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Veneto: cittadini istigati a non pagare le tasse

Può succedere anche questo all’interno della realtà territoriale del Veneto dove da anni continuano a proliferare movimenti indipendentisti e, almeno sulla carta e in apparenza, di ribellione allo stato centrale.
Non sono più i tempi di “Roma Ladrona”, dato che ormai la Lega Nord e in particolare il suo segretario Matteo Salvini sono diventati ecumenici e girano il sud Italia con il cappello in mano alla ricerca di voti.
Lontani i tempi in cui, ad esempio, ai gondolieri veneti era vietato cantare ‘O Sole Mio’: canzone troppo legata alla tradizione meridionale, in particolare napoletana, e quindi non adatta a leghisti doc.
Né si hanno più notizie delle sparate di Borghezio, forse perso dietro alla ricerca di qualche Ufo, o di sindaci leghisti in vena di provvedimenti eclatanti per fare rumore.

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Indipendentisti veneti che incitano a non pagare le tasse:

Questa volta a salire sugli scudi è un fantomatico “Comitato di liberazione nazionale Veneto” che istigava i cittadini della regione a non pagare le tasse.
Un’inchiesta ancora in essere della polizia di Stato ha portato al sequestro di centinaia di documenti cartacei e dispositivi elettronici oltre che a 19 indagati dopo una serie di perquisizioni tra Treviso, Vicenza e Verona.
Questo comitato viene descritto come un organismo un tempo unito e ora, a seguito di dissidi interni, diviso in due distinte unità riferibili ad altrettanti siti web: clnveneto.ch e clnveneto.com.
Sono stati proprio loro a lanciare l’allarme sui social, dopo le perquisizioni, affermando che “In questo momento lo stato occupante sta aggredendo come di consuetudine il Comitato Liberazione Nazionale Veneto.”

Incitare a non pagare le tasse è un reato:

I mandati di perquisizioni hanno riguardato entrambe queste unità ed hanno portato a 19 indagati sulla base di una legge datata 1947.
Infatti in Italia si può punire con la reclusione da 6 mesi a 5 anni chiunque “con qualsiasi mezzo promuove ed organizza accordi o intese tra i contribuenti al fine di ritardare, sospendere o non effettuare il pagamento di imposte dirette o indirette, ordinarie e straordinarie in esazione.”
Il comitato in questione opera solitamente con gruppi di intervento rapido tesi a garantire, secondo loro stessa definizione, una presenza vigile ed immediata contro tutti gli abusi perpetrati da parte di ufficiali giudiziari italiani, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate ed Equitalia nei confronti di soggetti privati ed imprenditori dichiaratisi di nazionalità veneta.

Veneto e resistenza tributaria:

Niente di nuovo, anche secondo del dichiarazioni del procuratore che sta indagando sulla vicenda: il Veneto sarebbe infatti da tempo interessato da una sorta di resistenza tributaria condotta non con metodi violenti; ma di opposizione e intralcio alla riscossione delle tasse.
Capita spesso che si tengano, in Veneto, sit in di protesta e dimostrazioni tese e incitare il non pagamento delle tasse allo stato centrale. Forse anche per questo in passato il Veneto si è distinto per essere la regione con la più alta evasione fiscale.
Fatto sta che i comitati di liberazione del Veneto si dicono entusiasti di questa deriva affermando di essere sulla strada giusta. Forse non verso la creazione della famigerata Padania libera che Bossi tanto agognava: magari semplicemente verso un’evasione fiscale in perfetto stile italiano.

Pubblicato in Satira

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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