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Misteri di Cronaca Nera

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Denis Bergamini, calciatore morto a 27 anni: suicidio o delitto?

Una storia controversa che non mai ha convinto fino in fondo e che adesso, a distanza di quasi 25 anni dall’accaduto, si potrebbe sorprendentemente riaprire: la morte di Denis (Donato per l’anagrafe) Bergamini è stato uno dei casi di cronaca nera più dibattuti tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90.
Forse perché legato all’ambiente del calcio professionistico, un mondo che visto dal di fuori sembra sempre dorato, magico, quasi immune da determinati aspetti che caratterizzano le vite comuni. Ed invece il 18 novembre del 1989 quel gravissimo episodio di cronaca nera irrompe nel mondo del calcio italiano con il suo carico di misteri che ancora oggi non accennano a risolversi.
È il 18 novembre 1989 quando il calciatore del Cosenza calcio, Denis Bergamini 27 anni, si trova sulla statale Jonica 106 a Roseto Capo Spulico alla guida della sua Maserati biturbo bianca; non avrebbe dovuto essere lì ma bensì in ritiro con la propria squadra come ricorderanno i suoi compagni di squadra del Cosenza.

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Giovane calciatore del Cosenza calcio

La stagione è quella del 1988 – 1989, il Cosenza allenato da Bruno Giorgi e guidato in attacco da Michele Padovano, futuro bomber della Juventus e grande amico di Bergamini, milita in serie B. Denis ricopre il ruolo di centrocampista ed è, a detta  di molti, un talento che in campo si trasforma in un leone e che ha già suscitato l’interesse di squadre di serie A.
Quel 18 novembre 1989 Bergamini abbandona il ritiro verso le 16: secondo le testimonianze del suo amico e compagno di squadra Michele Padovano, Denis Bergamini aveva ricevuto una telefonata che lo aveva particolarmente turbato. Prende quindi la propria macchina, una Maserati, e si reca sotto casa della sua fidanzata Isabella Internò; da questo momento in poi fa fede la versione della ragazza che parla di un Denis sconvolto che la prega di accompagnarlo a Taranto da dove si sarebbe voluto imbarcare perché voleva lasciare l’Italia.
Il perché di questa probabile necessità è un mistero, secondo le testimonianze della donna Bergamini parlava solo dell’ impellenza di allontanarsi il più possibile da Cosenza. E sembra voler perseguire questo obiettivo a tutti i costi al punto che ne nasce una lite con la ragazza che invece voleva farlo desistere.
Denis ferma la macchina e minaccia di proseguire in autostop pur di portare a termine il suo piano di fuga; scende quindi dall’auto proprio nell’istante in cui sopraggiunge un autocarro Fiat 180 condotto da Raffaele Pisano il quale vede l’auto parcheggiata sul ciglio della strada e nota la presenza di un uomo fuori dall’auto stessa.

Bergamini investito da un camion?

A quel punto, secondo la testimonianza della fidanzata di Bergamini, unica testimone oculare dell’accaduto, Denis si getta sotto le ruote anteriori del mezzo che lo trascina per circa 60 metri facendogli trovare la morte. Denis Bergamini si sarebbe quindi suicidato gettandosi sotto un camion sulla statale Jonica106; il tutto dopo essere scappato dal ritiro della propria squadra e dopo aver discusso animatamente con la propria fidanzata. È questa la versione che emerge fin da subito ma che non convince a pieno; soprattutto i familiari non accennano ad accettarla.
La morte di Denis Bergamini non appare così limpida e priva di dubbi come a primo impatto potrebbe sembrare; molte cose non quadrano, prima tra tutte la causa del suicidio. Per i familiari di Denis infatti non vi sarebbero motivi per i quali il calciatore avrebbe dovuto commettere un gesto tale; viene descritto come una persona allegra e spensierata che vive un buon momento anche da un punto di vista professionale.

Quella strana telefonata che lo aveva turbato

Forse un’ombra nella vita di Denis c’è, ed a farla emergere è proprio il padre Domizio il quale racconta che, durante una cena, Denis si era alzato per rispondere al telefono e che era tornato a sedersi a tavola, pochi minuti dopo, visibilmente scosso e con la fronte imperlata di sudore probabilmente per la tensione. Alla richiesta di spiegazioni da parte del padre, Denis risponde che si tratta di cose che non potrebbe comprendere; quindi preferisce tacerle.
A cosa Denis Bergamini si riferisse non è dato sapersi, certo è che il calciatore aveva da poco interrotto il fidanzamento con Isabella, con la quale continuava ad avere rapporti al punto che le telefonate tra i due erano piuttosto frequenti. Forse c’era qualcosa che lo turbava, ma non al punto da portarlo al suicidio; a questo la famiglia non ha mai creduto e la stessa ricostruzione di tutta la vicenda presenta una serie di punti interrogativi.   Malgrado ciò il caso venne inizialmente archiviato come suicidio nel 1992.

Primi dubbi sull’archiviazione del 1992

A distanza di vent’anni circa, emergono i primi dubbi su quella versione cui  familiari, amici e tifosi non avevano mai voluto credere. Primo tra tutti, il corpo di Denis Bergamini era stato ritrovato praticamente intatto e senza ferite, contingenza non compatibile con la versione della ragazza Isabella Internò secondo la quale Denis sarebbe stato trasportato dalle ruote del tir per 60 metri.
Il corpo non era inoltre sporco di fango, e questo malgrado la pioggia e le pozzanghere sul luogo dell’ accaduto. Unico segno rinvenuto sul corpo di Denis è un livido sulla tempia, come se fosse stato colpito e stordito.

Perchè nessuno sequestrò la Maserati?

Atro aspetto poco chiaro, la Maserati di Denis non venne sequestrata dopo i fatti; a distanza di anni venne ritrovata ed esaminata, fatto che ha permesso in un primo momento di evidenziare la presenza di un doppio fondo utilizzato probabilmente per nascondere qualcosa.
Cosa non è dato sapersi, alcuni avevano ipotizzato che l’auto avrebbe potuto esser stata utilizzata per trasportare droga ad insaputa di Bergamini. E che, avendo quest’ultimo scoperto il giochetto, sarebbe diventato un bersaglio da eliminare.
Ma nell’ aprile 2012 la perizia dei Ris di Messina sulla Maserati escluse tale ipotesi e negò la presenza di qualsiasi doppio fondo; da quella nuova inchiesta del 2012 avviata a seguito della denuncia dei familiari di Bergamini era emerso anche dell’altro, ovvero che Denis era già morto nel momento in cui fu investito dal camion. Una vera e propria svolta che andava contro la tesi avvalorata inizialmente del suicidio.

Riapertura del caso Bergamini

A non voler credere a quella versione era stato anche un libro inchiesta del 2001 di un ex calciatore di squadre quali Milan, Torino, Roma e Bologna, Carlo Petrini, intitolato ‘Il calciatore suicidato’: nel libro l’autore, scomparso da ad aprile 2012, aveva indagato da vicino sulla vicenda sostenendo che la morte di Bergamini non era dovuta a suicidio, ma poteva essere avvenuta per mano della criminalità locale.
Anche grazie a tutto questo lavoro di legittimo esercizio del dubbio e su richiesta dei familiari, ventidue anni dopo la morte di Bergamini la procura di Castrovillari ha riaperto, date le troppe incongruenze e le coincidenze attorno alla vicenda, il caso di Denis ipotizzando un omicidio forse perché troppo coinvolto, a sua insaputa, in un traffico di sostanze stupefacenti.

L’avviso di garanzia per la ex fidanzata di Bergamini

In data 16 maggio 2013, a distanza di 24 anni dal delitto, la stessa Procura della Repubblica di Castrovillari ha emesso un avviso di garanzia per concorso in omicidio volontario nei confronti di Isabella Internò, l’ ex fidanzata di Donato ‘Denis’ Bergamini ed unica testimone oculare di quella vicenda.
Secondo la Procura infatti, Bergamini era probabilmente già morto quando fu investito dal tir; se così fosse, ogni ipotesi di suicidio portata avanti in questi anni sarebbe del tutto falsa. E, nel caso ciò dovesse essere confermato, qualcuno dovrà spiegare il perché di questa lunga messa in scena.

 

*in data 29 Novembre 2017 i periti nominati dal gip di Castrovillari nel corso dell’incidente probatorio davanti al giudice stesso hanno illustrato il loro lavoro affermando che il calciatore del Cosenza Donato “Denis” Bergamini fu “soffocato” e poi “coricato sotto il camion”.

Pubblicato in Misteri di Cronaca Nera

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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