Diventare psicologo in Italia significa seguire un percorso universitario preciso, costruire competenze pratiche e arrivare poi all’iscrizione all’albo, che abilita all’esercizio della professione. Il cammino è ben delineato, ma le scelte fatte durante la formazione possono modificare il tipo di sbocco professionale, considerando che sono diverse le branche della psicologia in cui potersi specializzare. Vediamo qual è l’iter da seguire per diventare psicologi e quali sono le opportunità di inserimento lavorativo.
La formazione per diventare psicologo
Per diventare psicologo, è fondamentale ottenere un titolo accademico. Il primo passo è rappresentato ovviamente dal conseguimento della laurea in psicologia con successive specializzazioni ad hoc. La formazione universitaria prevede almeno il titolo triennale, ma sono le scelte seguenti a fare la differenza, perché determinano l’area professionale in cui si andrà di fatto ad operare. Ci sono infatti diverse opportunità di specializzazione, molte nate anche a seguito di necessità di tipo sociali. La laurea in psicologia si può ottenere anche online con le università telematiche riconosciute come Unicusano, che hanno il vantaggio di poter organizzare lo studio con maggiore autonomia grazie all’e-learning.
Specializzazioni utili
Dopo aver conseguito la laurea triennale, molti scelgono di proseguire con una specializzazione, perché la psicologia è un ambito molto ampio. Tra i percorsi più comuni ci sono la psicologia clinica, quella del lavoro e delle organizzazioni. Negli anni però sono nate ulteriori specializzazioni, per rispondere a nuove esigenze e per essere sempre più pronti ad affrontare le varie casistiche. Tra queste è da nominare la psicologia scolastica, sempre più richiesta nelle scuole per gli studenti e promossa anche dal governo, che ha messo a disposizione il servizio AscoltaMI finanziato dallo stato in collaborazione con l’Ordine Nazionale degli Psicologi per offrire consulti psicologici gratuiti agli studenti. La specializzazione in psicologia spesso orienta davvero la carriera, perché permette di concentrarsi su un contesto preciso e di costruire competenze più forti in un settore specifico.
Tirocinio e abilitazione e iscrizione all’albo
Dopo la formazione universitaria, per arrivare all’abilitazione professionale, che prevede l’iscrizione all’albo, è obbligatorio svolgere un’attività di tirocinio, che si può avviare anche durante la frequentazione del corso di laurea. Dopo aver completato la fase di tirocinio, si ottiene l’abilitazione alla professione, un passaggio obbligatorio per poter chiedere l’iscrizione all’albo. L’iscrizione all’albo rappresenta l’ultimo snodo per poter esercitare la professione di psicologo.
Opportunità di carriera
Le opportunità di lavoro per uno psicologo sono molteplici e non si limitano allo studio privato. Si può operare in strutture sanitarie, scuole, servizi territoriali, cooperative, aziende, centri di orientamento, progetti di supporto alla persona e realtà dedicate al benessere organizzativo. Cresce anche la richiesta di figure capaci di intervenire nel disagio psicologico, nella prevenzione e nel supporto ai contesti educativi e lavorativi. Lo psicologo può anche tentare la carriera nel settore pubblico con concorsi dedicati. In parallelo, lo psicologo può esercitare la libera professione per costruire un’attività autonoma, che include anche la possibilità di poter gestire progetti differenti con istituti diversi tra loro. Con l’aumento dell’interesse e dell’attenzione al proprio benessere interiore, la richiesta di psicologi è aumentata e quindi specializzarsi in psicologia può essere una scelta che porta a una carriera soddisfacente e molto utile per la comunità.