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Misteri di Cronaca Nera

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Casi di cronaca nera e tecniche di indagine scientifica

I grandi maestri del giornalismo amavano ripetere che la dimensione della cronaca si nutre delle tre famose S: Sesso, Sangue e Soldi. Quasi ogni giorno assistiamo alla spettacolarizzazione del dolore con casi che scuotono le nostre coscienze, dibattiti con criminologi e psichiatri per capire cosa succede nella vita delle persone, vicende che in alcune circostanze assumono i tratti di un vero e proprio reality.
Trasmissioni televisive, interi spazi quotidiani dedicati alle ultime vicende di cronaca nera, proliferazione di nuove riviste a tema con approfondimenti e dettagli raccapriccianti. Nella maggior parte dei casi i delitti trovano una soluzione nei primi giorni delle indagini, addirittura nelle prime 48 ore, grazie a testimoni oculari, familiari delle vittime, telecamere di sorveglianza, rilievi e intercettazioni.
Ci sono misteri irrisolti che vanno avanti negli anni, come l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco e quello della studentessa inglese Meredith Kercher a Perugia, che per la giustizia italiana sono ancora senza colpevoli; e poi casi di cronaca nera che hanno trovato una soluzione grazie alle nuove tecnologie di indagine.
Yara Gambirasio, Elisa Claps, il delitto dell’Olgiata, sono tre casi di cronaca nera italiana che tanto hanno colpito l’opinione pubblica, risolti grazie alle analisi scientifiche che hanno individuato il gene del colpevole.

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Omicidi e analisi del DNA:

L’analisi del DNA si rivela spesso fondamentale per incastrare un omicida o per scagionare un innocente, anche in casi già datati. Sicuramente ha rivoluzionato le scienze forensi nell’ultimo decennio trasformandosi in un potente strumento, forse il più importante, di indagine scientifica nelle mani degli investigatori.
In realtà il test del DNA è importante ma solo se considerato insieme a tutti gli altri indizi. I test sono tanti e diversi e accanto a figure come l’esperto balistico si affianca quella del genetista forense, fondamentale durante le indagini investigative. Accanto alle tecniche di analisi sono state progettate e istituite negli Usa, in Gran Bretagna, Olanda e Austria, Banche Dati Criminalistiche di DNA che potenziano le possibilità identificative e investigative consentendo risoluzione di delitti, ma nel nostro paese, lo sviluppo delle tecnologie per la lotta al crimine registra una vera e propria carenza di questi strumenti, rendendo il lavoro degli inquirenti più complesso.

La questione della validità delle prove scientifiche:

Il potere della tecnologia del DNA è in crescita. Anche facendo le cose per bene però, l’incertezza del fattore umano è inevitabile. La sentenza di assoluzione emessa nei confronti di Raffaele sollecito e Amanda Knox per il delitto di Perugia, ha posto in evidenza problemi connessi alla validità della prova scientifica, in particolare ai modi e metodi con la quale venne acquisita.
La lettura non è sempre precisa, a volte il DNA della vittima può contaminare quello del criminale, creando un profilo ibrido o un tecnico può suo malgrado, inquinare un campione con uno analizzato prima. Il test del DNA forense probabilmente avrà un impatto sempre maggiore a livello giuridico. Sarà di fondamentale importanza anche l’introduzione della banca dati del DNA che, in Italia, dovrebbe finalmente diventare una realtà a partire dal 2015.
C’è anche da dire che la genetica forense è una materia non facilmente comprensibile e difficile da spiegare, che richiede conoscenze specifiche e metodologiche con un iter analitico molto complesso.

Pubblicato in Misteri di Cronaca Nera

Scritto da

Diletta Della Rocca

Calabrese, testarda e con la passione per il giornalismo.

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