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Nuove professioni che crescono: l’home stager

Con la crisi economica che continua a falcidiare il mercato del lavoro senza risparmiare alcun settore, ad emergere (o quantomeno a tentar di restare a galla) sono spesso coloro che riescono ad adattarsi, a mutare il proprio colore nello stesso contesto come i camaleonti; o, per dirla più semplicemente, a cercare nuove soluzioni prendendo magari ispirazione da altri paesi.
Se rapportiamo questo ragionamento al mondo del lavoro, ben si comprende l’importanza delle nuove professioni: figure di recente introduzione, spesso mutuate dall’estero o talvolta semplice rivisitazione di antichi mestieri riadattati al contesto attuale.
Tra le nuove figure professionali vi è quella dell’ home stager, ovvero colui il quale si occupa dell’home staging; di cosa si tratti e cosa sia esattamente questa figura lavorativa è presto detto.
Partendo dal presupposto che, al momento, il mercato immobiliare è in profonda crisi e che le previsioni per il futuro non lasciano intravedere miglioramenti, sempre più gli operatori del settore tentano di ricorrere a tecniche di marketing immobiliare per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di beni immobili.

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La figura dell’ Home Stager

Tra le figure dedite a queste ricerca di ulteriori soluzioni per ovviare alla crisi del settore vi è l’home stager; che altro non è che un professionista che si occupa a preparare la casa in modo adeguato in vista di una vendita o di un affitto. In sostanza, adibisce l’immobile per renderlo più appetibile sul mercato immobiliare.
Quella dell’home stager è una professione di recente importazione nel mondo del lavoro italiano e mutuata dal contesto anglosassone; negli Usa e in Inghilterra è una realtà consolidata fin dagli anni ’80 e dal mondo anglosassone deriva anche la filosofia che caratterizza l’home staging.
Ovvero, la commercializzazione (sia una vendita o un affitto) di un immobile con strumenti ritenuti vincenti al fine di raggiungere l’obiettivo che ci si è posti in tempi brevi e, magari, con il massimo risultato; che, riferito ad un immobile, significa concludere l’affare ad un prezzo non troppo al di sotto di quello che si vorrebbe ricavare. E chi in questo periodo ha un immobile da vendere o da dare in locazione ben conosce quali siano le difficoltà nel monetizzare una cifra adeguata.
Tornando al lavoro dell’home stager e a cosa egli faccia esattamente, possiamo dire che l’home staging è l’arte di valorizzare al massimo un immobile migliorandone l’immagine mettendo in risalto gli aspetti positivi; si rivolge quindi ai proprietari di un immobile ed alle agenzie immobiliari per rendere ad entrambi più semplice (almeno sulla carta) il compito che si vuole portare a termine, ovvero ‘piazzare’ il proprio appartamento.

Cosa fa un Home Stager?

Entrando nello specifico per meglio comprendere come lavora un home stager, il primo compito che questo deve portare a termine è quello di rendere un appartamento il più appetibile possibile; per fare ciò l’home stager deve naturalmente avvalersi di strumenti che non gravino troppo sulle tasche del proprietario (che altrimenti rischierebbe di trovarsi, nella peggiore delle ipotesi, l’appartamento sul groppone e le spese sostenute per l’home staging) e che sostanzialmente sono;
riorganizzazione e razionalizzazione degli spazi; piccole ristrutturazioni quali ritinteggiature o ricerca di piccoli accessori di arredo; riparazione piccoli guasti; risistemazione e riorganizzazione degli arredamenti già presenti nell’appartamento; pulizia dell’immobile. Il tutto per rendere l’appartamento più interessante agli occhi del visitatore.
Un home stager quindi dovrebbe apportare piccole modifiche e migliorie ad un immobile cercando di metterne in risalto i punti di forza, di ‘spersonalizzarlo’ non lasciandolo troppo legato alla personalità del proprietario (ciascuno di noi d’altra parte, sistema il proprio appartamento in base alla propria personalità) e facendo si che esso possa risultare interessante agli occhi di un potenziale cliente.
Una sorta di architetto in versione easy; per questo il lavoro di home stager richiede conoscenze trasversali di varie professioni, quali interior designer, agente immobiliare, per l’appunto, architetto.

Lavorare come Home Stager

La consulenza di un home stager è, in linea di massima, non troppo costosa e varia in base agli interventi che egli deve compiere; qualora ad esempio si decida, di comune accordo con il proprietario, di ricorrere all’acquisto di arredamenti nuovi per dare un tocco diverso all’appartamento (arredamenti che, magari, il proprietario terrà una volta venduto il proprio immobile) il prezzo sicuramente lieviterà.
A grandi linee il costo che sostiene chi decide di rivolgersi ad un home stager parte da poche centinaia di euro e può arrivare a diverse migliaia a seconda del lavoro richiesto.
Naturalmente, essendo quella dell’ home stager una professione nuova e che si propone di offrire opportunità lavorative in tempo di crisi, parallelamente al suo sviluppo sono nati nel tempo e continuano costantemente a proliferare corsi professionali finalizzati alla preparazione di queste figure professionali.
Al riguardo è bene precisare che, da un punto di vista tecnico, attualmente in Italia non esiste una legge o un regolamento che vada a disciplinare questa professione; l’ home stager è quindi, il più delle volte, un consulente diretto di un proprietario di immobili o più semplicemente un collaboratore di un’agenzia immobiliare che lavora in sinergia con questa.
Perciò chiunque attratto da questa nuova professione decidesse di frequentare prima un corso professionale di home staging, è bene che tenga presente tale dato sull’attuale vuoto normativo per evitare, magari, di investire soldi a vuoto in un corso professionale che poi, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe non garantire assolutamente niente.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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