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Cottarelli contro il Referendum. Carlo Mani di Forbici non vuole tagli

Googolando qua e là può capitare di imbattersi in una notizia del tutto irrilevante, ma d’altra parte non si può sempre parlare di cose serie. Quindi può capitare il caso che si legga di un evento accaduto in quel di Vescovato, Vescuaàt in dialetto vescovatino, ridente paesino di quasi quattromila anime in provincia di Cremona dove viene data la cittadinanza onoraria nientepopodimenoche a Cottarelli Carlo. Urca!
Cottarelli Carlo appartiene alla casta degli economisti, cioè a dire quelli che ti diranno domani, con grandi dettagli e dotta scienza perché quello che avevano previsto ieri oggi non si è verificato. In virtù del suo curriculum al Fondo Monetario Internazionale il Cottarelli Carlo fu chiamato nel 2013 da tale Letta Enrico, quando ancora non sapeva di dover star sereno, a rivedere l’italica spesa pubblica e lui ci si è messo di buzzo buono ipotizzando tagli a non finire. Dove la calcolatrice ha prevalso sul buon senso.

I tagli di Cottarelli nel 2013

Per esempio, tanto per citarne alcuni tra i più lungimiranti: tagli alle sedi decentrate dello Stato, ai vigili del fuoco, alle capitanerie di porto, all’illuminazione pubblica fino ad arrivare alla sanità pubblica. Sai che bello se quel piano fosse stato messo in pratica. Fu in quel periodo che, negli ambienti che contano, fu soprannominato Carlo Mani di Forbici. Però questo è il passato.
Il presente racconta di massiccio prezzemolismo sui media e ad ogni manifestazione possibile fino ad arrivare a quella di Vescovato dove il Cottarelli Carlo ha raccontato della sua ambizione-aspirazione-desiderio: entrare in politica «mi piacerebbe – ha detto – perché uno a fare sempre il predicatore si stufa». Che come motivazione è senza dubbio pregnante, non c’è che dire: sapesse come si stufa un operaio a far sempre il solito lavoro con l’aggravante di un basso salario.

Carlo Cottarelli contro il Referendum

Naturalmente l’ingresso in politica richiede una presa di posizione sui fatti immediati: il referendum, tanto per dire. E qui il Cottarelli Carlo è deciso sul votare “no”. E anche qui le motivazioni sono indubbiamente forti: innanzi tutto è un taglio lineare, e questo, parole sue «è stupido» (https://www.open.online/2020/09/04/cottarelli-taglio-parlamentari-referendum/).
Mica come la cancellazione del Senato, che lui aveva proposto. Quello non era lineare era verticale. Bah! In più, seconda motivazione cottarelliana, questa riduzione dei parlamentari non porta grandi risparmi: secondo i suoi calcoli, diamoli per buoni, solo 57 milioni all’anno pari allo 0,007 della spesa pubblica italica.
Giusto un caffè per italiano come enfatizza Pierferdinando Casini in uno spot televisivo. In sostanza 57 milioni sono bruscolini. Nessuno che abbia fatto notare a questo novello aspirante Pericle che tutte le democrazie occidentali si sono dotate di due Camere secondo la logica dei pesi e contrappesi. E questo per evitare che una sola Camera non abbia controllo e possa sparare idiozie a raglio.

Quanto di risparmierebbe con il taglio dei parlamentari?

Quindi abolirne una questo sì è stupido. Così come nessuno gli ha fatto notare che con 57 milioni di euro all’anno si possono costruire tanto per dire 15 scuole, magari piccole in zone disagiate o 5 ospedali, magari piccoli in zone disagiate. Quindi prima di far andare le calcolatrici meglio mettere in moto il cervello.
Tutto ciò posto viene la domanda delle cento pistole: con chi si può candidare il Cottarelli Carlo? In questo ha le idee molto molto chiare: «Uno potrebbe anche farsi il suo partito. – Ha detto – Ma non so se sono capace di essere un bravo politico». Ecco bravo, rifletta sulla sua seconda frase: non sa se ne è capace. Bene, rifletta e si ricordi del partito di Mario Monti che nacque come Scelta Civica e morì come Sciolta Civica. Di un altro simile esperimento non se ne ha bisogno. Continui a pontificare nelle televisioni: il danno è minimo.

Pubblicato in Satira

Scritto da

Castruccio Castracani

Blogger satirico, polemico, dadaista, ghibellino, laico, uomo d'arme e di lettere - Il Vicario Imperiale

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