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Misteri di Cronaca Nera

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Giovanni Scattone: uomo sospeso tra diritto di cronaca e diritto all’oblio

Chi sconta una pena, in Italia, può ritornare a vivere da uomo libero? Per la Costituzione si, per la legge di Dio pure ma per quella degli uomini con riserva.
“Rinuncio alla cattedra. Con l’insegnamento e la scuola ho chiuso e questa volta per sempre”. Giovanni Scattone sembra avere le idee chiare dopo giorni di polemiche in cui ci si è chiesti se sia giusto permettere a un docente, con un passato in carcere per omicidio, di insegnare a dei ragazzi. In particolare parliamo del ricercatore accusato di aver ucciso, senza un apparente motivo, la studentessa Marta Russo.
Un proiettile calibro 22 che in pochi istanti ha distrutto la vita di una ragazza e della sua famiglia. Marta Russo muore all’età 22 anni il 17 maggio1997, cinque giorni dopo essere stata raggiunta da un colpo di pistola mentre passeggiava all’interno della Città Universitaria, a Roma, nei pressi della facoltà di Giurisprudenza.

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Il delitto di Marta Russo

L’omicidio fu al centro di un complesso caso giudiziario più che altro per il suo lungo iter processuale con tante polemiche e l’opinione pubblica ben schierata tra innocentisti e colpevolisti, come succede sempre quando si tratta di cronaca.
L’inchiesta accertò che a sparare fu il ricercatore Giovanni Scattone che si trovava in facoltà con l’amico e collega Salvatore Ferraro. I due però, si sono sempre dichiarati innocenti. Scattone fu condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di omicidio colposo, mentre Ferraro 4 anni e due mesi per favoreggiamento.
Tra gli imputati però, c’era anche l’usciere della facoltà, Francesco Liparota, che fu inizialmente condannato per favoreggiamento e poi assolto nel 2003. Le indagini, forse pressate dall’opinione pubblica, facilmente hanno scartato altre strade. Ma le polemiche non si sono mai placate nonostante Scattone abbia scontato la sua pena in carcere, presso i domiciliari e ai servizi sociali.

Nessuna interdizione all’insegnamento: Scattone può insegnare

La Cassazione infatti, decise a suo tempo di non comminare le spese accessorie: non vi è stata l’interdizione all’insegnamento per Giovanni Scattone,Marta-Russo quindi, a decorrere dal giorno di fine pena, ha riacquistato i diritti civili e ha potuto tranquillamente accedere al concorso a cattedra, superandolo, nel 2012.
La pena non può essere più considerata come un solo castigo o una punizione per il detenuto e con riferimento all’articolo 27 della Costituzione, il trattamento del condannato deve essere inteso come programma di aiuto e correzione che si conclude alla fine della pena carceraria.
Il lavoro deve essere un’occasione di rilancio al di fuori del carcere. Perché non dare un’altra possibilità? Vista la rilevanza sociale e mediatica del caso è giusto porsi una domanda: esiste un limite tra diritto di cronaca e diritto all’oblio?
Se entriamo nello specifico la giurisprudenza è abbastanza chiara sull’argomento, tanto da portare a una riflessione anche noi giornalisti.

Il diritto all’oblio

Il diritto all’oblio consiste nel diritto di una persona a non veder divulgate notizie relative a vicende personali del passato, che abbiano perduto il carattere dell’attualità. Il diritto all’oblio è legato al diritto di cronaca e può essere legittimamente esercitato quando sussiste un interesse pubblico a che la notizia e i fatti siano conosciuti e vissuti.
Giovanni Scattone ha diritto a rifarsi una vita, per la giustizia è un uomo libero, sebbene l’opinione pubblica nonDiritto-oblio lo accetti. Ed è suo diritto non vedere ogni volta pubblicata la sua storia giudiziaria, con tutti i pro e i contro che ne scaturiscono.
Ma forse anche i genitori di Marta Russo vorrebbero che questa ferita non si riaprisse in continuazione, magari tutelare il loro diritto alla sofferenza che alla fine si trasforma in un diritto al rancore, lecito e comprensibile. Il diritto all’oblio esiste anche per chi è stato protagonista di casi di cronaca come questo.
Nel caso Marta Russo non esistono prove ma solo indizi. Quello che è certo è che una ragazza di 22 anni è morta senza un apparente motivo mentre si discute se Giovanni Scattone, diciotto anni dopo, possa essere in grado di insegnare a dei ragazzi.

Pubblicato in Misteri di Cronaca Nera

Scritto da

Diletta Della Rocca

Calabrese, testarda e con la passione per il giornalismo.

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