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Compro Oro: una legge per un settore senza regole

Una legge per regolamentare il mercato dei Compro oro, i noti negozi che acquistano il metallo prezioso e che continuano a spuntare come funghi sul territorio italiano; la proposta giunge da Confartigianato Orafi che sottolinea l’importanza di dare regole certe ad un settore praticamente senza controlli e che, è bene sottolinearlo, produce un giro d’affari stimato tr ai 7 ed i 10 miliardi di euro l’anno. Un’enormità.
Il settore dei Compro oro fino ad oggi non può essere considerato un esempio di trasparenza e legalità, motivo per il quale sarebbe necessaria una regolamentazione più delineata e stringente; anche per difendere quelli che, come in ogni settore, operano invece in modo onesto sul mercato.

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Irregolarità emerse dai controlli

Secondo l’ Associazione Italiana responsabili anti-riciclaggio ad esempio, da una serie di controlli effettuati su un campione di 3.000 Compro oro (in Italia ce ne sono all’incirca 30.000 in totale) sarebbero emersi oltre 110milioni di euro non dichiarati, iva evasa per 36,5 milioni di euro e 31 evasori totali. Numeri non da poco.
Il boom dei negozi Compro oro è del resto palese e riscontrabile ad occhio nudo (Il boom dei negozi “Compro oro”); un fenomeno in continua crescita nelle città italiane e che continua a proliferare in maniera direttamente proporzionale all’aumentare della crisi economica con i cittadini sempre più costretti a monetizzare come possono. Anche vendendo l’oro o altri beni materiali (Una mattina al Monte dei Pegni), come abbiamo spesso dato notizia dalle pagine del nostro giornale.

Aprire un Compro Oro e regolamentazione

Tornando alla necessità di regolamentazione del settore espressa da Confartigianato Orafi, ricordiamo che ad oggi il commercio di oro è regolamentato da una apposita normativa “Nuova disciplina del mercato dell’oro”  emanata con Legge 17 gennaio 2000, n. 7 che stabilisce cosa debba intendersi per oro e quali sono i requisiti richiesti per effettuarne il commercio in via professionale.
Aprire una attività di Compro oro non sembra essere un’impresa titanica; in internet è pieno di guide soprattutto da parte di franchising che si offrono per risolvere eventuali problematiche. L’iter è fondamentalmente quello di registrarsi alla camera di commercio e chiedere una licenza alla questura; l’obbligo di partenza è quello di essere incensurati, la legge cui fare riferimento è quella citata sopra.
Affidarsi ad una delle numerose società di franchising, come dicevamo, sembrerebbe esser conveniente sotto diversi aspetti, non solo quello economico; vengono addirittura fornite consulenze su come lanciare l’attività e corsi di formazione per imparare a distinguere l’oro prezioso dalle cosiddette ‘patacche’.

Quale regole deve rispettare un Compro Oro?

Fin qui la parte iniziale; a livello gestionale poi, le attività di Compro oro dovrebbero rispettare determinate regole. Prima di tutto, il venditore dovrebbe fornire i propri dati ed applicare determinate procedure per l’acquisto degli oggetti preziosi; questo al fine di evitare di incappare nella ricettazione di oggetti trafugati, essendoci la possibilità che tali oggetti non appartengano a coloro che li portano al negozio ma che siano stati rubati. Per i commercianti d’oro vi è quindi l’obbligo della tracciabilità dei materiali acquistati attraverso il cosiddetto Registro di Pubblica Sicurezza.
A questo si aggiunga il fatto che ogni gioiello, dopo l’acquisto, dovrebbe rimanere per dieci giorni in negozio a disposizione delle forze dell’ordine prima di essere portato alle ditte specializzate che lo fondono. Accortezze che non sempre vengono rispettate.
Un altro punto delicato è quello relativo alla differente modalità con la quale si opera; fattore che serve a determinare eventuali obblighi gravanti su coloro che svolgono l’attività. Per legge si distinguono infatti 2 modalità operative:

  • acquisto di oggetti preziosi usati, direttamente da privati, e rivendita degli stessi, senza ulteriore trasformazione
  • acquisto di oggetti preziosi avariati, destinati alla fusione, e successiva cessione dell’oro così ottenuto, in una qualunque delle forme in uso (lingotti, placchette, etc.)

Compro Oro, problematiche ed illegalità

Spesso infatti i Compro oro cambiano arbitrariamente la natura dei beni acquistando oggetti preziosi usati per rivenderli poi alle fonderie o aziende specializzate nel recupero di metalli preziosi ma qualificati come rottami invece che come oreficeria usata. Per legge un Compro oro dovrebbe invece cedere i preziosi per quelli che realmente sono. Ciò che distingue questo tipo di negozio da una classica oreficeria è il fatto di acquistare esclusivamente oggetti usati per poi rimetterli nel mercato come prodotti usati o come oggetti da rottamare destinati alla fusione.
A segnalare le diverse problematiche che caratterizzano il mondo dei Compro oro sono soprattutto l’ Aira, (Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio) e l’ Anopo (Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro); più volte si sono espresse contro il proliferare di queste attività evidenziandone anche le criticità maggiori.
Che, in base ai dati da loro forniti, sarebbero soprattutto  l’uso ‘sfalsato’ delle bilance, il mancato rilascio di un’adeguata ricevuta (quando un commerciante acquista un oggetto non è tenuto a dare una ricevuta fiscale), l’applicazione di prezzi da usura, la mancanza di tutti i requisiti di legge e di presidi antiriciclaggio. Secondo l’Anopo, ad essere registrati all’Albo degli operatori Professionali Oro della Banca d’Italia sarebbero solo 380 tra oltre 20mila attività.

Le attenzioni della malavita sui compro oro

D’altra parte quello dei Compro oro è un settore così in espansione che non può mancare di attirare le attenzioni della malavita: da operazioni condotte dalla polizia giudiziaria emerge infatti che circa il 60% di queste attività sarebbe soggetto a infiltrazione criminale correlata a fenomeni quali riciclaggio ed evasione fiscale. Malavita che, spesso, si affida a dei prestanome ma che poi, nella realtà, gestirebbe in prima persona il business. Piuttosto fruttuoso, tra l’altro.
Da tutto ciò si comprende come quello dei Compro oro sia un settore che necessita una regolamentazione più lineare e stringente; la recente proposta di Confartigianato Orafi prevederebbe, al riguardo, misure quali: istituzione di un registro dei Compro oro presso le Camere di Commercio; tracciabilità degli oggetti acquistati attraverso la creazione di una specifica banca dati; un pacchetto di disposizioni fiscali per rendere identificabili le attività.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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