlus, Stefano Galloni, telefonicamente ci illustra nel dettaglio questa situazione, verso cui non nasconde la sua rabbia: “il nostro contributo è decisivo per le persone e le famiglie con problematiche relative alla disabilità e all’autismo. Non a caso, infatti, la nostra sede opera in uno dei territori più problematici e più bisognosi della regione Lazio proprio per quanto riguarda i bambini con il complesso problema dell’autismo.

Mancata erogazione dei fondi: ci si finanzia da soli

La mancata erogazione dei fondi, da circa un anno, ci ha costretto ad utilizzare tutte le nostre risorse per poter continuare a garantire un servizio che è unico a livello italiano. Improvvisamente ci è stata ordinata dalla Asl la chiusura dei servizi per motivi di bilancio, nonostante la presenza di 500 ragazzi in lista di attesa e 200 lavoratori: su questa situazione che si è creata dovrebbe intervenire direttamente la Regione Lazio.
A Marzo Renata Polverini è stata qui e pubblicamente aveva detto che avrebbe risolto il problema avendo anche constatato la grande efficienza e serietà del nostro centro, ma attualmente non è ancora cambiato nulla. Il punto, anomalo, dell’intera vicenda è che qualcosa si va sempre a bloccare quando interviene la burocrazia. Dovremmo ricevere un budget annuale, con relativo piano di rientro, ma da 4 anni tutto ciò non avviene per quanto riguarda l’autismo.
I finanziamenti li prendono associazioni a cui nemmeno spetterebbero mentre noi rischiamo la chiusura: non è possibile che al nostro centro venga riservato un trattamento, come dire, ‘di un certo tipo’ rispetto ad altre realtà: chi di dovere applica di fatto due pesi e due misure. Aiutiamo da anni questi 30 bambini affetti da autismo, ma con la chiusura dei progetti la situazione diventa esplosiva, considerando che abbiamo anche altri 400 bambini in lista di attesa che rimarranno ugualmente senza aiuti se le cose non si sbloccano.
La burocrazia regionale continua inspiegabilmente a stopparci. Alcune associazioni, ripeto, usufruiscono dei finanziamenti anche avendo meno di 30 bambini autistici da dover aiutare, ma da noi i soldi non arrivano: cosa devo pensare?”.

La protesta degli ‘onesti’:

Per tutte queste ragioni è nata la “Mobilitazione degli Onesti”, un movimento che sta raccogliendo il sostegno di tutti i cittadini, associazioni e istituzioni che appoggiano e sono solidali con la situazione dell’associazione e dei genitori del progetto autismo.
Si tratta di una protesta singolare, che consiste nell’invio di un fax, scaricabile dal sito dell’associazione, destinato alla Presidenza della Regione Lazio per il riconoscimento del budget in grado di garantire il minimo assistenziale, quello che occorre alle esigenze dell’utenza per continuare a fornire i servizi di aiuto sul territorio. Come continua a spiegarci Stefano Galloni:
“abbiamo chiamato così la nostra protesta perché rischiare di fa chiudere un centro che ha sempre lavorato nel rispetto di tutte le regole con il massimo delle prestazioni, cosa che non tutti fanno, è inaccettabile. Noi rispettiamo tutto, superiamo ogni tipo di controllo e non ci sta bene dover chiudere per questioni burocratiche discutibili, per le quali deve intervenire chi di dovere. Siamo forse l’unico centro ad aver ricevuto 14 controlli negli ultimi 3 anni, tutti passati nel rispetto della massima legalità.
In altri centri che invece percepiscono i finanziamenti queste cose non avvengono. Mi sembra quanto mai anomalo il trattamento che ci viene riservato, anche perché le risorse che ci sono state erogate negli anni sono sempre state spese nel modo corretto. Noi continuiamo a mandare fax e aspettiamo una convocazione dalla Regione Lazio, dato che la Asl ci ha intimato di dimettere a breve i nostri pazienti. Siamo un’associazione onesta e ci sono di mezzo dei bambini bisognosi di aiuto: quello che sta accadendo non è giusto”.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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