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Casinò: in Italia sono 4 e tutti al nord. Dal sud si parte per l’estero

Che il gioco d’azzardo sia una grande passione è cosa risaputa; un amore viscerale che spesso sfocia anche nel patologico dando vita a comportamenti a rischio come la ludopatia, inserita nel Lea per la sua pericolosità.
Ebbene come ogni passione che si rispetti anche quella del gioco d’azzardo è di difficile gestione; chi ne è governato viene quasi posseduto da un demone che lo invoglia costantemente a giocare. Un richiamo irrefrenabile che, purtroppo, riguarda oggi milioni di italiani.
Non a caso partendo da questa contingenza negli ultimi anni i giochi online hanno letteralmente spopolato nel nostro paese; dai casinò online al poker, slot machine e lotterie varie. D’altra parte l’offerta è piuttosto ampia e gli utenti sono in costante crescita.
Lasciando per un attimo da parte l’universo del web, che ha stravolto le abitudini in tutti i campi, anche quello del gioco, focalizziamoci sui casinò tradizionali; quelli fisici, per intenderci. Che, a dispetto della legge in Italia ci sono.

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I casinò in Italia: perchè ci sono?

L’Italia ha una lunga tradizione in materia di gioco d’azzardo; e un casinò è letteralmente un luogo fisico dove è consentito giocare d’azzardo. Negli altri luoghi il gioco è vietato, negli spazi appositamente creati viceversa, si può.
In Italia ci sono quattro casinò che operano in deroga ad un codice penale che in teoria vieterebbe questa pratica, ma che poi in pratica è piuttosto lacunoso. I casinò autorizzati presenti in Italia sono: Campione d’Italia (Casinò di Campione), Saint-Vincent (Casino de la Vallée), Sanremo (Casinò di Sanremo), Venezia (Casinò di Venezia).
Il gioco d’azzardo è quindi vietato in ogni suo aspetto e per legge viene sanzionato “il comportamento di chi organizza tecnicamente, dirige, agevola o amministra, allestendo all’ occorrenza i mezzi utili, una casa da gioco.” Tuttavia si va poi a tollerare la presenza di questi quattro casinò in luoghi appositamente selezionati perchè secondo il legislatore italiano si tratta di luoghi che si trovano al confine con l’estero.
Ecco allora che la prima esigenza è di carattere utilitaristico: evitare la fuga verso paesi stranieri che hanno casinò legali, quali Slovenia e Croazia.

Casinò legali in Italia:

In sostanza, dato che al nord ci sarebbero sirene tentatrici troppo vicine dal punto di vista fisico, si è scelto di autorizzare lo sfruttamento legale del gioco d’azzardo onde evitare fughe.
I casinò di Saint-Vincent (nato tra l’altro su iniziativa autonoma della regione Valle d’Aosta) e Sanremo si trovano al confine; Campione d’Italia è addirittura è un comune in provincia di Como e che un tempo era enclave svizzera; la stessa Venezia sorge di fronte a Slovenia e Croazia, due paesi dove la presenza dei casinò è legale.
E allora, questo è stato il pensiero del legislatore, perchè favorire la fuga, nemmeno troppo complicata, di giocatori e di capitali verso l’estero? Meglio concedere in deroga alla norma poche e circoscritte licenze.

La fuga dal sud versò i casinò esteri:

Al nord quindi, si aprono casinò perchè si è troppo vicini a luoghi esteri e si potrebbe assistere ad una fuga. E al sud? Chi ha legiferato avrà pensato che il meridione è lontano dai luoghi di tentazione esteri e di conseguenza per loro non era necessario alcun intervento.
Ma, come si dice, si erano fatti i conti senza l’oste. O per dirla meglio, senza il croupier. Perchè ultimamente si assiste a un fenomeno particolare tipicamente italiano improntato al “fatta la legge trovato l’inganno.”
Ci sono molte sono società operanti nel settore del gioco d’azzardo che organizzano viaggi all inclusive per turisti / giocatori; pacchetti turistici compresi di volo verso una destinazione estera con casinò, Croazia o Slovenia su tutte data la vicinanza geografica.

Un danno per le casse dello Stato:

I viaggi, inutile dirlo, partono soprattutto dal centro e dal sud Italia; da Roma in giù. In poco meno di un’ora di volo in sostanza, si può bypassare il problema della mancanza di casinò al sud Italia.
E si va a creare un danno alle casse erariali dello Stato, visto che si tratta di giocatori italiani residenti nel nostro paese che vanno a giocare all’estero vista la mancanza di casinò al centro sud Italia. Proprio la contingenza che si è voluto evitare concedendo le quattro licenze al nord Italia.

La questione nuove licenze per casinò:

Il tema è piuttosto noto e non rappresenta certamente una novità; al punto che negli anni, i vari governi che si sono succeduti hanno pensato a vario titolo di concedere nuove licenze per casinò.
Salvo poi non farsene nulla. Quello che le società operanti nel settore del gioco d’azzardo hanno proposto è un business fruttuoso che va ad approfittare di una mancanza evidente del nostro paese. Ecco allora che l’unica soluzione potrebbe essere concedere nuove licenze di casinò.
E si è parlato spesso e volentieri di farlo soprattutto in prossimità di località turistiche, ma deve essere lo Stato a dirimere la questione onde evitare l’intervento della Corte Costituzionale.
Tutti i tentativi sperimentati per ottenere nuove licenze sono infatti naufragati proprio per questa mancanza legislativa.

Richieste per licenze di nuovi casinò:

I tentativi sono stati molti e tutti andati a vuoto; tuttavia l’argomento è estremamente importante e potrebbe portare notevoli vantaggi in termini economici e lavorativi.
Aprire nuovi casinò in Italia: nel 2007 la questione fu stroncata da subito da Giuliano Amato. Nel 2009 ci riprovò Berlusconi ma anche in quel caso non se ne fece nulla.
Eppure le richieste sono tante: in Italia lo scorso anno erano ben 14 e tutte finalizzate ad ottenere nuove autorizzazioni in vari comuni. Senza distinzione geografica nè di colore politico: dalla Toscana al Piemonte, dalla Toscana al Friuli passando per Sicilia e Calabria.

I numeri sui casinò italiani:

Un fronte comune per avere nuove licenze di casinò malgrado il fatto che negli ultimi 10 anni, dal 2004 precisamente, i quattro casinò autorizzati in Italia abbiano perso circa 1/4 del loro giro di affari.
Ciò probabilmente è dovuto al grande boom del gioco online. Il dato collima con un altro aspetto; nello stesso lasso di tempo è cresciuto il numero di giocatori italiani che si reca all’estero nei casinò.
In sostanza è pensabile che i giocatori italiani preferiscano i casinò esteri, probabilmente per un’offerta migliore e più varia. E allora ecco che modellando il sistema italiano su quello estero si potrebbe pensare di proporre un’offerta all’altezza per rendere nuovamente fruttuoso questo business.
Perchè d’altra parte, è solo una questione di soldi e di affari: e il proibizionismo storicamente non è mai stato in grado di produrre risultati da questo punto di vista.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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