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Ospedali psichiatrici giudiziari: se lo Stato non rispetta la legge

Gli ospedali psichiatrici giudiziari, quelle strutture che sono state definite per anni come i nuovi manicomi e che sono nati nel 1978 quando, con la legge 180 (legge Basaglia) si stabilì la definitiva chiusura dei manicomi veri e propri.
Erano 6 gli OPG operanti in Italia: Aversa, Napoli Secondigliano, Barcellona Pozzo di Gotto a Messina, Montelupo Fiorentino a Firenze, Reggio Emilia, Castiglione delle Stiviere (Mantova). Sei strutture che hanno ospitato fino a pochi mesi fa circa 1200 internati sanzionati con il TSO, trattamento sanitario obbligatorio che si dava solo nei casi di alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici e se gli stessi non vengano accertati dall’infermo.
Ebbene spesso e volentieri queste strutture hanno creato imbarazzo condito da polemiche; perchè sono spesso state descritte come strutture nelle quali i malati venivano trattati quasi come detenuti. Diverse inchieste sugli OPG sono state fatte negli anni e spesso quello che è emerso è stato esattamente questo.

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La decisione di chiudere gli OPG:

Ciò causò la decisione di chiudere definitivamente queste strutture per dar vita ad altre più accoglienti. Per la verità la chiusura ha subìto diversi slittamenti: prevista inizialmente per il 31 marzo 2013, era stata poi prorogata di un anno, quindi al 31 marzo 2014.
Nemmeno la seconda ipotesi era andata a buon fine e così si è arrivati ad un’altra proroga di un anno: ad aprile 2015 gli OPG vengono finalmente (e definitivamente) chiusi per essere sostituiti dalla REMS, strutture residenziali sanitarie gestite dalla sanità territoriale in collaborazione con il Ministero della Giustizia.
Si tratta fondamentalmente di strutture ricettive a carattere sanitario per accogliere pazienti con disturbi psichici e in grado di rispondere anche a esigenze di custodia. La loro attivazione è stata più volte rinviata sia per ritardi delle singole Regioni nell’organizzare il servizio; sia per il protrarsi, come detto,d ella chiusura degli OPG.

Negli OPG ci sono ancora detenuti:

Già, la chiusura degli OPG che avrebbe dovuto vedere il trasferimento dei pazienti che vi erano detenuti. Ma a quanto sembra così non è stato. Leggendo i dati forniti dal capo del Dap, vi sarebbero ancora 226 pazienti internati in 5 ospedali psichiatrici giudiziari italiani (Aversa, Napoli, Barcellona Pozzotso di Gotto, Reggio Emilia e Montelupo Fiorentino).
Un ritardo sostanziale nella chiusura definitiva di queste strutture e nel dimettere i pazienti, se si pensa che al 31 marzo 2015, data di chiusura degli OPG, nelle diverse strutture vi erano 689 detenuti. Oggi ve ne sono ancora 226.
Una situazione paradossale che ha portato alcuni detenuti a denunciare lo stato italiano per sequestro di persona: una serie di istanze dei pazienti per detenzione illegittima.
Alcune strutture poi, come ad esempio quella di Castiglione Fiorentino, sempre secondo la denuncia del Dap avrebbe soltanto cambiato targa chiamandosi REMS ma restando poi, nei fatti, “una struttura manicomiale”.

Superare gli OPG e aprire nuove REMS:

In definitiva, il processo di superamento degli OPG sarebbe ancora in essere e sta vivendo diversi intoppi e notevoli ritardi. Sarebbe indispensabile arrivare in tempi brevi ad un completo svuotamento degli OPG per poter affermare che la chiusura di queste strutture è stata definitiva.
Per quanto riguarda le REMS, attualmente sono 16 sul territorio italiano per 403 pazienti complessivi: un dato che dovrebbe rafforzarsi se, come sembra, a breve verranno aperte altre 5 strutture nel Lazio, Piemonte, Puglia, Campania e Toscana.
Secondo alcune realtà, in particolare ascoltando il parere del Comitato Stop Opg nato nell’Aprile 2011 con l’evidente obiettivo di far chiudere definitivamente queste strutture, i ritardi cui stiamo assistendo sarebbero un tentativo di boicottaggio della legge approvata in materia di chiusura.OPG
Assistiamo ad un boicottaggio (volontario o involontario?) che sta ostacolando la chiusura degli OPG e l’avvio della riforma. – si legge sul sito del Comitato Stop Opg – Ritardi vergognosi, in particolare di alcune Regioni; ed è facile vedere quali: chi non ha accolto subito i propri pazienti lasciandoli rinchiusi in Opg. Ma quasi tutte le regioni hanno interpretato male la legge 81, concentrandosi sull’attivazione delle Rems.
Quando invece è l’offerta di Progetti terapeutici individuali, preparati dai Dipartimenti di Salute Mentale, che permette alla magistratura di evitare la misura detentiva in Rems e optare per misure alternative, certamente più efficaci per la cura e la riabilitazione
.”

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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