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Misteri di Cronaca Nera

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Federico Perna, morto in carcere: quanti dubbi da chiarire

Rischia di diventare l’ennesimo episodio di morte misteriosa avvenuta in carcere sulla scia dei vari casi Cucchi, Aldrovandi ecc…  di quelli, per intenderci, nei quali non si capisce come siano andate le cose. E nei quali la verità fatica ad emergere.
Federico Perna era un ragazzo di 34 anni di Latina detenuto nel carcere di Poggioreale di Napoli; qui vi era arrivato da un paio di anni, dopo aver girato altri istituti penitenziari come Velletri, Viterbo, Secondigliano, per scontare una pena di 9 anni frutto di un cumulo di condanne per vari reati.
In data 8 novembre2013 alle ore 17 e 17, fatalità per chi crede nella scaramanzia, Federico muore in carcere; in circostanze abbastanza misteriose e ancora da chiarire, al punto che la stessa famiglia ancora non sa quali siano state le reali cause ne le circostanze esatte legate al decesso.
Una morte piena di punti oscuri; l’Amministrazione Penitenziaria ha aperto un’indagine ispettiva, un’inchiesta giudiziaria è tutt’ora in corso di svolgimento ed un’interrogazione parlamentare è stata presentata dal deputato del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo. Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha inoltre disposto attraverso il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria l’apertura di ”una rigorosa indagine amministrativa interna” sulle cause del decesso. In sostanza gli ingredienti per un altro mistero di cronaca nera legato ad un decesso in carcere ci sono tutti.

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Federico Perna incompatibile con il carcere?

Federico Perna tra l’atro, forse non avrebbe nemmeno dovuto essere in carcere in quella data; era infatti gravemente malato e, con ogni probabilità, incompatibile con il carcere. Oltre a problemi di tossicodipendenza il giovane era malato da tempo di epatite C, sfociata successivamente in una cirrosi epatica, ed in lista d’attesa per un trapianto di fegato.
In sostanza Federico Perna aveva bisogno di cure: in un referto medico datato 2012 si legge che il giovane presentava “Condizioni cliniche generali scadenti, aspetto pallido, trascurato nella cura della persona […] tale situazione necessitava di approfondimento clinico-diagnostico in ambiente ospedaliero […] Il carcere al momento non è compatibile con lo stato di salute del detenuto ed è peggiorativo della sua salute” mentre in un successivo referto redatto nel carcere di Secondigliano si ribadiva “l’inadeguatezza all’allocazione in una sezione detentiva comune” (1).

Federico Perna: viaggio a Poggioreale

Da queste ricostruzioni emerge come, con ogni probabilità, sarebbe stato più appropriato il regime di arresti domiciliari piuttosto che non la detenzione in carcere. Alcuni giorni prima di morire, tra l’altro, il ragazzo inizia a star male in maniera piuttosto evidente; la madre del giovane, Nobila Scafuro, racconta di aver ricevuto diverse telefonate dal figlio che mostrava di essere molto preoccupato per la propria condizione e che sosteneva di perdere sangue dalla bocca ogni volta che tossiva.
L’avvocato che assiste la signora Scafuro sottolinea che: “l’aspetto più grave emerso dall’esame autoptico è l’abbandono e la trascuratezza nelle quali è stato lasciato il detenuto, trascuratezza che ha portato al decesso. Per trascuratezza si intende, oltre al pregnante significato del termine, anche e soprattutto la non curanza delle evidenti patologie che il malato presentava”.

Morte per arresto cardiocircolatorio:

Una denuncia piuttosto precisa seguita da altre ipotesi ben più gravi sulla morte del giovane, ufficialmente causata da un arresto cardiocircolatorio: dopo l’autopsia sul cadavere del ragazzo svoltasi in data 14 novembre si è parlato anche di ipotesi di omicidio colposo. Il medico legale e perito di parte, dottoressa Maria Grazia Viglialoro, ha anche avanzato la tesi delle percosse evidenziando come l’autopsia, normalmente prevista entro 48 ore dalla morte, fosse stata invece eseguita a distanza di 6 giorni dall’accaduto. Ritardo che, sempre secondo la tesi del medico legale e perito di parte, potrebbe essere stato giustificato dalla necessità di voler nascondere numerose ecchimosi sul corpo di Federico (2).
Tutte queste informazioni sono tra l’altro contenute nell’ interrogazione parlamentare presentata dal deputato del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo cui la Camera ha risposto in data 28 novembre asserendo che “dall’esame del diario clinico e della cartella di osservazione del detenuto – documentazione contenuta nel suo fascicolo personale – risulta che nel corso della detenzione il Perna è stato seguito con costanza e regolarità sia dal personale sanitario e del Servizio Tossicodipendenze che dal personale penitenziario. In particolare, appare evidente che le autorità penitenziarie ne hanno costantemente monitorato le condizioni di salute e hanno più volte cercato di convincerlo ad accettare gli opportuni ricoveri in ospedale in ragione delle sue condizioni di salute, senza purtroppo riuscirvi. (3)”
In sostanza secondo questa interpretazione sarebbe stato il giovane a rifiutare le cure. Tornando sull’ eventualità di percosse portata avanti dal medico legale e perito di parte dottoressa Maria Grazia Viglialoro, negli scorsi giorni la madre del ragazzo aveva autorizzato un giornale online italiano (Fanpage.it) a pubblicare le foto scattate il giorno del rientro della salma di Federico per i funerali (4). Immagini molto forti che alimentano i dubbi su questa morte per certi versi ancora misteriosa.


  1. http://www.fanpage.it/federico-perna-vittima-in-carcere-numero-139-lo-stato-italiano-dov-era/
  2. http://www.fanpage.it/federico-perna-morto-in-carcere-il-governo-risponde-e-stato-lui-a-rifiutare-le-cure/
  3. http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=10478&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+IMMEDIATA+IN+COMMISSIONE%27
  4. http://www.fanpage.it/federico-perna-vittima-in-carcere-numero-139-lo-stato-italiano-dov-era/
Pubblicato in Misteri di Cronaca Nera

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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