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Giornalismo online e scrittura per il web: cosa sta cambiando

Il giornalismo sta cambiando: fino a qui si è tutti d’accordo e non si sta scrivendo niente di particolarmente trascendentale. Sono passati un po’ di anni, non troppi ma comunque iniziano ad essere un bel po’, da quando il giornalismo (si sta parlando qui del giornalismo scritto, non di tv o radio) era appannaggio esclusivo dei giornali cartacei.
Bei tempi, sospirerà qualcuno; si stava meglio quando si stava peggio. Forse è così. Certo è che, da alcuni anni, si è assistito ad una nuova tendenza dell’informazione, sempre più orientata alla multimedialità e ad una maggiore facilità di accesso alle notizie. Anche qui, nulla di nuovo; che l’informazione ormai si sia spostata in rete è cosa nota.
Né serve il veggente di turno che ci venga a dire come i giornali cartacei siano destinati a morire. Se ne parla da anni e forse sarà così; per altri i giornali cartacei sono pur sempre destinati a rimanere a lungo anche se perderanno via via utenti. E quindi sponsor. E quindi soldi.

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Giornali online e scrivere per il web:

Il giornalismo in rete è ormai una realtà consolidata e tutti ne conoscono vizi e virtù: internet ha sicuramente dato la possibilità di avere più fonti, di poter ascoltare più voci, di poter accedere più facilmente, e nella maggior parte dei casi anche gratuitamente, alle notizie. Di contro, perché ogni cosa non può essere solo positiva o solo negativa, l’ormai noto fenomeno della attendibilità delle fonti e delle notizie che circolano in rete.
Scrivere per il web è, oggi, un esercizio che può essere praticato da chiunque. Tutti possono tirar su un sito, un blog e sostenere di fare giornalismo. Per il web ma pur sempre giornalismo. E allora, come sempre, per uscirne ecco che subentrano fattori legati alla qualità e alla attendibilità delle fonti; questi fattori tuttavia non sono solo legati alla reputazione di chi sta scrivendo sul web. Sono anche legati ad aspetti strettamente tecnici e squisitamente scientifici che non tutti conoscono.
Perché se da anni ci dicono che il giornalismo classico è morto a vantaggio del giornalismo 2.0, ovvero del giornalismo online, in pochi sanno che anche questa forma di informazione sta man mano cedendo il passo. E che, forse, dovremmo prepararci ad accogliere il giornalismo 3.0.

La questione dell’ attendibilità dei giornali online:

Secondo i dati forniti da Google, internet ha da poco sforato il traguardo di 1 miliardo di siti presenti nella rete: un dato eclatante che ci spinge ad alcune riflessioni. Fermo restando che, per fortuna, la gran parte di questi siti non sono di informazione e quindi il dato relativo al giornalismo online è sicuramente circoscritto di molto, viene tuttavia da chiederci: come possiamo far emergere i nostri contenuti in un mare di siti così grande?
Si rischia che, il nostro articolo, per quanto ben scritto sia la cosiddetta goccia nell’oceano. Naturalmente, come dicevamo in precedenza, alcuni fattori tipici del giornalismo classico continuano a permanere: se si scrive per un giornale online di chiara fama e reputazione, indubbiamente si ha maggior facilità a far emergere i propri articoli. E questo perché, parlando di giornalismo, anche nell’online avere alle spalle un brand forte (come nel caso dei giornali storici italiani) è già di per sé sinonimo di attendibilità.
Fermo restando che chiunque può prendere la cantonata, una notizia postata sul sito di Repubblica, del Corriere della Sera o del Fatto Quotidiano ispirerà senz’altro negli utenti più fiducia della stessa notizia trovata su un sito di un giornale online piccolo, di nicchia e magari il cui nome non si è mai sentito prima.
Anche qui niente di nuovo sotto il sole; è la legge del mercato e della potenza del brand. Ma questo può valere per 5 o al massimo 10 siti italiani di notizie. E negli altri casi?

Scrivere per il web: sempre più una disciplina scientifica

Negli altri casi diventa fondamentale riuscire ad emergere dalla grande quantità di siti di informazione presenti nella rete; operazione non sempre facile anche perché, soprattutto negli ultimi anni, internet sta cambiando. Anche se non molti lo sanno.
Tutto parte dal dato di cui sopra, ovvero quello relativo al miliardo di siti presenti in rete; da alcuni anno Google, che è il motore di ricerca indubbiamente scrivere-per-la-retepiù utilizzato, sta tentando di dare una sistemata ai risultati di ricerca premiando la qualità. E da allora la rete è stata stravolta al punto che è nata una disciplina sostanzialmente scientifica, la Seo (Search Engine Optimization, ottimizzazione per i motori di ricerca per l’appunto), che ha gettato nel panico molti gestori di siti. Che si sono visti penalizzati.
Perché, diciamocelo chiaro, dipende tutto da qui; essere nelle prime posizioni o comunque nelle prime pagine sui motori per una determinata chiave di ricerca (che possa essere ‘notizie di politica’ o ‘giornali che trattano notizie di sociale’ ecc…) fa la differenza. Tra lo stare nelle prime posizioni e il comparire molto dietro nei risultati di google ci passa la vita: per dirla in termini più spicci, nel primo caso si fanno accessi, nel secondo caso nessuno visiterà il nostro sito. Chiaro no?

Come scrivere articoli per la rete al giorno d’oggi?

Al di là del panico nel quale sono stati gettati molti gestori di siti e autori di articoli per la rete, da quando google ha iniziato a premiare la qualità dei siti piuttosto che la quantità, qualcosa è migliorato: forse in molti si saranno accorti di come nei risultati di ricerca si dia sempre più risalto a contenuti autorevoli e qualitativamente validi mentre vengano mandati giù siti scarsi, di qualità infima e che un tempo riuscivano comunque a salire.
Potenza di google, che ormai è sempre più intelligente ed è in grado di distinguere un sito di qualità da uno che scopiazza a destra e a manca o che utilizza altri espedienti per fare accessi: ecco allora che lo scrivere per il web utilizzando tecniche Seo è diventato un must per chiunque voglia fare giornalismo online.
Certo, è un qualcosa di un po’ più scientifico e di un po’ meno umanistico, se la vogliamo mettere sotto questo punto di vista: in sostanza bisogna lasciare un po’ da parte il mito della scrittura giornalistica di una volta e se si possiede uno stile di scrittura bello, ricco e colorito si deve avere il coraggio di reprimerlo parzialmente a vantaggio di una scrittura più semplice, lineare, schematica e adatta alla rete.
D’altra parte tentare di emergere in internet è ormai una guerra e, se una guerra la si vuole vincere o comunque tentare di non perderla, diventano fondamentali i sacrifici e le rinunce.

Verso un giornalismo 3.0?

Se anche il giornalismo 2.0, quello che da anni ha preso il sopravvento e che in molti, a partire da Beppe Grillo ma non solo lui, vedono come potenziale carnefice del giornalismo classico, stia già invecchiando, ancora non è dato sapersi. Lo sapremo con ogni probabilità a breve.
Certo è che da un paio di anni la rete sta mutando radicalmente; si è assistito ad un boom di siti e ad una tale quantità di informazioni immesse nel web che necessariamente si è dovuti arrivare a una regolamentazione. Fortunatamente, una volta tanto, questa regolamentazione è stata a vantaggio della qualità dei contenuti dei siti.
futuro-del-giornalismoEcco perché chiunque voglia scrivere per il web nel 2014 non può non conoscere queste dinamiche e non può ignorare discipline quali la Seo, il Web Writing e tutto quanto ruota intorno al mondo dei contenuti della rete. A meno che, come dicevamo sopra, non sia abbia la fortuna di scrivere per una ristretta cerchia di siti che godono di un notevole prestigio e che, di conseguenza, possono permettersi di ignorare le dinamiche della rete pur restando comunque un riferimento nel web.
Il tutto, è bene precisarlo, facendo salvi i doveri che caratterizzano il lavoro di un buon giornalista tanto per il cartaceo quanto per la rete come attendibilità delle fonti, verifica della notizia ecc…ma qui non stiamo parlando di questo.

Necessità di cambiare il proprio stile giornalistico:

Chi scrive per i pochi giornali online di fama nazionale può quindi ignorare le dinamiche della rete mentre tutti gli altri devono darsi da fare per apprenderle; detta così può sembrare un’estremizzazione, ma non va poi troppo lontano dalla realtà. Scordiamoci quindi la ridondanza giornalistica del nostro stile di scrittura e aboliamo le finiture barocche nello scrivere testi per il web a vantaggio di uno stile secco, diretto, chiaro e sintetico.
Qualcuno sicuramente storcerà il naso leggendo queste affermazioni. Ma, d’altra parte, siamo arrivati ad un punto nel quale questa presa di coscienza è necessaria: è la rete, bellezza.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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