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Lo spreco dell’ Acqua: via a razionalizzazioni e risparmi

L’acqua rischia di diventare un bene di lusso; è questo il mantra che viene ripetuto spesso negli ultimi anni e che terrorizza i consumatori di tutto il mondo.
Prevedere che tra qualche anno l’acqua possa diventare un bene esclusivo, costoso e difficile da reperire come lo è il petrolio attualmente è forse un esercizio di eccessivo pessimismo; tuttavia quella che oggi è una risorsa scontata e, all’apparenza, infinita, sta iniziando a dare segni di cedimento.
Soprattutto a causa dei cambiamenti climatici degli ultimi anni, che avrebbero messo  a dura prova le riserve idriche un tempo copiose. E allora la parola d’ordine è razionalizzare e cercare di risparmiare il più possibile con un approccio guidato ad un consumo consapevole.
Secondo il Consiglio nazionale dei geologi infatti, ogni anno in Italia lo spreco di acqua equivale a circa 200 milioni di euro e le cause sono da ricercarsi in molteplici fattori; si va dai consumi e stili di vita errati ad un sistema di infrastrutture idriche ormai attempato e da rivedere.

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Dati sullo spreco dell’acqua

Fatto sta che, soprattutto nelle grandi città, lo spreco di acqua è all’incirca di 400 litri a testa (moltissimo, se si considera che il consumo giornaliero nelle stesse città è all’incirca di 200 litri pro-capite). Si parla qui di sprechi relativi all’ uso domestico dell’acqua (chi non ha mai lasciato un rubinetto aperto lasciando scorrere l’acqua per minuti?), uso che rappresenta solo l’8% della ripartizione totale dei consumi.
La parte principale di questi è appannaggio dell’agricoltura (67% del totale dei consumi) seguita dall’industria (18%); e lo spreco più consistente si verificherebbe proprio nel campo dell’agricoltura con circa 13 miliardi dimetri cubi d’acqua sprecati solo in quest’anno.
Dati importanti e che devono necessariamente condurre ad una riflessione; se è vero che il nostro paese è tra i più ricchi di risorse idriche (in totale l’Italia dispone di riserve idriche pari a 52 miliardi di metri cubi, vale a dire che ciascun  di noi ha a disposizione 400 metri cubi di acqua all’anno) tuttavia non si deve perdere di vista il fatto che le risorse idriche sono costantemente sotto pressione (e lo saranno sempre più) a causa di una richiesta d’acqua in continua a crescita e, soprattutto, si deve tenere d’occhio il fatto che nel nostro paese ci sono ancora troppe differenze tra nord e sud.

Le risorse idriche nelle regioni italiane

Le risorse idriche su cui possono contare le regioni del nord Italia ad esempio, sarebbero quasi dieci volte maggiori di quelle su cui possono contare alcune regioni del mezzogiorno. Una differenza piuttosto marcata e che dovrebbe portare ad un processo di razionalizzazione.
In riferimento a quanto detto e proprio nell’ottica di sensibilizzare le famiglie, la Federazione delle imprese energetiche ed idriche (Federutility) e la Coop hanno lanciato una campagna informativa volta a minimizzare gli sprechi ed a valorizzare il bene acqua; una campagna che sfocia anche nell’ incentivare l’utilizzo dell’acqua di rubinetto a discapito di quella minerale imbottigliata (si parla qui naturalmente di acqua utilizzata per bere). E qui si apre un’altra parentesi importante; quello delle acque minerali è in Italia un grande business (Acqua Minerale, il grande business: attenti a cosa bevete).

Italiani primi consumatori di acqua in Europa:

Secondo una recente indagine realizzata proprio Coop e Federutility, gli italiani sarebbero i primi consumatori in Europa di acqua minerale in bottiglia, e questo malgrado il fatto che i prezzi siano aumentati negli ultimi 10 anni e l’acqua di rubinetto italiana risulti essere tra le migliori e meno costose d’Europa. In Italia il prezzo dell’’acqua del rubinetto è di 1,2 euro ogni mille litri; in Francia (dato relativo a Parigi) il costo è di 3 euro, in Germania (dato relativo a Berlino) 4,5 euro.
Fattore che potrebbe portare ad un risparmio familiare non da poco oltre a generare un paradosso che ci riconduce alla prima problematica trattata; avendo l’acqua corrente un costo contenuto, spesso se ne fa un uso spropositato che dà vita a notevoli sprechi.
Due problematiche strettamente connesse quindi, che se adeguatamente affrontate e trattate (anche a livello educativo/informativo) potrebbero portare vantaggi in termini di risparmio economico e razionalizzazione della risorsa acqua prima che sia troppo tardi.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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