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Bambini sfrattati da una scuola romana

Da oggi, 30 luglio, le porte della scuola paritaria romana Il Koala di Tor Carbone saranno sigillate per “sfratto”. L’ istituto si trova nell’XI municipio e comprende il nido d’infanzia, la materna e le elementari dove, nei suoi 34 anni di attività,ha aiutato a crescere quasi 5.000 bambini.
Da domani 180 bimbi saranno per strada, 17 di loro sono portatori di handicap” ci spiega il Dirigente scolatico, Luciano Ferri “siamo stati ingannati. Avevamo dei debiti con la proprietà, la Camelia Immobiliare, ma pensavamo di poter rientrare. Cosi’ ci avevano detto dopo la causa. Invece, quando meno ce lo aspettavamo, è arrivata la notifica di sfratto. E dire che avevamo offerto di pagare fino al quadruplo dell’affitto, presentando19 piani di rientro dal debito“.
Beffa che si aggiunge al danno: “la scuola avrebbe perfino a disposizione 170mila euro, ma congelati al ministero dalla riforma Gelmini”.

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La scuola è morosa: alunni sfrattati

A monte dello sfratto ci sarebbe dunque una morosità accumulata dalla scuola nei confronti della proprietà, cosa che in teoria ne giustificherebbe la decisione.  In pratica, però, la situazione trae origine da un concatenarsi di vicende che è lecito pensare dipendano da una serie di interessi economici con cui la scuola non ha nulla a che vedere.
Dovendo fare i conti con le limitate disponibilità di bilancio, conseguenti alla mancata erogazione dei contributi ministeriali previsti invece dalla normativa vigente, la scuola ha rischiesto molte volte alla proprietà un incontro per concordare un pagamento rateale, sperando di dilazionare il suo debito piuttosto che ritardare il pagamento degli stipendi ai lavoratori.
A garanzia del rientro del debito il Dirigente scolastico ha perfino ipotecato la sua casa. La scuola, inoltre, ha sempre provveduto direttamente a qualunque opera di ordinaria e straordinaria manutenzione, che la proprietà ha sempre rifiutato di eseguire e che andava dal “semplice” rifacimento delle facciate, a quelle del tetto, dell’impianto idrico ed elettrico, finanche a quello fognario:
opere eseguite senza alcuna contribuzione o rimborso da parte della proprietà e che la scuola si è trovata necessitata a dover comunque eseguire, così come ha sempre provveduto negli anni al pagamento integrale della utenza idrica, che fornisce non solo la scuola, ma anche altri 19 utenti tutti ricompresi all’interno della proprietà Camelia di Via Tor Carbone“. Nonostante tutto questo, nessuna proposta di dilazione del debito accumulato è stata mai accetata dalla proprietà.

L’area di Tor Carbone dove sorge la scuola:

Quella di Tor Carbone è infatti una tenuta grandissima: si estende per 25mila metri quadrati di superficie che potrebbero essere utilizzati per altri e piu’ remunerativi scopi,ad esempio di speculazione edilizia: sul parco dell’Appia Antica ci vogliono costruire. Noi – continua Ferri – chiediamo solo di avere un anno di proroga, lo stretto necessario a trovare altri locali. Lo abbiamo chiesto al Comune, al Municipio, ma sembra che ci troviamo di fronte un ostacolo troppo grande per noi”.
Il Dirigente scolastico, infatti, ha ricevuto solo altre porte in faccia. Il fatto che 180 bambini e 30 dipendenti abbiano perso la loro scuola non interessa nè al sindaco, nè alla sua Giunta, la cui indifferenza ai problemi della città e alle richieste dei cittadini è ormai una constatazione ordinaria.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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