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Misteri di Cronaca Nera

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Omicidio di Valerio Verbano: 34 anni di mistero

È il 22 febbraio del 1980 quando Valerio Verbano viene ucciso nella sua abitazione a Roma: era appena rientrato da scuola e nel suo appartamento trovò la morte. Per mano di chi, ancora non è dato sapersi visto che a trentaquattro anni di distanza dall’accaduto l’omicidio resta ancora un mistero.
L’ identità degli assassini manca ancora; sembra strano a dirsi ma, dopo trentaquattro anni, è ancora così. Ciò che resta, oltre al ricordo di un giovane ragazzo ucciso brutalmente ed allo strazio della madre che ha vissuto il resto della propria vita (è venuta a mancare nel giugno 2012, all’età di 88 anni) alla ricerca della verità, è l’eco di quella stagione così carica di tensioni politiche, violenza, pestaggi, zone offlimits nelle quali ‘rossi’ o ‘neri’ devono stare attenti ad entrare ed omicidi impuniti. Come quello di Valerio Verbano, per l’appunto.
Torniamo alla sua storia, a quel 22 febbraio 1980; quel giorno tre ragazzi si recano presso la sua abitazione in via Monte Bianco a Monte Sacro, elegante quartiere situato nella parte nord – est di Roma. Lì la famiglia Verbano conduce la propria vita, piuttosto tranquilla; il padre è un funzionario ministeriale iscritto al Pci, la madre è infermiera. Lo stesso Valerio si dedica attivamente all’attività politica, come quasi tutti i giovani di quel periodo; è anche lui di sinistra, come la famiglia, ed ha da poco redatto un documento, una sorta di dossier, nel quale ha ricostruito l’ attività dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), gruppo eversivo romano di estrema destra.

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L’omicidio di Valerio Verbano:

Questa sua opera di controinformazione e dossieraggio lo espone molto in un momento storico nel quale, come detto, scontri tra opposte fazioni sono all’ordine del giorno e la militanza politica è estremamente pericolosa. Spesso ci scappa anche il morto ma sembra fare tutto parte del gioco.
Anche Valerio è stato già al centro di scontri ed episodi di violenza che lo hanno visto contrapposto, lui che è di sinistra, agli odiati nemici di destra; roba di poco conto, nulla a che vedere con quanto accadrà il 22 febbraio del 1980. Quel giorno tre ragazzi si presentano a casa Verbano quando Valerio non c’è; alla madre dicono di essere amici del figlio e così la signora Carla li accoglie dentro la propria abitazione. Valerio sarebbe arrivato di lì a poco, il tempo di tornare da scuola.
Una volta entrati nell’appartamento i tre ragazzi, armati di pistola, legano ed imbavagliano la signora Carla, mamma di Valerio, ed il marito; non sono tre amici del ragazzo, come inizialmente avevano fatto credere, bensì tre malintenzionati decisi a dare una lezione a Valerio. Per motivazioni probabilmente politiche e di appartenenza ad opposti schieramenti.

Genitori legati e immobilizzati:

La lunga attesa dei genitori, che hanno capito quanto sta per accadere, è uno degli aspetti più drammatici dell’intera vicenda; legati ed immobilizzati sanno che a breve il loro figlio tornerà a casa ed andrà incontro ad un grosso guaio, ma non possono fare nulla per cambiare la situazione. Restano spettatori inermi.
Quando Valerio torna da scuola, il liceo scientifico Archimede frequentato perlopiù da ragazzi di sinistra, di certo non immagina che proprio dentro la sua casa avrebbe trovato la morte; che giungerà con un colpo di pistola sparatogli alla nuca dopo una colluttazione con i tre aggressori.
Secondo una successiva ricostruzione, l’intenzione dei tre ragazzi che hanno fatto irruzione nell’appartamento non sarebbe stata quella di uccidere Valerio; avrebbero voluto solo punirlo, fargli del male, umiliarlo per dargli un chiaro segnale. Sempre secondo questa ricostruzione, la lite sarebbe successivamente degenerata giungendo al tragico epilogo che conosciamo.

Reazioni ed indagini:

L’omicidio di Valerio Verbano, come ovvio, ha fin da subito una grandissima risonanza: probabilmente per la militanza politica del ragazzo e per i molti episodi simili cui si assisteva in quegli anni tra esponenti di destra e di sinistra. Fatto sta che l’impatto mediatico è molto forte.
Il delitto viene subito attribuito all’estrema destra; al gruppo dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) per la precisione, ovvero l’ala più estrema della destra eversiva. Terroristi neri. Gli stessi Nar rivendicano l’omicidio di Valerio Verbano dopo una serie di tentativi di depistaggio immediatamente successivi all’omicidio; come un volantino firmato “Gruppo Proletario Organizzato Armato” fatto ritrovare con lo scopo di indicare una fantomatica pista di sinistra per la morte del ragazzo ed altre rivendicazioni più o meno veritiere. Alla fine arriverà anche il volantino a firma Nar con la rivendicazione del delitto.
Tuttavia malgrado questo indizio e le lunghe indagini, testimonianze, dichiarazioni di pentiti e quant’ altro non si riuscì mai a giungere ad una verità giudiziaria definitiva. Movente e responsabili dell’omicidio sono ancora, a trentaquattro anni di distanza, da accertare.

La battaglia della madre di Valerio Verbano:

La madre di Valerio, la signora Carla, non ha mai smesso di cercare la verità arrivando anche ad aprire un blog per tentare di fare un po’ di luce sull’accaduto. Non ci riuscirà nemmeno lei, morta ad 88 anni senza avere avuto giustizia per il figlio. Nei fatti il delitto di Valerio Verbano non avrà mai colpevoli materiali; soltanto quella rivendicazione firmata Nar.
Nel 2011, dopo anni di nulla, la Procura della Repubblica di Roma decise di riaprire le indagini affermando di aver iscritto due nomi nel registro degli indagati; si tratterebbe di due militanti della destra romana, sconosciuti alle cronache del tempo. Il condizionale è d’obbligo anche per il movente; che dovrebbe essere relativo ad una serie di vendette tra estremisti politici.
Tanti condizionali e poche certezze: l’unica cosa ormai acclarate è che oggi, a trentaquattro anni di distanza da quel delitto, una verità definitiva ancora non esiste.

Pubblicato in Misteri di Cronaca Nera

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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