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Il lavoro del fotografo: come cambia nell’era di internet

È un mondo denso di fascino, verso il quale da sempre guardano ragazzi e anche meno giovani attratti dalla possibilità di lavorare in un contesto tale. Il settore della fotografia è un qualcosa di assolutamente particolare, come tutti quei microcosmi nei quali la passione nasce prima del calcolo economico.
Chi decide di intraprendere questo mestiere lo fa spinto da un qualcosa dentro che lo anima profondamente. E proprio come sempre in questi casi, il cammino è estremamente complicato e pieno di ostacoli.
In teoria chiunque può improvvisarsi fotografo in quanto soggetto spinto da una passione; ma il lavoro vero è un’altra cosa. A confermarcelo è duesudue-wedding, agenzia specializzata in fotografia a tutto tondo. Perché oggi il mercato è cambiato e richiede specializzazioni differenti.

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Il lavoro del fotografo nell’era di internet

Ci dedichiamo alla fotografia a 360 gradi, curando quindi differenti generi che vanno da foto per matrimoni a reportage passando per foto di viaggio, editoriali e still life. Una spettro piuttosto ampio di campi nei quali andarsi a muovere con destrezza.”
E per comprendere quanto sia cambiato il mondo della fotografia si possono prendere ad esempio alcuni settori specifici, su tutti il matrimonio. Anzi, il wedding come oggi va di moda chiamarlo: “Effettivamente negli ultimi anni il settore legato al photo wedding è quello che ha attraversato i cambiamenti maggiori. Si sono diffuse nuove tecniche di lavoro basate su approcci innovativi: pensiamo ai reportage di matrimoni o, per ampliare il discorso, al wedding film, veri e propri trailer cinematografici più che semplici filmini delle nozze. La parola d’ordine è sempre più ‘originalità’; quindi dimenticarsi dei tradizionali scatti che un tempo erano richiesti.”

Come è cambiato il mercato

Su tutto questo cambiamento soffia forte, ovviamente, il mondo multimediale con le sue innovazioni. Il che può essere, come sempre, al contempo positivo e negativo: “il mercato oggi è complesso e in rete ci sono migliaia di fotografi. Allo stesso tempo a crescere sono anche le opportunità, se uno le sa cogliere ovviamente. Perché poi il discorso alla base è sempre il medesimo: se un settore cresce e in gioco entrano diversi attori, la qualità va pur sempre a fare la differenza. E qui si intende anche la capacità di offrire un qualcosa di originale, di vedere le cose sotto un’ottica differente; fornire un nuovo punto di vista, per dirla con un termine fotografico.”

I social e la fotografia

E nella dinamica sopra detta, quella relativa all’esplosione del fenomeno web, giocano un ruolo fondamentale i social. Come i conferma sempre il nostro interlocutore: “oggi basta aprire un qualsiasi social, che sia Facebook o Instagram per imbattersi in pagine del tipo ‘Antonio Rossi Fotografo’ o qualcosa di simile. Questo perché chiunque può aprirsi una propria pagina e pubblicare i suoi scatti. E questo spesso può generare confusione perché chi legge da fuori può pensare che si tratti di un fotografo professionista. Ecco perché, tornando a quanto affermato sopra, le cose possono essere viste in un’ottica ambivalente: sicuramente le nuove tecnologie multimediali sono le benvenute e hanno portato un certo movimento; ma di contro resta sempre fondamentale un lavoro di filtro che va fatto a monte, dove l’elemento di discrimine deve restare pur sempre la qualità e la professionalità di un fotografo.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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